Tre di troppo: recensione del film di e con Fabio De Luigi

Un humor a tratti inglese per un film che diverte e fa riflettere, analizzando con ironia gioie e dolori della genitorialità.

Tre di troppo – La famiglia che non ti aspetti è la commedia diretta da Fabio De Luigi, protagonista insieme a Virginia Raffaele. Il film, al cinema dal 1° gennaio 2023 con Warner Bros., vede nel cast anche Barbara Chichiarelli, Renato Marchetti, Fabio Balsamo, Marina Rocco, Greta Santi, Francesco Quezada, Valerio Marzi e Beatrice Arnera

Marco e Giulia sono una coppia egocentrica e superficiale; lui un barbiere di altri tempi, fanatico dell’estetica e allergico ai bambini; lei, non da meno, una caporeparto precisa, puntigliosa e dallo stile irreprensibile. La loro vita è un connubio perfetto tra due lavori economicamente soddisfacenti, una casa da rivista e i vizi di una coppia che, a patto con l’eterna giovinezza, si diverte tra serate latino-americane e qualsiasi svago o impegno che non sia quello genitoriale. Unico paradosso è l’abituale pranzo del sabato con i loro amici: genitori stressati e con mille problemi, dalla scuola ai capricci di bimbi in preda a rabbia, vivacità e indomabile noia.

Tre di troppo – La famiglia che non ti aspetti: un classico familiare nelle vesti di una commedia contemporanea

Le prime scene del film risultano essere la presentazione di una frenetica routine di una coppia sfacciata, attenta esclusivamente alla cura di sé. Ma come nelle più classica delle commedie, inaspettatamente tutto cambia quando una festa di compleanno mal riuscita li condanna e li maledice. Così, nel trascorrere del breve tempo di una notte, i due si risvegliano nel loro peggior incubo, in una vita volutamente ignorata e a volte pesantemente beffeggiata.
Improvvisamente la loro casa si riempie di giochi, di libri che spiegano scientificamente la maternità, di diari di scuola e di tre ragazzini: Simeone, Sofia e Max.

tre di troppo recensione cinematographe.it

Da questo momento la commedia assume vesti surreali. Marco e Giulia si ritrovano, loro malgrado, ad esser genitori di tre bambini che non conoscono; in modo sconsiderato si improvvisano mamma e papà, scoprendo un mondo fatto di “mamme chiocce” ansiose e invadenti, fatto di competizione e immaturità adulta, partite di calcio, recite scolastiche, compiti, abbracci improvvisi, pianti e sorrisi ma soprattutto un mondo fatto di affetto e sentimento che lentamente si trasformerà in una famiglia imperfettamente perfetta. Superato l’iniziale rifiuto verso qualcosa di mai desiderato, Marco e Giulia si ritroveranno in una dimensione genitoriale che, enigmaticamente, li farà diventare persino protettivi verso i tre bambini arrivati dal nulla.

Lo sviluppo della commedia è totalmente positivo e dolcemente sincero; una misteriosa magia che non esclude le difficoltà di un equilibrio spesse volte instabile e che rende ancora più interessante la visione della pellicola, senza mai scivolare nelle ovvietà sdolcinate. Al contrario, formando alla diversità anche nell’esser genitore, diffidando dalle etichette dell’obbligo di esser naturalmente predisposti al ruolo più importante quale quello della famiglia, normalizzando l’errore e l’imperfezione di un mestiere così complicato.

Tre di troppo, la famiglia che non ti aspetti: la morale di una comicità drammatica

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Quella di Fabio De Luigi è una regia dolceamara, un humor a tratti inglese che sembra dipanarsi nelle tempistiche scenografiche di una commedia francese; una commedia che non smentisce la comicità drammatica tipica di De Luigi e della Raffaele, che per la loro prima volta convincono come coppia, mostrandosi affiatati nell’idealizzazione di un progetto da grande schermo, attraverso un gioco con il destino e la fortuna, tra i rovesci di una giornata soleggiata che si conclude, metaforicamente, nella bufera di una tempesta, invitando lo spettatore ad un sorriso riflessivo: tecnica per la quale, lo sappiamo, i due protagonisti sanno essere professionisti.

​L’intento della pellicola non emerge in una trasparenza canonica; sembra piuttosto adattarsi ad una libera e personale interpretazione che tende a spolverare l’intensità ramificata tra realtà e moralità attraverso sfumature di quotidianità comune a tutti.

Una normalità familiare che vince attraverso la scelta dei personaggi, attraverso il linguaggio e gli sviluppi della storia; una genitorialità contemporanea espressa in tutte le sue vesti, dall’incoscienza all’istinto, dall’amore alla consapevolezza di un ruolo. 

Tre di troppo – La famiglia che non ti aspetti in 107 minuti analizza attraverso una magnetica ironia, la difficoltà e la bellezza di esser educatori, il sentimento e l’emozione di esser genitori; una commedia che si mostra grata alla vita, attraverso il cambiamento, l’accettazione, l’accoglienza e la crescita interiore rifuggendo dalla banalizzazione di una apparente e pretestuosa realtà.

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 3.5

3.2