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Ultimamente la Spagna ha saputo ritagliarsi una notevole fetta di mercato all’interno del servizio streaming. Sono molti infatti i prodotti Netflix che stanno ottenendo un ottimo consenso a livello di pubblico ed è per questo che sulla piattaforma sono sempre più numerosi i film – oltre alle serie tv che rappresentano la gran parte del successo – provenienti dalla penisola iberica disponibili per la visione. Si aggiunge ora a questa ricca produzione anche Ti amo, imbecille (Te quiero, imbécil), la commedia diretta da Laura Mañá, già regista di Killing words, con protagonisti Quim Gutierrez e Natalie Tena.

Ti amo, imbecille racconta la storia di Marcos che riconsidera la sua vita mentre incontra dopo tanti anni la sua ex compagna di scuola Raquel

Ti amo imbecille - Cinematographe.it

Il protagonista del film è Marcos, trentacinquenne che è stato da poco lasciato dalla sua ragazza, proprio mentre le stava chiedendo di sposarlo, e subito dopo licenziato dal lavoro e costretto così a dover tornare a vivere con i suoi genitori. Dato questo crollo personale, Marcos si prefigge di andare avanti tentando di dimenticare l’ex e di ripensare il tipo di uomo che è. Va perciò su internet in cerca di risposte su come debba essere un vero uomo del 21esimo secolo. Trova un tutorial di supporto emotivo per superare la propria crisi e cercare l’uomo dentro di sé, decide così di mettere in pratica tutti i passaggi raccomandati dal life coach, iniziando ad interessarsi alla cura della propria immagine a agli aspetti più modaioli. Nel processo di elaborazione, mentre sperimenta un nuovo lavoro e prova a ricomporre la sua vita e adattarsi alla società del momento, Marcos ritrova casualmente Raquel, una vecchia amica della scuola superiore che non vedeva da allora e di cui non sapeva più nulla da 15 anni. Questo incontro casuale lo porta ad un cambiamento che gli farà davvero riconsiderare la sua vita e gli aprirà una nuova prospettiva.

Una commedia prevedibile ma godibile

Ti amo imbecille - Cinematographe.it

Laura Mañá costruisce un film che per molti aspetti ricalca i canoni classici della commedia romantica, incentrandosi sull’incontro di due protagonisti che inizialmente sembrano inconciliabili ma che scena dopo scena scoprono interesse e affinità, in uno sviluppo costellato anche dagli immancabili equivoci che prima allontanano e poi riavvicinano la coppia. La storia è semplice e non cerca una particolare profondità, tuttavia risulta godibile e scorrevole, sapendo come strappare un sorriso e come trovare armoniosamente compimento nel suo happy ending. Una marcia verso il prevedibile finale costruita però in maniera divertente e discretamente pregevole, con un ritmo non sempre uniforme, ma con una buona tenuta complessiva. Ti amo, imbecille dosa adeguatamente i momenti ilari e quelli più sentimentali, rifuggendo il rischio di cadere eccessivamente nello smielato così come quello di eccedere in gag ostentate e inopportune.

Lo script gioca con lo spettatore usando l’espediente della rottura dalla quarta parete, con il protagonista che si rivolge più volte direttamente al pubblico nel commentare le sue ironiche disgrazie e i suoi stati d’animo. Un escamotage narrativo già noto ed utilizzato brillantemente per esempio da Woody Allen e più di recente da Phoebe Waller-Bridge in Fleabag – a cui il film si richiama per alcuni aspetti – ma che funziona dando dinamicità all’incedere delle vicende messe in scena.

Ti amo, imbecille getta uno sguardo sull’approccio alla mascolinità e sui cambiamenti generazionali

Ti amo imbecille - Cinematographe.it

C’è anche un tentativo, non molto strutturato ma tutto sommato riuscito, di porre una riflessione sul tema della mascolinità al giorno d’oggi e sulla capacità di cogliere i cambiamenti negli usi sociali. Il film destruttura – pur senza troppa incisività – gli stereotipi dell’uomo macho, prendendosi gioco al contempo di quell’attenzione morbosa che viene posta oggigiorno alla cura dell’estetica del proprio corpo, lanciando uno sguardo anche sulle insicurezze e gli spaesamenti a cui si può andare incontro per aggiornarsi alle dinamiche generazionali che mutano. Nel lavoro di Laura Mañá è la figura femminile a fare da traino verso il raggiungimento dell’accettazione serena di sé stessi e verso una sincera capacità nel porsi genuinamente e al di fuori dei preconcetti sociali verso gli altri. Il film si appella dunque alla sensibilità maschile, dichiarando in un certo senso che è necessario andare oltre gli stereotipi del maschio “mammone” immaturo da un lato e di quello alfa dall’altro, puntando a ricostruire una sana onestà nei rapporti tra sessi. Inoltre viene mostrato l’innocente disorientamento sociale ed emotivo di un ultratrentenne cresciuto con un contesto protettivo e punti di riferimento diversi, che nell’approcciarsi a dinamiche evolute rapidamente e non più corrispondenti ai canoni caratterizzanti la sua crescita, non riesce a riadattarsi così facilmente come vorrebbe al mondo circostante.

Ti amo, imbecille è una gradevole commedia romantica che, pur non essendo innovativa, riesce a intrattenere con piacere

Ti amo imbecille - Cinematographe.it

Nadia Tena, protagonista femminile, esprime una convincente vitalità attraverso il suo personaggio facendo da traino della visione, mentre Quim Gutierrez, nei panni di Marcos, costituisce in maniera credibile l’altra metà del puzzle, entrando adeguatamente in sintonia con lo spettatore attraverso il suo carattere gigionesco, tra il comico e l’imbranato. Ti amo, imbecille è quindi una rom-com realizzata con graziosa leggerezza, nonostante la mancanza di originalità,  abbozzando anche un piccolo pensiero sociale, ma puntando prevalentemente sulla spensieratezza e la dolcezza del racconto. Un po’ Harry ti presento Sally, un po’ Bridget Jones in versione maschile, il film spagnolo – senza avere i tratti iconici dei due titoli qui citati e senza inventare nulla di nuovo – è un buon passatempo, senza pretese ma sufficientemente piacevole.

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