Roma FF11 - In guerra per amore: recensione del nuovo film di Pif

Dai libri di storia abbiamo imparato che, ad un certo punto del 1943, Franklin Delano Roosevelt inviò le truppe statunitensi in Italia per liberare il nostro popolo dalla dittatura del Fascismo e dalla Seconda Guerra Mondiale; e che l’unica strada percorribile per arrivare al cuore del nostro stivale era il suo polo meridionale: la Sicilia.

E questo è soltanto lo strato più esterno di In guerra per amore, un film che, inevitabilmente, vi conquisterà!

In guerra per amore

Il personaggio interpretato da Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif) si chiama Arturo Giammarresi, un lavapiatti siciliano che lavora a New York nel ristorante di Alfredo (Orazio Stracuzzi), un suo conterraneo molto “ammanigliato”.

In guerra per amore: immediatezza e denuncia tra le mani di un regista sulla giusta via per la consacrazione.

Sua nipote Flora (un’elegantissima Miriam Leone) sta per sposarsi infelicemente con Carmelo (Lorenzo Patané), figlio del potente boss malavitoso Don Tano Piazza (Mario Pupella). La gioia di Zio Alfredo per la ghiotta occasione di legarsi ad una famiglia facoltosa, viene spazzata via dall’amore puro e sincero che sua nipote prova per il suo disgraziato lavapiatti. Ciononostante, non c’è verso di impedire le nozze ormai imminenti… O meglio: l’unico modo sarebbe quello di far arrivare Arturo a Crisafullo, il paese natale di Flora (comune immaginario sul litorale meridionale siciliano). Qui dovrebbe chiedere la mano della sua amata al padre di lei che è molto malato; il suo consenso è l’unica cosa che può vincere l’avidità dello zio Alfredo.

In guerra per amore

Quando Roosevelt cerca volontari per la sua spedizione in Sicilia, Arturo si arruola per ritornare nella sua terra in abiti mimetici e tentare il tutto per tutto. Sotto il comando del Tenente Philip  Catelli (Andrea Di Stefano – regista di Benicio Del Toro in Escobar) Arturo e tutti gli altri commilitoni riusciranno a sbarcare in Sicilia e ad avanzare verso l’entroterra senza alcuno spargimento di sangue: tutto merito di persone “rispettabili” che sono state istruite a riguardo da Lucky Luciano, boss siciliano che sta scontando la sua pena in America ed al quale è stato proposto un ingente sconto in caso di aiuto verso la causa.

Tra gli orrori della guerra e le vicissitudini amorose, l’Arturo di In guerra per amore intraprenderà un viaggio che non poteva immaginare tale prima del suo effettivo arrivo.

La comicità e i drammi di tanti grandi personaggi minori condiscono la storia di un retrogusto agrodolce con una combinazione tra le due componenti molto più eterogenea di quanto si possa pensare.

In guerra per amore

Tuttavia il vero fulcro di In guerra per amore sta nella sua denuncia verso un evento storico che ha favorito, e non poco, l’insediarsi della mafia nei ruoli e nelle funzioni vitali (dal punto di vista diplomatico ed amministrativo) del nostro paese; di cui diventa portavoce il boss di Crisafullo, Don Calò (Maurizio Marchetti).

Un tema per anni taciuto, forse per ignoranza a riguardo, forse anche no, ma che è stato possibile portare sul grande schermo grazie al Rapporto Scotten. Si tratta di un documento scritto dal reale tenente a cui Di Stefano presta il volto, che affronta “il problema della mafia in Sicilia”.

In guerra per amore

Tra i nomi da ricordare nel cast di In guerra per amore, vanno annoverati quelli di Stella Egitto (incarnazione dell’amore materno e non solo), di suo figlio (cinematografico) Samuele Segreto, e di un’improbabile e divertente coppia da cabaret formata da Sergio Vespertino e Maurizio Bologna. Senza poterci dimenticare di un comparto tecnico che ha fatto un lavoro eccellente: dalla fotografia, al montaggio, al sonoro. Nota di merito per le splendide e variegate musiche di Santi Pulvirenti (Manuale d’amore 3, La mafia uccide solo d’estate) che accompagnano lo spettatore in un viaggio sinfonico molto interessante.

Difficile non rintracciare atmosfere che si potrebbero definire “Tornatoriane” (legate non solo al paesaggio), tuttavia Pif dà modo di far intendere che la sua crescita registica è iniziata; senza troppe pretese: con la modestia di chi sa di poter ancora imparare molto e la determinazione di chi può permettersi di ripresentare lo stesso tema della sua opera prima, in quello che si potrebbe quasi definire un prequel spirituale di quest’ultimo.

In guerra per amore è diretto da Pierfrancesco Diliberto “Pif”, prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Mieli; una produzione Wildside con Rai Cinema.
Il film è in uscita nelle sale il 27 ottobre 2016.

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