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The Beach Bum, ultimo film di Harmony Korine, sarà presentato il 4 ottobre al Milano Film Festival.

Sono passati ormai sette anni dalle vacanze primaverili di Spring Breakers (2012) ma Harmony Korine sembra voler ripartire proprio da lì, da quegli eccessi di alcool, droghe e sesso sfrenato che caratterizzavano la vacuità generazionale messa al centro del suo penultimo film. Ora i ragazzacci sono cresciuti, il gruppo si è sciolto, qualcuno è maturato, altri invece sono rimasti ancorati a quello stile di vita conducendo un’esistenza di eccessi dalla quale sembra possibile uscire, ma non si ha la minima intenzione di farlo.

The Beach Bum: primo sguardo a un Zac Efron trasformato

Il canto degli emarginati di Korine

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Così, il poeta Moondog (Matthew McConaughey) si fa beffo delle sue relazioni, dei suoi impegni e del suo (ingente) patrimonio, preferendo una vita al massimo che ai suoi occhi corrisponde a un’esistenza al minimo: un ossimoro pieno di linfa vitale e libero da ingombri di qualsiasi tipo. Moondog è un cane sciolto (o, per meglio dire, un cane alieno, lunare) in grado di saper amare, ma a suo modo. Un poeta maledetto che vive alla giornata, improvvisa la propria esistenza in virtù del divertimento e preferisce trascorrere le giornate lontano dal lusso domestico seppur sempre connesso con il suo nucleo familiare. Korine riconferma pienamente il talento di osservatore pudico (nonostante venga troppo spesso accusato di un occhio semplicista e malandrino), portavoce di un cinema esaltato ed esaltante in cui tanto l’ultimo degli emarginati quanto il più banale tra i dialoghi riescono a emergere come sensazionali.

Una folle storia d’amore

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The Beach Bum viaggia a gonfie vele in una prima parte davvero ipnotica e ritmata, dolcissima nel mettere in scena una delle storie d’amore più folli di sempre e sufficientemente allucinata nel restituire i trip dettati dalle sostanze stupefacenti consumate dai personaggi. A Korine non interessano i compromessi. Non gli interessa farsi piacere. È proprio come Moondog: convinto e fiero della sua condotta. Non è lui che deve piegarsi al volere del mondo ma viceversa, chi lo circonda deve scegliere di farlo accettando ogni singola sfaccettatura, positiva o negativa che sia. Chi mi ama mi segua, insomma. Per gli altri non c’è posto. E non importa se alla fine il rischio è quello di rimanere soli (come dimostra, simbolicamente, l’ultima inquadratura del film), ciò che davvero conta è poter apprezzare ogni singolo istante senza pentirsene mai.

The Beach Bum: trailer del film con Matthew McConaughey

The Beach Bum: pro e contro

The Beach Bum

Proseguo ideale di Spring Breakers, il film inizia però a incepparsi e a ripetersi in maniera eccessiva con il passare dei minuti. Messe da parte alcune scelte narrative decisamente discutibili (la sequenza dello squalo e dell’idrovolante su tutte), The Beach Bum esaurisce troppo presto gli argomenti a disposizione e finisce per inserirsi in una spirale cieca dalla quale non riesce più a riemergere. Se la struttura da un lato funziona per restituire il percorso autodistruttivo del suo protagonista, dall’altro smaschera la vacuità tematica di un progetto sicuramente stimolante e appetibile che tuttavia necessiterebbe di una base più solida su cui reggersi.

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