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Su Amazon Prime Video dal 1 novembre 2020 c’è The Courier, il film che è un misto di action e thriller con Olga Kurylenko e Gary Oldman che racconta le avventure spericolate e violente di una donna corriere spietatissima.

The Courier_Cinematographe.itThe Courier: un film che si ispira a molti altri film di genere senza fare nulla di originale

Ezekiel Mannings (Gary Oldman) è un boss criminale che vuole uccidere Nick, l’unica persona che può testimoniare contro di lui e porre fine alla sua carriera di malavitoso, assume così una misteriosa motociclista (Olga Kurylenko) per consegnare una bomba-gas che uccida Nick. Dopo che la donna ha salvato Nick da morte certa, i due dovranno vedersela con i killer spietati ingaggiati dal boss. Questa è la trama alla base di The Courier e da qui tutto parte. La soluzione per sopravvivere fino alla testimonianza è una sola uccidere prima di essere uccisi; scopo simile a molti altri film del genere che sa di già visto. The Courier si fonda sulla mimesi, gli scontri, il corpo a corpo, il sangue che scorre, la violenza, sono copie poco originali e più frettolose che non muovono l’interesse voluto.  La suspense, l’azione portata all’estremo sono elementi fondamentali per opere di questo tipo e se all’inizio si resta colpiti dal ritmo, dalla tensione poi un po’ ci si perde perché si viene immersi in una narrazione sempre uguale a se stessa.

The Courier_Cinematographe.itUna protagonista che non crea empatia con il pubblico

La protagonista è una donna forte, pronta alla guerra ma verso di lei non si prova empatia, è fredda e questo può essere un bene, invece non è una peculiarità del suo carattere su cui si fonda tutto il resto, si tratta piuttosto del rapporto con chi guarda. Sa combattere, salva il nerd di turno, non siamo però mai accanto a lei nella “guerra”, anzi ne sentiamo sempre di più il distacco, una barriera. Fasciata nella sua tuta di pelle, sulla sua moto, coperta di sangue, madida di sudore, non vorremmo essere lei perché non ne sappiamo nulla – come non sappiamo nulla di nessun personaggio -, la vediamo semplicemente nella sua vigorosa corsa contro il tempo. Si fa scudo del suo protetto, viene legata e picchiata dal nemico, omoni cliché che non sono veicolo di nulla ma semplicemente scagnozzi senza troppa profondità, lei torna in piedi, sulle sue gambe ed è pronta al prossimo round. Non ha nome, cerca di seguire l’insegnamento di Milla Jovovich che nella sua carriera ha spesso incarnato donne d’azione, ma nel personaggio incarnato da Olga Kurylenko c’è qualcosa che manca, non riesce a farsi amare, non riesce ad essere profondamente e pienamente credibile.

Lo stesso capita al cattivissimo personaggio di Oldman, è un malvagio la cui crudeltà si evince non da qualcosa di intimo ma dall’esteriorità, dalla superficie (la benda sull’occhio, la musica classica che accompagna i suoi piani). I personaggi, le scene, gli avvenimenti che vogliono/potrebbero rientrare nel genere, non riescono a comprare completamente l’amore, l’empatia del pubblico, non basta presentarli per svegliare chi guarda. Non basta mostrare un inseguimento o una fuga per avere l’adrenalina che risveglia tutto il corpo, non è sufficiente vedere la protagonista che squarcia il nemico per essere dalla sua parte completamente.

The Courier_Cinematographe.itThe Courier: un film che non convince

The Courier non convince totalmente il pubblico perché aumentare il ritmo della narrazione, terrorizzare il pubblico, far scorrere sangue sembra perdere di senso, di vigore e di valore, se non sostenuto da una narrazione solida, fatta di momenti di quiete alternati a quelli d’ansia. Peccato perché la protagonista sarebbe stata la giusta catalizzatrice di una narrazione, di un sistema di valori ben definito invece lo spettatore si perde nel già visto.