GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE

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Le esigenze di contenimento conseguenti al dilagare della pandemia da Covid-19 hanno trovato un valido avversario nella direzione artistica del Festival, affidata ad Annamaria Gallone e Alessandra Speciale, che competenti e professionali sono riuscite a mantenere altissimo il livello di qualità della programmazione. La novità di quest’anno è stata l’introduzione nel palinsesto culturale dei talenti delle donne, che l’amministrazione culturale ha lanciato per sviluppare un ragionamento complesso sul valore femminile nella contemporaneità. La sezione creata appositamente per il Festival, Donne sull’orlo di cambiare il mondo, si ispira ai talenti delle donne in collaborazione con l’Ufficio Reti e Cooperazione Culturale del Comune di Milano. “Abbiamo deciso di concentrarci sul cinema recente selezionando cinque film di cinque registe (provenienti dai tre continenti Tunisia, Arabia Saudita, Marocco, Cile e Corea del Sud) che al meglio rappresentano le nuove tendenze cinematografiche e le questioni più urgenti e rilevanti della realtà delle donne in questi continenti e ad un livello universale” conferma la direzione artistica del Festival. Attraverso questi film queste donne contribuiscono al cambiamento sociale e culturale del proprio paese introducendo elementi di novità e rottura nella rappresentazione dei personaggi femminili.

A concorrere per la Corea del Sud nella sezione del Festival Concorso lungometraggi finestre sul mondo / Donne sull’orlo di cambiare il mondo le due registe Lee Jihyoung e Kim Sol, che con delicatezza hanno saputo delineare l’evoluzione, curiosa e incessante, di una protagonista femminile già compiuta nonostante la tenera età. Scattered Night è la storia di una separazione in cui i toni drammatici del contrasto lasciano spazio al silenzio e alla riflessione di una famiglia segnata da tensioni impossibili da stemperare. 

Scattered Night: il conflitto generazionale tra ottimismo e apatia

Scattered Night Cinematographe.it

Silenzi assordanti, pause di riflessione e bugie bianche fanno da collante ad una famiglia ormai sull’orlo della dissoluzione. A fare le spese delle tensioni familiari sono la piccola Sumin (Seung-ah Moon) e suo fratello maggiore Jinho (Joon-woo Choi), studente promettente che investe tutte le sue energie nel tentativo di compiacere la madre, insegnante in una scuola media, elogiata da tutti per via della sua straordinaria intelligenza. Quando i genitori annunciano ai figli l’imminente divorzio i due fratelli si ritrovano complici nel difficile, ingrato compito di dover decidere con chi preferiscono vivere. Se Jinho riesce a trovare negli esami di fine corso l’occasione di evadere dalla grigia quotidianità, Sumin vive ed elabora la separazione dei genitori in maniera del tutto diversa, al punto da aspirare ostinatamente ad un ricongiungimento dei due. Ormai consapevole dell’inattuabilità del suo piano, data l’eccessiva divergenza caratteriale dei genitori e l’apparente noncuranza per i desideri dei figli, Sumin ricorre ad un gesto estremo per vendicarsi della complessa artificiosità del mondo adulto.

“Io non somiglio a nessuno di voi”: la rivendicazione d’autonomia della piccola Sumin

Scattered Night Cinematographe.it

Vincitore del Premio Miglior Film Nazionale in Corea del Sud (2019), Premio per il miglior film del Concorso Nazionale e Premio per la Migliore Attrice (Jeonju International Film Festival, 2019) Scattered Night è l’intensa elaborazione di un divorzio visto attraverso le lenti ottimistiche dell’ingenua Sumin, che con pressante curiosità eleva al di sopra di ogni pensiero la costante preoccupazione per il futuro della famiglia. La possibilità che i genitori decidano di separarla dal fratello, il peso di un’inevitabile disgregazione del nucleo familiare, l’impotenza di fronte ad una questione troppo adulta per poter essere compresa da una bambina della sua età sono tappe necessarie del percorso di maturazione di Sumin che si trova costretta a dover crescere secondo tempi e spazi “gestiti dall’alto”. Ostile alla tiepida abulia dei genitori, continuamente coinvolti in discussioni mirate a colpevolizzare l’altro e alleggerirsi la coscienza, Sumin rivendica la propria autonomia decisionale ed esistenziale, costringendoli a fare i conti con qualcosa più grande di loro. 

Il ritratto familiare di Lee Jihyoung e Kim Sol è pacato, inaridito, disadorno ed essenziale: un racconto che vibra sotto la luce di una cromìa desaturata, personaggi trasparenti che lasciano libera la macchina di indagarli a fondo nella gestione della loro quotidianità. Elemento chiave per la comprensione delle dinamiche familiari è l’integrità di Sumin: la curiosità onesta e la sua resistenza tenace diventano vincolanti per le decisioni degli adulti, messi di fronte alla necessità di affrontare apertamente il problema con maturità.