Le nuotatrici: recensione del film Netflix di Sally El Hosaini

Le nuotatrici ricostruisce l'incredibile viaggio dalla Siria alla Germania delle sorelle Sara e Yusra Mardini. Su Netflix dal 23 novembre 2022.

Disponibile su Netflix dal 23 novembre 2022 e già in vetta nella top 10 dei più visti, Le nuotatrici è il film che ricostruisce l’incredibile viaggio intrapreso dalle sorelle Sara e Yusra Mardini, che le ha portate dalla natia Damasco, in Siria fino a Berlino, in Germania nell’estate del 2015. Diretto da Sally El Hosaini, regista gallese-egiziana conosciuta per My Brother the Devil, qui al suo secondo lungometraggio, l’opera co-sceneggiata anche da Jack Thorne (Enola Holmes e Wonder) drammatizza una delle tantissime storie di rifugiati di guerra che riescono a raggiungere la libertà in Europa, servendosi di un approccio realistico e talvolta commovente, in grado di restituirci dura verità e insieme speranza.

Le nuotatrici: tratto da una storia vera

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Nuotatrici adolescenti non ancora diciottenni, allenate dal padre che le sprona con autorevolezza all’agonismo, delle due sorelle Mardini Yusra (Nathalie Issa) è la più scrupolosa e disciplinata, nuota in vasca tutti i giorni col sogno, concreto, di rappresentare il suo paese alle prossime Olimpiadi. Sara (Manal Issa) invece, si accorge più di tutti che la Siria sta inesorabilmente mutando: le manifestazioni in piazza che chiedono in massa le dimissioni del presidente Bashar al-Assad, sfoceranno ben presto in un’escalation di violenza, bombardamenti e scontri fra le forze governative e le milizie armate che costringerà, loro e prima ancora giovani come loro, a lasciare Damasco e chiedere asilo nel nord dell’Europa.

Messi da parte i duemila dollari e salutati fra le lacrime i genitori e la sorella più piccola, Yusra e Sara, accompagnati dal cugino coetaneo (Ahmed Malek), prendono un volo diretto a Istanbul passando per Beirut, prima tappa di uno sfiancante itinerario che li accorperà ad altri 20 disperati da ogni parte del mondo, Afganistan, Somalia, Sudan, Eritrea, tutti alla ricerca di una vita dignitosa messi alla prova da un esodo impensabile ma quantomai praticato ogni giorno nell’indifferenza di molti paesi occidentali.

Dalle coste turche del Mar Egeo su un gommone da 9 che non tiene il peso di 20, le sorelle superano una tempesta via mare e raggiungono l’isola di Lesbo, per poi incamminarsi verso la Macedonia, la Serbia, l’Ungheria, l’Austria e finalmente la Germania dove, stazionate per mesi in un hangar in attesa di riscontri burocratici, incontrano l’allenatore di nuoto Sven ( Matthias Schweighöfer), il quale proporrà a Yusra di unirsi al nuovo team olimpico di Rifugiati, promosso dal Comitato Olimpico di Rio 2016. Squadra per la quale l’allora appena maggiorenne nuoterà in vasca col sostegno della sorella Sara, quest’ultima presto tornata a Lesbo ad aiutare i profughi arrivati sulla costa come ha fatto anche lei.

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Ricordandosi di mantenere vivo lo sguardo adolescenziale che apparteneva anagraficamente alle protagoniste ai tempi dei fatti, Le nuotatrici si discosta, a parte qualche raro momento di intromissione necessaria alle news, tg e video d’archivio, dal puro orientamento documentaristico come spesso si è scelto di proporre al pubblico storie come queste, per avvicinare il più possibile il pubblico al punto di vista di Sara e Yusra.

Sia la regia che la sceneggiatura, infatti, riescono a ritagliarsi delle sequenze più leggere e liberatorie rispetto al peso terrificante del pericolo che pervade l’intero viaggio raccontato; ed è forse proprio questa formula ad aver contribuito alla riuscita di un film che riflette sugli orrori della guerra e sulle sue conseguenze umanitarie che, altrimenti, sarebbe rimasto chiuso in un resoconto distante ed empaticamente meno coinvolgente.

Dalle canzoni di Sia agli allenamenti per temprare fisico e mente, fino ai numerosi montaggi di nuoto in piscina, dove l’acqua rappresenta l’elemento simbolico della rinascita e che accomuna la corsia in vasca con il tragitto in mare intrapreso forzatamente dalle due sorelle nel tratto verso Lesbo, Le nuotatrici mappa su varie coordinate il peregrinaggio senza sosta di una storia di resistenza e di speranza, che trova la sua forza proprio dalla sorellanza condivisa dalle due, in quel sostegno unico fra due personalità diverse, riuscite a darsi coraggio e supporto a vicenda durante i momenti più complessi e sconfortanti.

Leggi anche Le nuotatrici: la storia vera dietro al film Netflix

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 3

3

Tags: Netflix

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