RomaFF14 – Santa Subito: recensione

La nostra recensione di Santa Subito, documentario che racconta il brutale omicidio di Santa Scorese e che ha vinto il premio del pubblico alla Festa del Cinema di Roma.

Santa Subito è un film di Alessandro Piva presentato in concorso alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Il film è il vincitore del premio del pubblico Bnl alla 14a edizione della Festa del Cinema di Roma.

Le vicende raccontate da Piva sono quelle di Santa Scorese, giovane ragazza che vive nella Bari di fine anni Ottanta. Santa, che nel suo diario custodisce i suoi pensieri e le sue apprensioni riguardo il presente e il futuro, ha intenzione di completare il suo percorso di studi per poi, una volta ottenuta la laurea, dedicarsi alla spiritualità, sua vera vocazione da sempre. Un giorno, però, nella vita di Santa irrompe la presenza allarmante di un uomo che comincia a perseguitarla, seguendola negli ambienti parrocchiali e inviandole giornalmente lettere ricolme di odio e pensieri folli. L’uomo non incontra opposizioni da parte della giustizia, che sembra ignorare il pericolo e non voler aiutare Santa.

Santa Subito cinematographe.it

Santa Subito: le tante vittime di una storia

Deve essere rimasta particolarmente impressa ad Alessandro Piva la storia, ovviamente reale, che riguarda Santa Scorese e la sua famiglia; in occasione di un evento pubblico cui la sorella Rosa Maria ha preso parte, Piva ha potuto ascoltare le sue parole e avere l’occasione di avvicinarsi, per la prima volta, alla vicenda di Santa e dell’uomo che le ha tolto la vita. Lo sguardo del regista sulla storia che si appresta a raccontare al grande pubblico è delicato e quanto più onesto possibile: persino il ritratto di colui che è ritenuto colpevole dell’omicidio della ragazza barese viene rimandato, allo spettatore, come la triste immagine di quella che è soltanto un’altra vittima (l’ennesima) di uno stato che, ai tempi dell’accaduto, ancora non sembrava essere in possesso degli strumenti necessari per identificare una tangibile insidia nell’ossessione che sfocia nel pedinamento, conosciuto oggi come stalking.

Santa Subito riflette, e fa riflettere, su questioni di natura religiosa

Nel minutaggio ristretto scelto per il racconto (di soli sessanta minuti), Piva dimostra di saper cogliere i luoghi più simbolici e gli angoli più reconditi della città di Bari, già al centro di sue precedenti opere (Mio Cognato), e di saperle rappresentare con l’occhio di chi osserva la sua anima pulsante, dentro la quale bellezza e oscurità possono facilmente nascondersi. A Bari affida i sogni di Santa, proprio la stessa Bari in cui i suoi sogni verranno troncati di netto da un uomo vittima di turbe mentali universalmente riconosciute solo oggi.
Il merito più significativo di Piva è quello di aver posto l’accento sulle questioni religiose che circondano l’avvenimento e ogni analogo episodio in determinati ambienti della piccola provincia italiana, soprattutto se particolarmente intrisi nella cultura della religione cattolica. E tutto nasce dalla semplice domanda: “a cosa è servita la morte di Santa?”. Risposta che a diversi sembrerebbe scontata, ma che ad altri – come le persone indagate dal documentario di Piva – appare come una via di fuga dalla brutalità e dalla insensata efferatezza che ha scosso le loro esistenze, delle quali è difficile trovare una finalità o una ragione logica.

Santa Subito cinematographe.it

Santa Subito: un documentario incompleto

In tal modo Santa Subito adopera, in maniera intelligente e non scontata, il caso di cronaca nera per riflettere (e far riflettere) su una società non così distante, poi, da quella attuale sotto molti aspetti. D’altro canto, tuttavia, a essere trascurato è proprio il lato dell’opera che dovrebbe raccontare qualcosa in più riguardo le dinamiche dell’avvenimento e la psicologia dell’omicida, che rimane soltanto un’ombra sullo sfondo ma che, necessariamente, dovrebbe giungere a occupare un posto di rilievo nella reale comprensione di fatti simili e nell’investigazione profonda su di essi.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2
Sonoro - 2
Emozione - 2.5

2.3