voto del pubblico 5.0/5
voto finale 3.2/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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Due anni dopo la première mondiale annunciata e poi ritirata alla Berlinale 2019 per cosiddetti “problemi tecnici di post produzione” che hanno fatto pensare ad una vera e propria censura, finalmente il cinema mondiale accoglie One second, l’ultimo lavoro del regista cinese Zhang Yimou (classe ’51, conosciuto soprattutto per i suoi precedenti Raise the Red Lantern, Red Sorghum e il dramma Hero), un omaggio al potere universale del cinema e della sua enorme capacità di rievocare la memoria. Tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice Yan Geling, One Second nella sua versione rivista e corretta, ci riconsegna un pezzo di Storia attraverso tre personaggi dipinti con generosità e sottile ironia.

Il film, presentato in concorso alla sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, riporta indietro le lancette del tempo alla Rivoluzione Culturale Maoista nel 1975 per seguire il viaggio del detenuto Zhang Jiusheng (Zhang Yi) scappato da un campo di lavoro forzato per dissidenti, arroccato fra le ampie dune del deserto del Gansu, con il desiderio di poter assistere all’unica proiezione del cinegiornale numero 22, un video periodico di propaganda governativa proiettato nella sala del remoto e primo villaggio che incontra dalla sua fuga dal carcere.

One second: una fotogramma per rievocare il viso di una figlia

one second cinematographe.it

Giunto troppo tardi alla proiezione del film Eroic Sons and Daughters e del seguente filmato che dovrebbe inquadrare per un secondo solo la figlia quattordicenne allontanata dal padre perché bollato dal governo come “cattivo elemento”, Zhang incrocia sulla sua strada alla ricerca del nastro, quella di chi invece se n’è appropriato, ovvero la piccola Liu Giunü (Liu Haocun), orfana rimasta sola con il fratello minore, per aiutarlo a risollevarsi dopo il senso di colpa nell’aver rotto un paralume decorato con frammenti di pellicola. Ma una volta recuperato il nastro, spetta a Mr. Film (Fan Wei), il proiezionista del villaggio ammirato per la sua abilità di far evadere gli spettatori attraverso la magia della settima arte, regalare all’uomo quel secondo che immortala sull’enorme schermo bianco del cinema locale, il volto della figlia e rivederla ormai cresciuta dopo otto anni di separazione.

Ironia e umanità nel film censurato di Zhang Yimou

Utilizzando inediti toni ironici per i suoi precedenti lavori, e una grande umanità nel dipingere i due protagonisti, Zhang ridà slancio all’esperienza cinematografica nel suo valore primitivo, ovvero quello della partecipazione, della condivisione dello stesso spazio e del medesimo tempo circoscritto per poter assimilare un’opera. One Second celebra così la forza di un sentimento di vicinanza affettiva e collettiva, mostrando i cittadini chiamati con curiosità a ripulire e restaurare metri e metri di pellicola con gesti attenti e mirati sotto la guida di Mr. Film, e poi, sempre insieme in una platea interminabile, tutti con gli occhi e le orecchie verso lo schermo, cercando, tramite qualunque film, di evadere dalla propria minuscola realtà.

Come se fosse una fiaba (quasi) moderna ma guardata con sospetto ai piani alti della Cina, One Second ritrova in un fotogramma ritrovato e perso fra la sabbia rossa del deserto, tutta la potenza dell’immagine sulla memoria, della rievocazione visiva di un tempo lasciato sospeso. Pochi centimetri di pellicola ripetuti in un loop nostalgico, attraverso un montaggio tagliato ad arte per riavvicinare, anche solo per un attimo, un padre e una figlia divisi un tempo contraddittorio che ha segnato profondamente la storia della Cina pre-moderna.

Diretto da Zhang Yimou, su una sceneggiatura scritta dal regista insieme a Zou Jingzhi, il film si avvale della fotografia di Zhao Xiaoding, del montaggio di Du Yuan, con le musiche di Lao Zai. Il film è una produzione Huanxi Media Group Limited, Edko Films Limited,  prodotto da Dong Ping e Bill Kong. Il film è distribuito in Italia da Fenix Entertainment ed Europictures.

Il film è al cinema dal 16 dicembre 2021 con Fenix Entertainment ed Europictures.