Uccidimi, tesoro! – recensione della commedia romantica Netflix

Uccidimi, tesoro! è una commedia dark distribuita da Netflix a partire dal 13 febbraio: l' umorismo c'è, ma non si vede.

La commedia pseudo-romantica Uccidimi, tesoro!, diretta da Filip Zylber e plasmata dalla penna di Hanna Węsierska, ha debuttato su Netflix il 13 febbraio, suscitando una combinazione di aspettative e leggere delusioni.

Chi si aspettava un prodotto di San Valentino diverso e irriverente si è dovuto accontentare di una commedia prevedibile e poco sicura di sé, che fa poco per uscire emergente dalla pletora di titoli con simili ambizioni.

Uccidimi, tesoro! è una commedia godibile e dimenticabile

Uccidimi tesoro!: - cinematographe.it

Grazie alle interpretazioni di Weronika Książkiewicz, Mateusz Banasiuk e Agnieszka Więdłocha, la trama si sviluppa con una leggerezza godibile e vivace, ma troppo spesso intrecciata a una certa mancanza di originalità. Nonostante l’attenta cura tecnica e la produzione di alta qualità, Uccidimi, tesoro! lotta per emergere in termini di creatività e impatto delle performance.

La storia segue una coppia che, dopo una vincita alla lotteria, abbraccia un percorso inusuale: pianificare di uccidersi reciprocamente per assicurarsi il premio. Nel frattempo, gli intriganti “migliori amici” mostrano un interesse sospetto verso il tanto ambito premio.

Sebbene manchi di originalità, il film cerca di presentarsi come una commedia leggera, offrendo momenti di umorismo adatti a (quasi) tutta la famiglia. La trama, ancorata a cliché comici, si avvale di personaggi “buffi” che donano divertimento attraverso battute di dialogo tratti dai più conosciuti canovaccio e stereotipi della commedia brillante.

In uno stile che richiama il passato, Uccidimi, tesoro! può essere paragonato a una moderna interpretazione, anche se si tratta di opere caratterizzate da carature certamente distanti, della commedia noir Arsenico e vecchi merletti (1944). La commistione di generi, che abbraccia il dark humor fino al toccare la satira sociale, delle istituzioni, si spinge a cercare un approdo forzatamente commerciale, confermando quindi la sua ambizione popular. Non c’è nulla di male nel mantenere all’ attenzione, durante il processo creativo, il gusto del pubblico, la fruibilità. Si tratta di una componente necessaria affinché il messaggio dell’ opera arrivi, decretandone il successo.

Uccidimi, tesoro! eccede nel trasformare la dark comedy in semplice comedy, facendo scelte semplici e gigione che vogliono strizzare l’occhio alle cugine – ben più riuscite – d’Oltreoceano. Mancando di impronta personale, la pellicola risulta poco memorabile proprio per la sua frenetica ricerca di ricomporre un immaginario straniero, che ha dei suoi codici ben riconoscibili e ormai troppo popolari per non essere individuati facilmente anche dallo spettatore più allenato.

A stonare non è solo la prevedibilità della trama e della sceneggiatura, ma anche la palpabile mancanza di umorismo creativo: la base offriva all’ opera tutte le possibilità di spaziare in lungo in largo con un umorismo birichino e scomodo, irriverente come il presupposto iniziale. La mancata aderenza con la promessa creativa è il punto critico cruciale che lascia il film nell’ oceano di titoli assimilabili al concetto di dark comedy.

Uccidimi, tesoro!: valutazione e conclusione

In conclusione, sebbene Uccidimi, tesoro! manchi di audacia e originalità, offre comunque un’esperienza piacevole, ideale per un pomeriggio rilassante. Non per mancanza di sforzo o buone intenzioni, il film diretto da Filip Zylber soffre di una serie di mancanze che ormai sono riconoscibili in gran parte dei lungometraggi che si ascrivono – per linguaggio visivo e/o drammaturgico – al genere commedia . Il sottogenere della commedia romantica, difficile ormai da rendere originale, è in un momento storico e artistico particolarmente critico, con solo una manciata di titoli che emergono per ambizione autoriale.

La produzione è solida dal punto di vista tecnico, con una fotografia accattivante, e potrebbe persino potrebbe catturare l’attenzione degli spettatori con un guizzo creativo aggiuntivo, prendendo dei rischi, sebbene il risultato complessivo sia destinato a sfumare dalla memoria dopo la visione.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3
Recitazione - 2.5
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.6

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