La Guerra di Domani: recensione del film Amazon Prime Video con Chris Pratt

Cercando di dare una svolta in un contesto fantascientifico incentrato sui viaggi temporali e sugli attacchi alieni, La Guerra di Domani manca il bersaglio ma senza sbagliare il suo protagonista, un sempreverde Chris Pratt.

La Guerra di Domani, diretto da Chris McKay e uscito Venerdì 2 Luglio su Amazon Prime Video, è un’esclusiva densa di azione e spettacolo, con protagonista Dan Forester (Chris Pratt), un insegnante di liceo alle prese con una battaglia da consumare in un futuro non troppo distante. Alcuni viaggiatori del tempo, provenienti dal 2051, giungono nel nostro tempo per portare un’orribile notizia: trent’anni dopo la Terra rischia di essere sconfitta dalle Idre bianche, creature simili a crostacei incredibilmente spietate. Arruolando uomini dal presente, i soldati del futuro escogiteranno un piano decisivo per ristabilire le sorti dell’umanità, in uno scontro aperto contro i nuovi occupanti della Terra. Insieme a Dan, ad accompagnarlo in una missione suicida, ci sono una scienziata in gamba (Yyvonne Strahovski) e il padre di Dan, Slade (J.K Simmons), con cui non ha più avuto un contatto da tempo.

Il cast è composto anche da Betty Giplin, Mary Lynn Rajskub, Seychelle Gabriel, Sam Richardson, Edwin Hodge e Jasmine Matthews.

Il reclutamento dei nuovi soldati impreziosisce un soggetto poco impattante

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La Guerra di Domani si concentra sulla nostra realtà, nonostante si abbia a che fare con un preponderante elemento fantascientifico basato sugli spostamenti temporali. Lavoratori e genitori instancabili, uomini comuni chiamati alle armi per un bene superiore, nuovi soggetti da esaminare e reclutare; il volto di Chris Pratt ci accompagna in uno scenario in cui tutti possono essere sacrificati e ogni persona può essere spazzata via in qualsiasi momento. Particolari del genere, sviluppati per tutto l’arco dell’incipit, creano uno spiraglio tra le fila della narrazione, garantendo una minima dose di immedesimazione necessaria per equipaggiarsi e partire verso l’ignoto assieme ai protagonisti. Il pregio più rilevante del film Amazon risiede nella descrizione non particolarmente accentuata della minaccia da affrontare.

Nessuna backstory articolata, né una parentesi estesa che riguarda le origini e l’elenco delle caratteristiche vincenti dei mostri per avere la meglio sui soldati; le Idre bianche agiscono all’improvviso per scombinare le formazioni e i piani di civili che devono adattarsi celermente ad una zona ostile. La Guerra di Domani fa dell’imprevedibilità delle creature il punto di forza delle sequenze più concitate, generando anche una tensione avvertibile e ben dosata. La regia è pulita, essenziale, coglie e valorizza i contorni più intriganti dei design delle Idre per manifestarle in un’ambientazione disfatta dalle fondamenta. Nella mistura quasi inevitabile fra due celebri pellicole sci-fi di riferimento, Indipendence Day (1996) e Edge of Tomorrow- Senza Domani (2014), la pellicola riesce a districarsi in dinamiche già riproposte per movimentare ancora di più il campo di battaglia popolato da esseri spregevoli e numericamente superiori.

La guerra di domani – L’insistente componente drammatica rallenta l’andamento del racconto

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Nella presentazione di un solo personaggio principale (il Dan Forester di un Chris Pratt sempre carismatico e mai sottotono in un ruolo d’azione), il film Amazon tenta di elevare il tasso di dramma umano nei raccordi che definiscono gli atti ma senza introdurre comprimari di spessore. Servono a poco Yyvone Strahovski e J.K Simmons o una spalla comica come Sam Richardson se finiscono per essere sacrificati dalla insaziabile voglia di fornirci spiegazioni sul funzionamento del mondo futuro. La discontinuità narrativa si fa evidente lungo il corso dei suoi (ingiustificati) 138 minuti di durata: tre missioni primarie, un’ondata indefinita di Idre alle calcagna, ma interruzioni repentine di ritmo riservate alla scarsa delineazione dei personaggi che ruotano attorno a Dan.

Lorne Balfe prende il controllo del girato con una partitura decisa e accattivante, una colonna sonora roboante che estende i limiti dei temibili versi delle Idre bianche; si tenta il possibile per soppiantare diverse lacune in sede di sceneggiatura (partorita da Zach Dean), come una reale motivazione che spinge le Idre a prendere il sopravvento sull’uomo o il ruolo effettivo di scienziati nel futuro che sperano nell’impossibile; dettagli poco considerati o trattati approssimativamente che vanno a cozzare con l’impianto tecnico sorretto dai suoi 200 milioni di dollari di budget. La Guerra di Domani appare discontinuo e frettoloso nello sviluppo, anche se si prende tutto il tempo per aumentare la durata di una guerra che vuole sembrare interminabile e particolarmente sofferta. Un risultato che può essere premiato solo in parte, salvato da una regia solida che funge da cuscinetto rinforzato per le ingenuità di base e i contorni sbiaditi di personaggi sacrificabili.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3
Recitazione - 2.5
Sonoro - 3
Emozione - 2

2.7