Roma FF11 – La principessa e l’aquila (The Eagle Huntress): recensione del film di Otto Bell

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In Selezione Ufficiale nella sezione Voices of Nature arriva sugli schermi della Festa del Cinema di Roma 2016  La principessa e l’aquila (The Eagle Huntress). Documentario sul viaggio della giovane Aisholpan, prima cacciatrice con l’aquila mongola.

Aisholpan ha tredici anni e un’ammirazione spropositata per il padre, cacciatore con l’aquila – antica stirpe nomade che vive in Mongolia – il suo sogno è quello di diventare la prima Eagle Hunter donna in settemila anni di storia.

La principessa e l’aquila (The Eagle Huntress): la storia si Aisholpan

Contro il parere degli anziani, Agalai – padre di Aisholpan – insegna alla ragazza a diventare una cacciatrice e la addestra a partecipare al Festival di Cacciatori con L’Aquila, un raduno annuale in cui i migliori hunter della regione si sfidano per il primo posto. Riuscirà la giovane Aisholpan a combattere il pregiudizio e a diventare una Eagle Huntress?

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Con la Principessa e L’Aquila Otto Bell ci porta nelle desolate lande della Mongolia, ai piedi della catena montuosa degli Altai in un vero e proprio viaggio nella tradizione millenaria di un paese in bilico tra innovazione e storia.

Una fotografia stupenda che fa da sfondo alla storia di Asiholpan, giovane nomade che coltiva il sogno di diventare una Eagle Hunter – cacciatori con l’aquila – una millenaria stirpe di cacciatori che utilizzano le aquile nelle loro battute di caccia. Una stirpe, però prevalentemente maschile e dove l’ingresso di una donna viene visto con diffidenza e pregiudizio principalmente dagli anziani.

The Eagle Huntress: una storia tra tradizione e rinnovamento

Proprio per le difficoltà che affronta con un sorriso sicuro che Asiholpan riesce ad entrare in empatia con il pubblico, dopotutto la sua caparbietà è quella che incanta per tutti gli ottantasette minuti della pellicola. La sua storia è quella di una ragazza contro una tradizione, e sarà proprio la sua forza a renderla la prima della sua stirpe.

The Eagle Huntress è un piccolo gioiello che riesce ad incollare lo spettatore allo schermo e non solo per la piccola protagonista ma principalmente per la capacità di trasmettere le emozioni e sensazioni di un paese ricco. con alle spalle una storia millenaria.

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È proprio il montaggio e la mano del regista a trasformare il documentario in una storia da cui è difficile staccarsi, un viaggio intenso fatto di sacrifici e imprese titaniche per una giovane adolescente che insegue un sogno forse molto più grande di lei.

Asiholpan nasconde dietro il suo timido sorriso una forza che stupisce e non smette di incantare nemmeno nei momenti in cui tutti sembrano darle addosso. Sarà principalmente la sua famiglia a supportarla nel difficile cammino che l’attende.

Una fotografia stupenda per una storia che colpisce al cuore

Ma forse la forza maggiore arriva dall’aquilotto che la ragazza addestra, un legame che buca lo schermo e colpisce chiunque abbia la fortuna di vedere The Eagle Huntress, un unione non solo fisica ma principalmente spirituale fatta di piccoli gesti e amore incondizionato.

In un paese in cui la natura può essere crudele e la tradizione è un punto cardine Asiholpan spezza le catene del pregiudizio trasformando la sua debolezza in forza e ricordandoci che anche quando tutti ci remano contro nulla è impossibile.
La principessa e l’aquila trascende il documentario e ci trascina in una terra desolata dove la bellezza si trova in luoghi impensabili e dove nonostante le tradizioni si può ancora scrivere un capitolo diverso di una storia che dura da millenni.

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