L’ultimo stop: recensione del cortometraggio di Massimo Ivan Falsetta

Poetico ed elegante nella confezione, L'ultimo stop è il nuovo cortometraggio di Massimo Ivan Falsetta, con l'interpretazione graziata e aggraziata di Neri Marcorè: uno sguardo di grande attualità sul tema della salute mentale.

L’ultimo stop è , prima di ogni cosa: ma è anche una produzione ben realizzata, con la regia di Massimo Ivan Falsetta e Neri Marcorè nei panni del protagonista, Nicodemo, un uomo che per tutta la vita ha fatto il regista e ha dato al cinema anima e corpo e che alla soglia dei sessant’anni si trova costretto a prendere la decisione di procedere con il suicidio assistito in una clinica in Svizzera, per porre fine alle sue sofferenze da paralitico.

L'ultimo stop
Neri Marcorè
Recensione
Cinematographe.it

L’ultimo stop ci racconta il dramma di chi sceglie di intraprendere la strada del suicidio assistito, ma anche degli affetti che vi stanno attorno

Giungere alla conclusione di voler porre volontariamente fine alla propria vita quando si vive in malattia non è mai una scelta facile: lo si può immaginare anche senza trovarsi in prima persona in questa situazione, così come è comprensibile che il dolore che accompagna questo percorso non è solo quello intimo e individuale dei diretti interessati, ma anche quello di tutte le persone che a loro vogliono bene, come familiari e amici.

“Una madre non dovrebbe mai vedere il proprio figlio morire prima di lei”: è così che il personaggio principale de L’ultimo stop dice alla propria madre, in una delle diverse scene cariche di pathos ed emotività che li vede ritratti insieme. Comprendere e accettare la decisione di chi decide di intraprendere il percorso del suicidio assistito non è mai facile per gli altri e richiede da parte loro una certa dose di empatia e maturità.

In una metafora molto calzante, il personaggio interpretato da Neri Marcorè in questo cortometraggio decide di battere “l’ultimo ciak”, di essere egli stesso il regista della sua morte: in fondo, ci ricorda, la morte non è altro che parte della vita stessa, è ciò che pone fine all’esistenza ma con essa si ricongiunge.

Sequenze in campo lungo, droni e tanto respiro: la scenografia regala il senso di libertà che deriva dalla scelta di Nicodemo

Il cortometraggio L’ultimo stop di Massimo Ivan Falsetta si presenta come un prodotto di qualità, con una regia a tratti poetica: se ne apprezzano i movimenti di camera, che mostrano ampi spazi del set su cui si muovono e interagiscono i personaggi di questa breve ma intensa storia.

L'ultimo stop
Neri Marcorè
Cinematographe.it

Come dichiarato dallo stesso regista, il personaggio di Nicodemo viene a incarnare metaforicamente il Creatore: essendo Nicodemo stesso un regista, ci troviamo di fronte a una personalità che ama prendere decisioni e mettere in esse tutta la propria individualità e che, amando così tanto la vita, sceglie di porvi fine volontariamente in una situazione ai limiti del paradosso.

L’ultimo stop: conclusione e valutazione finale

Il cortometraggio di Massimo Ivan Falsetta offre allo spettatore una diegesi di notevole interesse e attualità che segue il tema della salute mentale (il corto sarà anche presentato il 4 maggio al Festival Tulipani Neri), dispiegandosi tra le righe di una sceneggiatura ben costruita.
La fotografia di Gino Sgreva si adatta al singolo contesto di ciascuna scena, rimanendo tuttavia piacevolmente ovattata e al tempo stesso brillante. L’interpretazione di Neri Marcorè è appassionata, autentica, convincente.

L’ultimo stop è un progetto audace, ma decisamente valido e Ipazia Production ha saputo guardare al tema del suicidio assistito con una delicatezza e un’eleganza che non passano certo inosservate.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 3.5

3.3