GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE

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Chi ha divorato rom-com su rom-com nella propria carriera cinefila sa benissimo che ci sono dei cliché dai quali non si scappa. L’incontro fortuito, le prime uscite, la complicità che man mano affiora. E poi il primo bacio, il ballo, il momento del diploma. Ma Quello che tu non vedi (Words on Bathroom Walls), novità di marzo 2021 sul catalogo di Amazon Prime Video, introduce una nuova variabile in questa formula perfetta: e se il protagonista fosse un ragazzo affetto da schizofrenia?

Quello che tu non vedi e la rappresentazione della malattia

Diretto da Thor Freudenthal (Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – Il mare dei mostri), il film riprende la trama dell’omonimo romanzo young adult di Julia Walton ed esplora l’ultimo anno di liceo di Adam Petrizelli (Charlie Plummer), un ragazzo all’apparenza come altri, al quale viene però diagnosticata la schizofrenia in seguito a un episodio di esaurimento nervoso, a causa del quale viene espulso dalla scuola.

Quello che tu non vedi cinematographe.it

Per questa ragione si trasferisce quindi alla St. Agatha, una scuola cattolica dove conosce la studentessa modello Maya Arnaz (Taylor Russell), che per guadagnare qualche soldo extra si offre di fare da tutor ad alcuni compagni: nascondendole la sua malattia, Adam la convince a seguirlo nella preparazione di un tema scolastico.

Ben presto Maya diventa una presenza fissa nella giornata di Adam, andando ad affiancare le personificazioni delle sue allucinazioni, che lo accompagnano dovunque e in qualsiasi momento: Rebecca, una ragazza hippy (AnnaSophia Robb), Joaquin (Devon Bostick), una sorta di migliore amico, e il Bodyguard (Lobo Sebastian), che appare con una mazza da baseball quando Adam si sente minacciato. Soprattutto, c’è una voce accompagnata da una nuvola nera, che sembra costantemente volerlo mettere in crisi, suggerendogli ogni forma di pensiero negativo e pessimista.

La rom-com come tentazione

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Per decisamente hollywoodiana e patinata della malattia, la rappresentazione della malattia di Adam in Quello che tu non vedi è efficace nel mostrare il suo disagio nel mettere a nudo non solo i propri sentimenti, ma anche la verità sulla sua condizione clinica. Le offese da parte degli studenti del vecchio liceo, ma anche e soprattutto i piccoli gesti delle persone a lui più vicine (per esempio Paul, il fidanzato di sua madre Beth, nasconde i coltelli in casa), lasciano ben intendere lo stigma sociale da cui, volente o nolente, il protagonista è circondato.

Non viene infatti da stupirsi quando, certo che le terapie prescrittegli per tenere a bada la schizofrenia gli stiano causando alterazioni dei sensi e altri effetti collaterali, decide di smettere di prendere le medicine per sentirsi “normale“. Ed è forse questa la parola chiave di tutto il film, l’interrogativo di fronte a cui ci pone: la normalità a cui Adam tanto aspira esiste, o è soltanto un’idea irraggiungibile?

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Gli spunti di riflessione che il film offre sono quindi ottimi, eppure Quello che tu non vedi cade nell’irresistibile tentazione della rom-com: tutti i cliché di cui si parlava in apertura sono qui pienamente esplorati, malattia o no, e l’immancabile lieto fine getta forse un velo troppo zuccheroso su quello che, in altri contesti, sarebbe stato una tematica da esplorare più a fondo, ovvero quello della salute mentale. Qui, piuttosto, si ha l’impressione che sia relegato più a variabile sul tema della commedia romantica che a oggetto vero e proprio di analisi filmica.

Quello che tu non vedi resta comunque una commedia romantica da manuale, con una marcia in più rispetto alle mille altre applicazioni del genere data dal maggior approfondimento psicologico del protagonista. La poca tridimensionalità che assume il tema della malattia di Adam non toglie che si tratti comunque di un film godibile, con bravi attori e una trama che si segue volentieri e facilmente, possibilmente da riguardare, proprio come tante altre rom-com.

Quello che tu non vedi è disponibile in esclusiva su Amazon Prime Vidoe dal 15 marzo 2021.