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Morte sulla scogliera è un poliziesco con tratti gialli e thriller, scritto e diretto da Thomas Berger, che rientra perfettamente nei canoni conosciuti del tv movie: un caso intricato, legami spinosi tra i personaggi e una buona dose di curiosità e sospetto per introdurre anche qualche colpo di scena. Un giallo classico e non troppo innovativo, ma che si lascia guardare.

Morte sulla scogliera - Cinematographe.it

Morte sulla scogliera: la trama

Jakob Thomsen (Hanno Friedrich) è stato ritrovato misteriosamente morto nei pressi di una scogliera, e nel contempo sua figlia e sua moglie sono misteriosamente scomparse. Solo il figlio Tom (Timo Hack), incredulo e smarrito, è quanto resta della famiglia, ma di lì a poco sparirà anche lui. Il nuovo capo di zona della polizia, Simon Kessler (Heino Ferch), deve indagare sul caso insieme al commissario Hella Christensen (Barbara Auer), vicina dei Thomsen, che dovrà rimandare le sue dimissioni.

Hella conosce da tempo la famiglia e non riesce a credere a nessuna delle ipotesi che si aprono davanti a loro: il suicidio, ma neppure l’omicidio essendo Jakob un uomo così ben voluto da tutti, tranne che dal suocero. Il caso sembra complicarsi sempre di più, anche perché Anna (Bernadette Heerwagen) e sua figlia Lilly (Zoë Malia Moon) sembrano disperse. Nel frattempo, inaspettatamente Hella, desiderosa di dedicarsi alla sua famiglia, dovrà subire il duro colpo di scoprire una verità a lei scomoda, che rischia di invischiarla nel caso.

Un tv movie di stampo nordico che prova ad osare

Morte sulla scogliera - Cinematographe.it

Una fotografia fredda, inquadrature mirate ad accogliere luoghi e personaggi sempre bene in vista e sonorità che forniscono una media suspense: ci sono insomma tutti quei connotati che rendono Morte sulla scogliera, un tv movie alla nordica, immediatamente riconoscibile. Un poliziesco che introduce un caso che si incontra e si incrocia con le vite di chi dall’altra parte deve risolvere i casi e riuscire a portarvi giustizia.

Evidente è che come nella sua durata di due ore e mezza, si riesca a dare il giusto spessore ai personaggi: il più empatico è sicuramente Hella, una donna nella cui personalità convivono equilibratamente due donne, da una parte la poliziotta in carriera e dall’altra la donna di famiglia. La parte dell’apparente cattivo di turno viene data invece al commissario Kessler, uomo rigido, determinato e devoto al suo lavoro, personaggio che appare più stereotipato ma comunque ben delineato.

Un film dalla regia classica e delicata, ma da una durata complessiva eccessiva

Morte sulla scogliera - Cinematographe.it

La regia si esprime attraverso un linguaggio classico, formato famiglia e televisivo, ma sa anche essere molto delicata in scene introspettive, in particolare in quelle dedicate ad Hella, che giocano tra la realtà e l’immaginazione. Delle scelte registiche che nel corso del film sarebbe stato bello replicare anche per altri personaggi, andando così a dare una maggiore necessità alla lunga durata del film.

Pur trattandosi infatti di un tv movie che non ostenta aspettative, Morte sulla scogliera ha una storia di base credibile che riesce ad incuriosire lo spettatore, ma che avrebbe raggiunto un’efficacia maggiore nella sua godibilità di visione con una durata complessiva molto minore. La sceneggiatura presenta spesso scene che sembrano quasi vogliano prendere tempo e che poco aggiungono alla risoluzione del caso. In alcuni frangenti si ha quasi l’impressione che la regia ci suggerisca delle inquadrature risolutive che ricordano un prodotto ad episodi, nella loro scansione, una caratteristica che lascia perplessi sull’espressività e sulla natura complessiva del film.

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