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“Sono morta. Fatevene una ragione”, lo chiarisce fin da subito Aisha Chaudhary (Zaira Wasim), per spiegare al pubblico quello che andrà a vedere da lì a poco, la storia di una vita stroncata prematuramente da una brutta malattia. The Sky Is Pink, il film di Shonali Bose, è una biografia (la storia di Aisha è vera, infatti nel finale ci sono delle foto e dei video in cui vediamo i protagonisti “reali”), è la lettera aperta che probabilmente la ragazzina avrebbe scritto ai suoi genitori vedendoli soffrire come stavano soffrendo.

Il film racconta, usando l’espediente della voce over (la voce è di Sammy John Heaney) l’esistenza di Aisha, dalla nascita alla sua dipartita e narra anche un grande amore, quello tra Aditi e Niren, la madre e il padre di Aisha – interpretati da due star di Bollywood Priyanka Chopra (che torna al cinema dopo tre anni di pausa) e Farhan Akhtar -, quello tra Ishaan (Rohit Suresh Saraf) e Aisha, fratello e sorella, quello tra genitori e figli.

Una biografia in cui si mostra la via crucis di una giovane ragazza che divora la vita

cinematographe.it

Dopo aver dato alla luce un bambino sano, Ishaan, Aditi è di nuovo incinta e la coppia sceglie di portare a termine la gravidanza, nonostante le probabilità che la bimba erediti la malattia, la fibrosi polmonare – malattia per cui hanno già perso una figlia – siano altissime. Così infatti accade: la piccola Aisha viene colpita dal morbo, e per assicurarsi i soldi necessari al trapianto i genitori sono costretti ad aprire una raccolta fondi che si rivelerà molto fruttuosa. La bambina sopravvive all’operazione e per qualche anno la famiglia riesce a garantirle un’esistenza normale, tanto che sembra essere fuori pericolo. Almeno finché, con un salto temporale, assistiamo ad un cambio di vita, la famiglia torna a Nuova Delhi ma Aisha poco dopo incomincia a risentire degli effetti della chemioterapia.

Il film di Bose potrebbe essere un dramma totale, invece, è un racconto pieno d’amore, di unione e di speranza, si ride, si balla e ci si ama. Aditi e Niren combattono strenuamente per la figlia, facendo tutto il possibile per farla vivere a pieno la sua esistenza. Anche quando la famiglia è costretta a separarsi, Niren e Ishan in India, Aditi e Aisha a Londra, i suoi  componenti sono una cosa sola; non c’è rabbia, non ci sono recriminazioni, c’è solo la mancanza che gli uni sentono degli altri. The Sky Is Pink racconta i giorni dell’ospedale ma anche le prime feste in cui si balla senza il peso sul cuore della malattia ma per Aisha la lotta non è finita. Proprio durante una festa Aisha sviene e la famiglia scopre che tutto ricomincia però lei vuole continuare a vivere: dipinge, si innamora, ottiene il cagnolino da tanto desiderato – che sarà per lei fedele compagno -, pretende di essere trattata come gli altri e di mangiare ogni giorno che le è rimasto con la voracità di un animale affamato.

The Sky Is Pink: una storia di amore e di morte

The Sky is pink perché Ishaan, il fratello maggiore di Aisha, a scuola, l’aveva disegnato così; per lui infatti il cielo era rosa, in quanto abitato dalla sorella, morta per la fibrosi polmonare, la stessa malattia che ha colpito Aisha. C’è uno spettro fino dai primi istanti di questo film: la morte, ingiusta e innaturale; è innaturale che una ragazzina si svegli di notte perché le manca il respiro, è innaturale che viva attaccata alle bombole di ossigeno, è innaturale che molte cose della vita le resteranno per sempre sconosciute.

Chiaramente la vita di una famiglia cambia e ciascun elemento vive in funzione di Aisha; Aditi nel momento in cui si accorge che la figlia è sul punto di lasciarli, chiama immediatamente il marito che è al lavoro e Ishaan che ha deciso di studiare lontano da casa, perché nonostante l’amore per la sorella la sua vita da fratello sano stava diventando un incubo – la madre tenta con il suo aiuto di far compiere ad Aisha più esperienze possibili. Tutti soffrono ma piangono di nascosto, quando escono dalle stanze, quando vanno al lavoro, quando chiudono le telefonate; Aisha è forte ma non vuole morire, non accetta di lasciare Moose (così chiama la mamma), Panda (così chiama il papà) e Giraffa (così chiama il fratello), ma lo ripete in più di un’occasione, lei anche quando non ci sarà ci sarà sempre, dentro di loro e nella loro memoria.

The Sky Is Pink: un film con più di qualche nota negativa

cinematographe.it, The Sky Is Pink

The Sky Is Pink inevitabilmente punta su un registro specifico, quello delle lacrime, perché è impossibile non piangere di fronte al dramma di una famiglia, è impossibile non disperarsi di fronte ad una coppia che sembra essersi spezzata davanti alla morte della propria figlia. La linea presa è, però, probabilmente, a tratti fin troppo semplicistica, si può piangere, commuoversi ma a diversi gradi mentre in altri momenti proprio il realistico cinismo di Aisha che dovendo scegliere se subire un trapianto o meno, dice che non c’è poi tanta differenza tra morire a vent’anni o a trenta. Quella di Aisha è una casa felice e, proprio quando la ragazzina muore, la famiglia deve riequilibrarsi, ritrovare il centro, perché volente o nolente per lei hanno vissuto fino a quel momento. I colori, la luce, il sorriso di Aisha accendevano quelli di Aditi e Nerin, dopo la morte dell’ultimogenita, qualcosa è cambiato, e questo perché di fronte alla signora con la falce ognuno reagisce a proprio modo: il padre vive dentro di sé il proprio dolore, la madre finge che nulla sia successo, non parlando mai di quel tragico evento.

Un altro elemento negativo del film è la durata, due ore e trenta; la forza drammatica della storia non ha bisogno di dilungarsi tanto in “piccoli” avvenimenti che distolgono dalla vicenda di Aisha, che riempiono di cose una vicenda che di cose ne ha già abbastanza. Resta però sicuramente nella memoria dello spettatore la forza di una ragazzina che prima di morire ha scritto un libro in cui racconta di sé, il coraggio di chi, proprio in quanto sente la vita “scivolarle” di dosso, ringrazia per quanto e per come ha vissuto, per la gioia, le feste, gli scherzi e i balli.

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