The Midnight Man: la recensione del film con Robert Englund e Lin Shaye

Travis Z dirige The Midnight Man, nuovo adattamento delle leggende web di creepypasta, con semplicità ma grande efficacia della messinscena con personaggi credibili e una Lin Shaye sopra le righe. La nostra recensione

Cosa fareste se l’uomo nero vi desse la caccia in un gioco senza possibilità di vittoria? Sicuramente questa è una delle domande che un malcapitato giocatore del “gioco della mezzanotte” si porrebbe se fosse uno dei protagonisti di The Midnight Man, il nuovo film di Travis Nicholas Zariwny, meglio conosciuto come Travis Z. Nel cast si notano, e non poco, le presenze sceniche imponenti di Robert Englund e Lin Shaye, in una mirabile interpretazione di una nonna che scende a patti con il suo lato più oscuro e malefico.

The Midnight Man si presenta come uno dei più classici film sull’uomo nero, un mostro immondo senza volto che dimora negli angoli più oscuri e remoti della casa. La caratteristica peculiare di questo Boogeyman è che si diverte a “giocare” con le sue vittime, trasformando una comune seduta spiritica in un massacro a base di sangue. A creare un’atmosfera davvero cupa e totalmente asfissiante una fotografia dal tono oscuro che nega la possibilità anche del solo pensiero della luce.

The Midnight Man: un demone spietato e le sue regole

THE MIDNIGHT MAN, Cinematographe

L’ambientazione è quello microcosmica di una casa, una grande abitazione isolata e dimora di una famiglia che da tempo è tormentata da un gioco al massacro. A dare un’aria ancor più restringente all’ambiente circostante è una delle regole del “gioco della mezzanotte”: ovvero che non si può in alcun modo abbandonare l’abitazione, l’uomo della mezzanotte è ben preparato su come far rispettare le regole e su come aggirarle.

Il film si presenta come un remake della pellicola di Rob Kennedy del 2013 dall’omonimo titolo e trae spunto dalle celebri riedizioni web delle leggende da campeggio, pubblicate sul noto sito Creepypasta. Quella dell’uomo di mezzanotte recita che chiunque evochi questo antico demone debba giocare con lui rispettando le regole, pena la morte. Dal 1953 in un’antica casa questo rito di giocare era una consuetudine, lo sa bene Anna, una bambina che, inconscia del pericolo, assiste al lento massacro dei suoi amici mentre “giocano con l’uomo di mezzanotte”. Dopo molti anni gli eventi non si placano e la senilità di Anna non ferma la sua volontà di sottoporre a un gioco al massacro ogni membro della sua famiglia, inclusa Alex, sua nipote.

In uno scenario dark il dottor Goodberry (Englund) cerca di far luce sul mistero che si cela in quella casa e cosa si nasconde davvero dietro la personalità di Anna: una vecchia demente o un qualcosa di molto più oscuro? A farne le spese saranno Alex e i suoi amici, tirati in ballo in una caccia senza esclusione di colpi.

The Midnight Man: un horror cauto dalla fotografia asfissiante

Avendo tutte le caratteristiche migliori (e anche peggiori!) del teen horror, Travis Z porta sul grande schermo un film cauto, senza grandi sperimentazioni ma in grado di intrattenere e coinvolgere. Robert Englund è una garanzia, ma chi strabilia in un ruolo davvero accattivante è Lin Shaye, autrice di un’interpretazione davvero sopra le righe. I ragazzi sono il tipico gruppetto teen che popola gli schermi di ogni horror moderno, sanno il fatto loro e mettono in gioco personaggi credibili e non del tutto fuori schema. A confezionare un horror godibile e senza fronzoli una colonna sonora che ben si adagia al complesso generale.

The Midnight Man è un film semplice ma incisivo che trova la sua forza nel non rischiare troppo in un mondo dove osare può essere spesso un problema.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3
Recitazione - 3.5
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.8