voto del pubblico 4.5/5
voto finale 2.6/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
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Emozione
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Un giorno come tanti, uno di quelli in cui si sopravvivere, accarezzando il proprio dolore e ricordando chi non c’è più. Uno dei tanti dopo la tragica giornata in cui Marta Russo, sorella, figlia, amica, ha perso la vita, andando all’Università. Tiziana Russo apre un armadio di casa e a distanza di anni dall’omicidio di sua sorella Marta, il 9 maggio 1997, all’Università La Sapienza di Roma, fa una scoperta: una pila di quaderni che apriranno un mondo. “Pensavo che fossero dei quaderni di appunti di studio e invece era il suo diario segreto, contenuto in uno zainetto nero”; questi diari sono il centro, il punto di partenza del lavoro di Simone Manetti, Marta: il delitto della Sapienza, trasmesso giovedì 21 ottobre da Rai 2 alle 21.15 e disponibile su RaiPlay.

Marta Russo. Il delitto della Sapienza: una storia di ricostruzione e di un’umanità

Marta Russo. Il delitto della Sapienza_Cinematographe.it

Questo è il primo appuntamento di “Crime Doc”, nuovo ciclo di cinque prime serate di Rai Documentari dedicate al crime, l’opera – scritta da Emanuele Cava, Gianluca De Martino e Laura Allievi, con la partecipazione di Silvia D’Amico che dà voce a Marta e la supervisione di Fabio Mancini – segue una doppia strada narrativa: la cronaca dell’omicidio attraverso la ricostruzione degli avvenimenti e il ritratto intimo di Marta per mezzo delle sue parole grazie ai diari segreti, da lei scritti tra il 1985 e il 1996.

L’intento di Manetti è quello di portare sullo schermo forse per la prima volta dopo 24 anni la vita di Marta e la sua persona, un’esistenza che va al di là di una semplice foto, dimostrando che c’è molto di più oltre la tragedia che deve essere raccontata con rispetto. Non vuole essere solo un film di ricostruzione sull’incomprensibile uccisione della ragazza e nemmeno un documentario per svelare clamorose verità, il film prodotto da Rai Documentari e Minerva Pictures nasce dalla sfida, come ha detto lo stesso regista, di partire da un atto dolente, come la morte, per raccontare la vita. Da una parte c’è il materiale di repertorio e delle teche Rai, utile a portare sullo schermo il periodo e gli avvenimenti che hanno sconvolto un’intera nazione, dall’altra c’è il repertorio familiare, più intimo, le fotografie e i diari segreti di Marta per avvicinarsi alla persona, alla giovane donna, come se a raccontarsi fosse lei stessa.

Gravano come macigni alcune parole della giovane che chiede/pretende di essere felice, non in futuro ma in quel preciso istante, nell’attimo che sta vivendo, tali frasi feriscono se si pensa alla tragica fine che le è toccata e quel futuro a cui tanto tendeva non l’ha mai “raggiunto”.

Marta Russo. Il delitto della Sapienza: il ritratto di una persona e non solo di una vittima

Marta Russo è colpita da un proiettile vagante calibro 22, mentre assieme all’amica Jolanda Ricci percorre il vialetto della città universitaria tra le facoltà di scienze politiche e giurisprudenza. Subito ricoverata al policlinico Umberto I muore cinque giorni dopo. Dell’omicidio furono accusati e giudicati colpevoli in Cassazione Giovanni Scattone per omicidio colposo e Salvatore Ferraro per favoreggiamento personale. Un “delitto perfetto”, uno scambio di persona, il terrorismo, un colpo partito accidentalmente, queste sono le ipotesi che per mesi si susseguono in tv, si scrivono sui giornali, ogni cosa serve per trovare il colpevole e gettare il mostro in prima pagina. Nel documentario lo spettatore si ritrova nella società dell’epoca, divisa tra colpevolisti e innocentisti, e che poco si interessa della vittima mostrata semplicemente in quanto tale e attraverso quella fototessera diventata purtroppo e drammaticamente iconica. Nuove interviste, voci, articoli di giornale, immagini e video di repertorio del processo, intercettazioni, deposizioni, telegiornali e trasmissioni tv servono a rivedere quell’evento dopo tanti anni, grazie a studi, mezzi più moderni. Si mostra e si racconta intanto anche la studentessa, appassionata e ottimista, amante della scherma, con il sogno di diventare magistrato, pronta a “vivere intensamente la vita”, che vuole essere felice “nel presente, per ogni attimo che” vive.

Marta Russo. Il delitto della Sapienza: una classica opera crime

Marta Russo. Il delitto della Sapienza_cinematographe.it

Marta Russo. Il delitto della Sapienza è una classica opera crime che costruisce di indizio in indizio una delle pagine più drammatiche della storia italiana. Il punto fondamentale sono sicuramente le parole di Marta, la sua vita, il suo ricordo, meno d’impatto è invece la ricostruzione del caso che ricalca la classica narrazione di un racconto di cronaca nera.