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Per Marco (Beppe Fiorello) sembra che la vita abbia finalmente preso una svolta magnifica e perfetta. Aspetta infatti un bambino dalla compagna Carla (Sara Zanier), grazie alla quale ha ritrovato l’amore e da poco tempo a lavoro è stato anche promosso, grazie alla sua professionalità e alla passione che mette in tutte le cose.
Marco infatti è un tecnico specializzato nell’assemblaggio di componenti video, ed è uno dei più stimati tra i lavoratori della Novatek, piccola ma molto efficiente impresa dentro la quale si sta come in una grande famiglia, e dove Marco è entrato ancora ragazzo.
Purtroppo però nel giro di pochissimo tempo tutto precipita. Carla ha un parto prematuro ed il bambino nasce con una malformazione cardiaca, e per di più per strani ed incomprensibili giochi finanziari ed economici, la Novatek viene chiusa e Marco ed i colleghi si ritrovano senza lavoro.
Trovatosi con Il Mondo Sulle Spalle, chiunque altro scapperebbe, si darebbe per vinto, ma non Marco.
Marco arriverà a mettere in gioco la sua vita, la sua casa, tutto pur di non mollare, pur di non lasciare i compagni in mezzo alla strada, di non darla vinta a quei colossi, quelle multinazionali per le quali lasciare a casa migliaia di lavoratori è qualcosa di assolutamente normale.
Parallelamente assieme a Carla, lotterà per dare un futuro al suo bambino.

Diretto dall’esordiente Nicola Campiotti, basato su unasceneggiatura di Paolo Logli, Alessandro Pondi e Lucia Zei, Il Mondo Sulle Spalle è ispirato dichiaratamente alla straordinaria vicenda di Enzo Muscia.
Muscia, licenziato nel 2013 dall’azienda per la quale lavorava, la A-Novo, l’aveva acquistata correndo il rischio di ritrovarsi senza una casa, riuscendo non solo a rilanciarla a ma a farla diventare una delle migliori in Italia nel suo campo.
Per questo era stato nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica, per aver dimostrato che se si vuole, con un po’ di pazzia e di tenacia, si può reagire alla violenza di un’economia canaglia, in mano a gente squallida e senza scrupoli.

il mondo sulle spalle

Il Mondo Sulle Spalle: una storia esemplare

Creato da Rai Fiction, Il Mondo Sulle Spalle porta una storia di riscatto, sofferenza, paura e speranza molto attuale, purtroppo per il pubblico italiano davvero molto familiare, visto che nell’ultimo decennio nel nostro paese vi è stata un’ecatombe di aziende in tutto il territorio nazionale.
Molte tra di queste non avevano problemi legati a qualità del lavoro o costi, semplicemente sono rimaste vittime di quell’enorme cumulo di debiti nascosti, trucchi, speculazioni e furberie da parte dei mercati finanziari e soprattutto dei colossi del settore.
Altre invece hanno pagato delocalizzazioni e crisi del settore legate all’instabilità economica del mondo globale.
Comunque sia Beppe Fiorello interpreta con la consueta energia e genuina vitalità un personaggio umanissimo e per nulla perfetto, anzi qualche volta attraversato da narcisismo, egoismi e un po’ di manie di protagonismo.

Il suo Marco (Muccia per dirla tutta), è anche coraggioso, dotato di moralità ed empatia, attraversato da una rabbia dalla quale però non resta accecato ma che trasforma in energia, entusiasmo, forza disperata per non diventare uno dei tanti invisibili, dei tanti fantasmi di una società che perdona tutto tranne che la povertà.
La Zanier fa della sua Carla un personaggio per una volta lontano dai cliché tipicamente italici della madre e moglie tutta “core e lacrime”, quanto piuttosto una donna italiana moderna, forte, come quelle che in questo nuovo millennio sempre più rivendicano un ruolo centrale nella società e nel mondo che ci circonda.
Il resto del cast si muove con apprezzabile sintonia, tratteggiando personaggi accattivanti, realistici e che potremmo quasi definire “della porta accanto”, su tutti Andrea Pennacchi e Alberto Basaluzzo.

il mondo sulle spalle

Il Mondo Sulle Spalle: una buona regia, ma a rischio-melodramma

Tuttavia Il Mondo Sulle Spalle rinuncia ad andare fino in fondo, a fare il definitivo salto di qualità, a rinnegare in toto la cara, vecchia, pesantissima atmosfera da melodramma, telenovela della tv che fu, spingendo troppo e male sul sentimentale, sul zuccheroso si potrebbe anche dire.
Per quanto la regia dell’esordiente Campiotti sia ricca di trovate originali, movimenti di macchina lontani dai cliché e sappia adattarsi molto bene a secondo dell’ambiente e della situazione narrativa, lo script condanna sovente il tutto onestamente ad una certa banalità per ciò che riguarda i dialoghi e le interazioni tra i personaggi.

Ciò naturalmente non accade sempre in Il Mondo Sulle Spalle, ma abbastanza spesso da vanificare l’intensità e la capacità di regalarci un realistico spaccato del quotidiano, e il tutto risulta sovente dal ritmo troppo incerto, confuso tra la direzione non magari “realistica” ma sicuramente sotto la righe, e quella più lacrimevole, sentimentale ma anche per questo edulcorante e flebile.
Di certo non aiutano le musiche di Lele Marchiatelli che sovente letteralmente “ammazzano” l’atmosfera, sono invadenti, e donano al tutto una connotazione fiabesca francamente evitabile e ben poco utile all’iter narrativo.

il mondo sulle spalle

Peccato, perché la chimica tra i due protagonisti ed il resto del cast è notevole, come notevole il donarci uno spaccato dell’oscena cultura del lavoro moderna, che vede gli uomini come schiavi di quel lavoro che non è più visto come un diritto ma quasi un lusso.
Il Mondo Sulle Spalle soprattutto, è la prima fiction in cui si mostri in modo palese e reale, l’angosciante problema di questo paese: la mancanza di una vera classe dirigente.
Il padrone, il capo, il banchiere, il dirigente, l’imprenditore (con eccezione del protagonista naturalmente) sono descritti come in questo paese sovente sono: dei profittatori, degli arrampicatori sociali, dei nemici dei loro lavoratori, ai quali cercano in ogni momento di fregare un euro se possono, una speranza se vogliono.

Tutto sommato un prodotto che è allo stesso tempo permeato di un’originalità e conformismo, ha una forza insita nella sua storia, nel suo voler essere divulgazione oltre che intrattenimento, nel proporci personaggi curati e ben fatti.
Il tutto però condizionato da uno script povero e una regia non sempre altalenante.

La palla però, come si suol dire, passa sicuramente al pubblico.

Il mondo sulle spalle andrà in onda su RAI1 il 19 febbraio 2019.

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