Tutti a parte mio marito: recensione della commedia con Laure Calamy

Una commedia provocatoria sul desiderio e la (ri)scoperta del piacere di una donna in crisi con sé stessa e con suo marito

Una donna alla soglia dei 50 anni fa un viaggio inaspettato dentro sé stessa alla ricerca del desiderio perduto: in Tutti a parte mio marito Caroline Vignal dirige la talentuosa Laure Calamy (Chiami il mio agente!, Full time – Al cento per cento) in una commedia irriverente e senza tabù. Dal 21 dicembre al cinema con I Wonder Pictures.

Iris è una dentista affermata, ha un marito, Stéphane (Vincent Elbaz), bello e premuroso, e due figlie educate che si impegnano a scuola. Sembra avere tutto dalla vita, ma ultimamente si sente frustrata e apatica e questo si ripercuote sul suo corpo che sembra volerle dire qualcosa. La complicità sessuale con Stéphane è venuta a mancare e non fanno l’amore da tanto, troppo tempo. Sembrano due coinquilini e non più quella coppia che in passato era in sintonia. Un giorno una conoscente consiglia a Iris un metodo infallibile per ritrovare sé stessa e tornare a godere: iscriversi a un sito d’incontri per persone sposate e farsi così un amante, anzi, più di uno. Iris, inizialmente scettica, decide di mettersi in gioco svegliando una parte di sé che pensava di non avere.

Tutti a parte mio marito – Iris, gli uomini e il sesso senza tabù

Tutti a parte mio marito, cinematographe.it

Maestri indiscussi della commedia i francesi riescono a produrre un film leggero e garbato anche su un argomento tabù come quello della riscoperta del piacere e della ritrovata sessualità di una quasi cinquantenne. La regista Caroline Vignal scrive (insieme a Noémie de Lapparent) e dirige Tutti a parte mio marito, ma il titolo francese, Iris et les hommes, rende meglio il tenore della storia raccontata. Senza false ipocrisie la commedia arriva dritta al punto: Iris ha bisogno di passione, quella che suo marito sembra non più interessato a darle, il suo è un bisogno fisico, e mentre all’inizio del film la vediamo dall’osteopata completamente bloccata e in tensione, presto il suo corpo riavrà il piacere sopito da tempo. La vibrazione continua delle notifiche dei messaggi dell’app di incontri scandirà il tempo che la separa dal piacere in un’eccitazione che raggiunge l’acme nelle camere da letto di affascinanti sconosciuti. “Non ci rivedremo anche se dovesse andare bene”, ci tiene a precisare Iris ai suoi amanti, perché innamorata di suo marito, ma bisognosa di soddisfare le sue “esigenze sessuali”. Così per Iris, tra un match e l’altro sull’app di incontri, “piovono uomini”, come canta in un inaspettato momento musicale, finita una delle sue “sedute” rigeneranti che le hanno fatto cambiare espressione anche in viso, ormai raggiante, di contro alla tristezza iniziale. Fuori c’è la vita, la musica, l’aria fresca, le persone”, dice Iris, sconvolta e inebriata dopo aver tolto via la patina grigia dalla sua vita.

Tutti a parte mio marito – Una commedia provocatoria

Il film di Caroline Vignal affronta un tema così intimo e poco esplorato senza scadere nella volgarità o nella morbosità ma raccontando con grazia e comicità l’istinto naturale di una donna, soddisfare il sacrosanto piacere fisico, finendo per tradire il marito solo con il corpo per ritrovare sé stessa. Una “pratica” che ovviamente non tutti possono condividere, ma che viene “tollerata” se è un uomo a farla, mentre per la donna in una società ipocrita come la nostra una simile libertà appare deprecabile. Sicuramente una provocazione ma che sottolinea come il benessere di una persona, e di conseguenza di una coppia, passi anche da una sessualità sana e soddisfatta. “Non cederò più riguardo al mio desiderio”, dice tra sé e sé Iris dopo una discussione con il marito che la vede cambiata, che non riconosce più la moglie che da giovane era stata l’ultima vergine del suo gruppo di amiche. Un tempo repressa quindi, anche a causa di un certo tipo di famiglia, Iris a quasi 50 anni sceglie di “stare dalla parte della vita”, come suggerisce di fare anche alla figlia adolescente. Iris è una sorta di Séverine di Bella di giorno (film del 1967 di Luis Buñuel che racconta le vicende di una donna sposata e frigida che trae piacere prostituendosi) ma solare e meno misteriosa che abbraccia con entusiasmo il nuovo corso della sua vita.

Tutti a parte mio marito: valutazione e conclusione

Tutti a parte mio marito, cinematographe.it

Una commedia godibile che racconta il lato più intimo, e poco esplorato, di una donna matura e in crisi con sé stessa prima che con il suo partner, che spinge a riflettere su quanto poco a volte ascoltiamo noi stessi, il nostro corpo, e i nostri bisogni schiacciati dalla routine e dalle responsabilità. Con una sempre straordinaria e trascinante Laure Calamy.

Regia - 3
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 4
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 3

3.3