Person Of Interest: recensione

Vi stanno osservando. Il Governo ha un sistema segreto di sorveglianza, una macchina che può spiarvi ogni ora di ogni giorno. Lo so perché l’ho costruita io, ho progettato la macchina per individuare atti di terrorismo, ma vede tutto. Crimini violenti che coinvolgono gente comune, gente come voi. Crimini che il governo ritiene irrilevanti, ma noi no.

Person Of Interest è una delle serie più sottovalutate del panorama televisivo. E’ comprensibile, poiché non è facile capire il significato complesso dietro il semplice concetto di tecnologia e privacy. Questo sta alla base della serie tv creata da Jonathan Nolan e prodotta da J.J. Abrams (e la sua influenza si sente), che attualmente è alla sua quarta stagione, ma anno dopo anno, Person Of Interest si è arricchita di concetti, ha serializzato la sua trama e ha esplorato a fondo il carattere dei personaggi, tutti molti interessanti e complicati. Infatti, negli States, la serie tv è partita un po’ in sordina, ma alla fine si è conquistato quella sua fedele fetta di pubblico che ha reso la CBS, il network dove va in onda, soddisfatta stagione dopo stagione.

Il cast di "Person of Interest" nella prima stagione.

Il cast di “Person of Interest” nella prima stagione.

La trama di Person Of Interest sembra così banale eppure così attuale. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 si è sentita la necessità di creare qualcosa che facesse sentire al sicuro gli americani. Per questo Harold Finch (Michael Emerson, uno dei naufraghi di Lost), milionario solitario esperto di computer, ha costruito una Macchina per il Governo degli Stati Uniti che utilizza la mole enorme di dati raccolti dagli onnipresenti sistemi di sorveglianza al fine di prevedere gli eventi criminali definiti “rilevanti”, ovvero gli attacchi terroristici. La creatura di Finch però riesce a rilevare anche i reati comuni, definiti “irrilevanti”. L’informatico ha deciso allora di utilizzare un accesso segreto al sistema per poter prevenire questi delitti, ma tuttavia, rimasto infortunato, Finch non è in grado di riuscire a combattere il crimine da solo, quindi recluta John Reese (Jim Caviezel), ex militare ed ex agente della CIA, allo scopo di sorvegliare le persone indicate dalla Macchina e intervenire in caso di bisogno. Il sistema invia periodicamente a Reese e Finch il numero di previdenza sociale degli individui che saranno coinvolti in un crimine violento entro 48 ore, senza però precisare se essi saranno vittime o carnefici. C’è da dire che questi due antieroi che agiscono di nascosto sono braccati dalle autorità che vogliono scoprire le loro vere identità. La squadra della detective Joss Carter (Taraji P. Henson) e da Lionel Fusco (Kevin Chapman), ex poliziotto corrotto, indagano sul duo, ma eventualmente finiscono per essere salvati e quindi lentamente entrano a far parte della loro squadra. Lavorare per salvare le vite delle persone non è facile, sopratutto perché la prima stagione offre solo il primo scenario della grande rete di sottotrame che si svilupperanno in futuro.

Ti ho offerto un lavoro, signor Reese. Non ho detto che sarebbe stato facile.

Jim Caviezel ed Enrico Colantoni nei panni di Reese ed Elias.

Jim Caviezel ed Enrico Colantoni nei panni di Reese ed Elias.

Tra i nemici che Finch, Reese, Carter e Fusco devono affrontare c’è Carl Elias (Enrico Colantoni), boss emergente italo-americano, che si è alleato con la Human Resource (HR), un gruppo di poliziotti corrotti al quale apparteneva Lionel Fusco. La comparsa di Root (Amy Acker) che si finge psicologa dell’HR con lo scopo di rapire Finch, apre una nuova linea nello show. Root venera la Macchina come una divinità e intende stabilire un contatto con essa; Amy Acker è bravissima nei panni della psicotica Root, una donna all’apparenza fragile e carina, ma all’occorrenza in grado di essere letale come una mantide. Tutti vogliono la Macchina: il Governo vuole governarla a suo piacimento, qualche altra organizzazione vuole invece ucciderla, mentre Sameen Shaw (Sarah Shahi), ex agente che si occupava dei numeri “rilevanti”, si unisce alla squadra di Finch e Reese, reclutando anche un pastore tedesco, Bear (Tito nella versione italiana), addestrato come cane poliziotto.

La guerra tra mafia russa e il clan di Elias continua; a questo si aggiunge l’HR che declassa Carter da detective a poliziotto di pattuglia. La trama si fa più complessa quando compare la Decima Technologies che, dopo aver fallito nell’intento di appropriarsi della Macchina, ormai un’entità a se stante, ruba la versione alfa di Samaritan. Lo scontro tra macchine e tecnologie è imminente: il progetto di John Greer, direttore operativo della Decima, è di mandare online la nuova Samaritan per stabilire un nuovo programma per controllare gli attentati.

Jim Caviezel e Amy Acker in una scena della terza stagione.

Jim Caviezel e Amy Acker in una scena della terza stagione.

Così si giunge alla quarta stagione, con una trama sempre più complessa: i nostri eroi vivono sotto false identità, nascondendosi da Samaritan e dal Governo, mentre la resa dei conti tra le due fazioni si fa più intensa, e alla fine qualcuno perderà anche la vita.

Person Of Interest, come già detto, non è una serie per tutti. Si può odiarla e si può amarla, e a volte le trame orizzontali sembrano procedere lentamente, ma non è un prodotto da sottovalutare. In primis sono i personaggi a conquistare: Jim Caviezel è calato nella parte del cupo Reese, dal passato burrascoso, con una fidanzata morta e una vita che sembrava esser persa; Finch è l’uomo e l’amico che gli ha ridato una ragione per vivere, ovvero salvare le altre persone, come codice d’onore del suo passato da militare. Carter, madre single con la quale Reese lega di più, è il punto morale della serie, pronta a controllare le emozioni rabbiose del protagonista e a riportare l’ordine. Poi c’è Shaw, una specie di Reese al femminile, anche lei restia a trasmettere i suoi sentimenti. Sono personaggi complessi, consapevoli di essere degli antieroi, che per questo non danno spettacolo, non vogliono premi in cambio, ma pretendono solo la sicurezza delle persone.

Person Of Interest offre degli spunti interessanti facendoci riflettere sul nostro modo di vivere la privacy. Siamo davvero tutti osservati? Siamo al sicuro al giorno d’oggi? Certo, la serie tv è pura fiction, ma se ci fosse davvero una Macchina in grado di controllarci, come dovremmo reagire?

Giudizio Cinematographe

Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 4.1
Sonoro - 4
Emozione - 4

3.9

Voto Finale