Turistas – recensione del film di John Stockwell

L’estate sta per iniziare portando con sé la voglia di partire per mete vacanziere esotiche e sensuali; ma se dietro al paradiso da sogno si nascondesse una realtà più inquietante dei vostri peggiori incubi?

Turistas: un viaggio all’inferno

Un pullman con un autista poco raccomandabile sfreccia in mezzo al verde Brasile, improvvisamente il mezzo sbanda ma i passeggeri riescono a salvarsi la vita prima che questo cada rovinosamente da un precipizio. Inizia così l’avventurosa vacanza dei giovani turisti che poco dopo s’imbattono in una sfrenata festa condita da musica alcool e sesso, su una paradisiaca spiaggia. Ma il divertimento dura poco ed il mattino seguente i ragazzi comprendono di essere stati drogati e derubati…ma non è tutto, due di loro mancano all’appello. Rimasti in 6 si trovano a girovagare in cerca di aiuto per baraccopoli sconosciute, guidati da Kiko, un giovane del posto conosciuto la sera precedente che li guiderà verso una casa ove trovare ristoro. Una volta arrivati nella villa la situazione prende una piega decisamente inquietante: nei cassetti ci sono passaporti di turisti americani ed i proprietari del posto si rivelano in realtà efferati criminali mercanti di organi…

Turistas, i personaggi

Il regista di Turistas, John Stockwell,  confeziona un horror vacanziero che fa tremare i spensierati e bellocci  turisti interessati al viaggio-avventura e al sesso (non necessariamente in quest’ordine) ma destinati a diventare carne da macello. D’altronde la malcapitata figura del turista, come ci insegna Mr. Hostel Eli Roth che a questa tematica ha dedicato ben due film,  si presta ad essere oggetto di torture e violenze estreme mentre cerca di approcciarsi al folklore di un paese straniero. La prima sequenza di Turistas ci offre un’incipit del gore che vedremo a trama inoltrata: una sala operatoria,  il primo piano di  una vittima nei quali occhi scorgiamo il riflesso del suo aguzzino che sta per compiere un’atroce tortura. Cambio di rotta, musica brasiliana e presentazione dei 6 protagonisti clichè dei teen horror: l’americano fisicato Alex (Josh Duhamel),la sua fragile sorellina Bea (Olivia Wilde), la sua avvenente migliore amica Amy (Beau Garrett) i due inglesi stupidotti e sbavanti Finn (Desmond Askew) e Liam (Max Brown) e la sensuale australiana Pru (Melissa George).

Turistas di John Stockwell

Sin dall’inizio della fine si percepisce che i personaggi principali di Turistas non vengono accettati dalla popolazione brasiliana afflitta dalla povertà più assoluta, costretta a reggersi in piedi tramite attività illegali quali prostituzione, droga e mercato nero di cui i principali consumatori sono proprio i civilizzati e civilizzatori occidentali. Ed è qui che il film deraglia uscendo dai binari del genere puro che meritava di gran lunga più di qualsiasi connotazione sociale.

Turistas, sequenza horror

Tutta la storia del nostro paese vi ha visto prenderci qualcosa: dalla nostra terra, la gomma, lo zucchero, l’oro, i nostri corpi, la libertà, il sesso… Ma io ne ho proprio abbastanza. Oggi prenderò tutti i vostri organi e li darò ai malati dell’ospedale di Rio. Sono queste le parole del Dottor Zamora (Miguel Lunardi), capo dell’organizzazione criminale, proferite (mentre sventra la prima ragazza) tramite una trita ramanzina di denuncia sociale.  Cosa vuole dirci Stockwell? Che in un mondo stereotipato l’imperialismo culturale genera mostri? Che l’essere umano è brutale e non ce n’è per nessuno? Che alla fine anche il cattivo più cattivo può intenerirsi e compiere un gesto  buono? Quale intuizione! Una critica superficiale e anche facilotta senza giustificazione alcuna che ricorda le furbe tematiche politiche di A Serbian Film.

Non sarebbe comunque giusto bocciare Turistas per queste sviste.  La recitazione è buona e i parodistici personaggi inseriti in questo contesto hanno il loro perché (diciamocelo, oltre agli organi cosa potrebbero donare?).  Ben riuscite le sequenze gore in grado di far rigirare anche gli stomaci più resistenti, il ritmo sempre più teso incalza lo spettatore ed inizia a precipitare vorticosamente quando il gruppo di ragazzi sta dormendo nella villa (ebbene sì, dopo aver trovato i passaporti decidono di farsi una spensierata dormita) e le pale di un elicottero rompono il silenzio della natura brasiliana. La sequenza migliore in assoluto è la fuga dei superstiti nelle grotte subacquee: ritmo serrato e teso con un’atmosfera claustrofobica da rosicchiamento unghie!

sequenza incalzante di Turistas

Regia - 3
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3
Sonoro - 3.5
Emozione - 3

3.1

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