voto del pubblico N/A
voto finale 2.3/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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A Siya (Nay Maps) succede di tutto: viene cacciato dalla casa e dalla band. C’è però una nota positiva, incontra per caso Mel (Amanda du-Pont) e perde la testa per lei e per un susseguirsi di casualità il giovane chitarrista finisce per andare a vivere da lei, suo padre e il suo bambino. Inizia così Il piccolo guastafeste, il film di Grey Hofmeyr e Ziggy Hofmeyr, arrivato su Netflix il 22 ottobre 2021.

Il piccolo guastafeste: una scrittura che non regge

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Il problema con Il piccolo guastafeste è uno, avere la presunzione di possedere all’interno dei propri confini troppe anime, vuole essere commedia romantica divertente, leggera, amabile e piena di significato ma fallisce su tutti i fronti. Si sforza troppo di venire fuori di volta in volta con una natura diversa invece tutto risulta forzato. Fin da subito, lo spettatore viene portato nel mondo di Siya, lui è un po’ ribelle, divertente, gioioso e buffo, il giovane prova a richiamare l’attenzione di una sconosciuta, quella che poi scopriremo chiamarsi Mel, tutto è fatto per stupire il pubblico, per farlo sorridere ma la scrittura è davvero povera ed è questo uno dei punti nevralgici. I personaggi avrebbero dovuto essere pensati meglio, scene e punti chiave della trama avrebbero dovuto svolgersi in modo più naturale e alla fine, invece risultano esasperate, un turbine di sequenze sempre più assurde e l’insofferenza per chi guarda è molta.

Siya è un chitarrista viene cacciato dalla sua band dopo che uno spettacolo di nozze è andato malissimo perché vedendo una donna e suo figlio al concerto, si innamora immediatamente della giovane e cerca di colpirla in qualche modo e per farlo fa divertire il bambino. Il giorno dopo accade l’impossibile, Siya torna alla sede per riavere il portafoglio perso la sera prima e rivede Mel che lo invita a casa per vari assurdi e catastrofici motivi e avvenimenti. Il figlio della donna, Luke, prima è pazzo di Siya, ama la sua musica, il suo stile, ma non appena Mel offre all’uomo un posto dove stare, per il ragazzino, sempre più convinto che tra i due ci sia qualcosa, il chitarrista diventa un temuto nemico, e per combatterlo e mandarlo fuori di casa entra in combutta con il nonno scontroso, geloso e iperprotettivo. Il duo si impegna a cacciare Siya. Tutto questo dovrebbe strappare più di qualche sorriso, invece non strappa nulla, annoia e stanca.

Il piccolo guastafeste: in un mare noioso di cose già viste, la musica sorregge la situazione

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La squadra nipote-nonno e i loro sforzi per sfrattare il nuovo arrivato sono banali nella migliore delle ipotesi. Che si tratti delle tattiche intimidatorie notturne di Luke o dei suoi terribili scherzi seguono tutti i luoghi comuni del genere e ormai non fanno neppure sorridere. L’improbabile ingresso di Siya nella casa di Mel, il suo vivere sotto lo stesso tetto del guastafeste, sono eventi talmente assurdi che non sembrano possibili e il dramma è che lo spettatore non riesce a perdersi nella narrazione per credere a ciò che vede. Tutto questo ha una sola ragione: la scrittura scadente.

Un punto a favore del film è l’uso della musica che va dal blues melodico e commovente a quella più allegra. Dove sarebbe andato a finire questo film senza la musica? Da nessuna parte probabilmente. Un altro elemento interessante sono i due attori che interpretano bene i due protagonisti: da una parte Siya divertente, effervescente, pieno di vita, dall’altra Mel che incarna una donna, una madre, un figlia e sa declinare bene ciascuno di questi ruoli.

Un film che non colpisce

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Più degli aspetti romantici in sé, il film parla dell’importanza della fiducia, della comunicazione e dello stare insieme come una famiglia e per farlo passa attraverso la musica come mezzo per unire. Il piccolo guastafeste non è un racconto di un amore che si strappa i capelli, è invece la storia di un sentimento come tanti che si evolve e cresce un po’ alla volta, nonostante gli inciampi. Il piccolo guastafeste però ha troppi problemi per conquistare il pubblico e per colpire per la sua storia.