Un film degli anni 60, ambientato negli anni 60. Il valore dell’integrazione che supera difficoltà e pregiudizi. Indovina chi viene a cena? è più di una commediola brillante, è uno spaccato leggero e allo stesso tempo profondo di una situazione verosimile, diretto in modo pulito e recitato con sobrietà e commozione. Il film rappresenta l’ultima volta sul grande schermo di Spencer Tracy – deceduto soli 17 giorni dopo aver terminato le riprese – e una strepitosa e emozionante interpretazione di Katharine Hepburn. Il film, diretto da Stanley Kramer, nel 1968 ebbe un considerevole numero di nominations agli Oscar – ben 10 – e ne vinse due: Miglior sceneggiatura originale a William Rose e Miglior attrice protagonista a Katharine Hepburn. Fu accolto molto bene in Italia, divenendo un grande classico da rivedere sempre con piacere, e vince ben 3 David di Donatello: due ai migliori attori stranieri Katharine Hepburn e Spencer Tracy e uno al miglior produttore straniero Stanley Kramer.

Indovina chi viene a cena? con Katharine Hepburn e Spencer Tracy rappresenta la presa di posizione da parte di Hollywood a favore dell’amore libero tra le coppie miste.

Lo snodo della vicenda parte nel momento in cui scocca la scintilla d’amore tra due personaggi con la carnagione di diverso colore: Joanna Drayton (Katharine Houghton) è una bellissima ragazza americana cresciuta in una famiglia agiata e benestante e John Prentice (Sidney Poitier) è un affermato medico afroamericano. Giovani, coraggiosi e scevri da pregiudizi sono così innamorati che decidono immediatamente di sposarsi e di affrontare ciò che spetta ad ogni coppia che decide di compiere questo passo importante: far incontrare le rispettive famiglie. Si recano insieme dai genitori di Joanna: Matt (Spencer Tracy) e Christina (Katharine Hepburn) Drayton. Una volta annunciate le loro intenzioni Matt pare subito molto contrariato, preoccupato per ciò che dovrà affrontare sua figlia, interfacciarsi con una società ancora mentalmente chiusa, pur conscio che in cuor suo sia giusto affrontare questi scogli. Mamma Christina invece non ha dubbi ed approva l’unione, rimanendo onestamente commossa per il sentimento puro che vede riflesso negli occhi di Joanna e John. È giusto notare che in ogni momento della storia il problema viene affrontato con forza, coraggio e leggerezza, con la capacità di affrontare i problemi con il giusto spirito di speranza. Le situazioni a metà tra il grottesco e l’imbarazzante si incrementano quando i genitori afroamericani di John dovranno andare a cena dai Drayton, senza sapere che la ragazza e i suoi genitori sono bianchi. Le donne – fondamentali in questo film – sono coloro che permettono con razionalità il giusto epilogo della vicenda: accettano l’unione dei rispettivi figli e convincono i loro mariti a farlo, permettendo all’amore libero da pregiudizi di trionfare come è giusto che sia.

Il film è molto più vicino a noi di quanto possa sembrare, dal momento in cui rappresentò la presa di posizione da parte di Hollywood di sdoganare le coppie miste, segno che l’arte, e soprattutto il cinema, può svolgere un ruolo fondamentale nel costume e nelle decisioni popolari. In Indovina chi viene a cena? risulta, quindi, vincente la formula dell’amore impossibile che scuote gli animi dei protagonisti e di chi gli sta intorno, condendo il tutto con una leggera comicità e una delicata commozione. Gli attori sono tutti bravissimi, il film è divenuto indimenticabile – con particolare attenzione al monologo di Spencer Tracy in cui si dice che la Hepburn si sia commossa realmente fino alle lacrime pensando alla realtà traslata che vedeva i due attori uniti nella vita e che rappresenta – effettivamente – l’ultima scena girata da Tracy prima di morire.

Il film è saggio, piacevole, attuale, andrebbe decisamente riproposto. Contro il razzismo, contro l’ignoranza, a favore del progresso e della libertà in ogni sua sfaccettatura.