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In un tranquillo villaggio messicano una volta popolato da granchi e ora ai piedi di una montagna, il primo cittadino della comunità sta per comunicare ai suoi abitanti che alcuni uomini d’affari hanno intenzione di estrarre dalla vetta alcuni materiali preziosi come minerali, gas e diamanti che porteranno in città un imperdibile benessere economico. Nonostante l’apparente sostegno dei concittadini, due dei più anziani della comunità sono gli unici ad opporsi fermamente agli imminenti lavori, fra di loro anche Petra, la saggia nonna della piccola Copi. Accanto all’amico Gus e il cane Xico, Copi si avventurerà alla ricerca di Lupita, la madre scomparsa molti anni prima proprio all’interno del gigante montuoso che sta per essere distrutto. Ma Sarà Xico, cane piccolo ma coraggioso, a trovare il messaggero della montagna e salvare una volta e per sempre sia Lupita che l’intero villaggio.

Il film d’animazione spiega ai più piccoli (e non solo) cos’è il procedimento del fracking

il cammino di xico cinematographe.it

Parlare di questioni ambientali è un’urgenza contemporanea e necessaria negli adulti, quanto fondamentale nei più piccoli, ai quali spettano le sorti di un futuro appeso al nostro presente. Ma capire alcune delle modalità e dei meccanismi di deturpamento territoriale non è sempre cosa facile ed è proprio nella genuinità dell’animazione che alcuni di questi messaggi possono trovare la strada d’immediata ricezione. Con Il cammino di Xico (su Netflix dal 12 febbraio), il regista Eric Cabello e l’autore Enrique Renteira, semplificano con un linguaggio estremamente spontaneo e un’animazione multicolorata il fenomeno del fracking, un procedimento geotecnico che sfrutta l’iniezione di liquidi nel terreno, come acqua unita a metanolo e benzene, per fratturare lo stato roccioso del sottosuolo e provocarne la rottura utile poi all’estrazione di risorse preziose (e danarose) come il petrolio. Ma causandone anche un evidente incremento di fenomeni sismici. Facendo capire molto chiaramente dal pubblico a cui si rivolge la pericolosità del procedimento, il film mette in campo anche il tema degli effetti del profitto e dall’avidità umana come pericolo per l’unico vero bene comune: la natura.

Saggezza, equilibrio e resistenza. Il cammino di Xico emoziona e si fa comprende anche su questioni più complesse

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Le animazioni di Mariana Arroyo Aguayo e Paulina Chico Quintero, nella loro scelta cromatica di disegni che si affidano al potenziale dell’espressività degli occhi e del viso, ricostruiscono la quotidianità di un villaggio messicano di origini azteche dove gli anziani sono i detentori ultimi di saggezza e resistenza, permeati da forte e innato contatto con la natura più atavica. Le illustrazioni poi scelgono di affidarsi al folklore sudamericano infuso di un certo realismo magico, per poi raggiungere veri e propri tocchi di suggestività e di guarigione mitologica. Il cammino di Xico ha il pregio di unire concetti geologici e inediti come il fracking, l’impegno ecologico e il deturpamento territoriale in una storia pressoché classica dove ancora una volta sono valori quali coraggio, famiglia e amicizia a tirare i fili delle narrazioni destinate all’infanzia e all’adolescenza.

Rilanciando un messaggio di cura della nostra natura come bene comune, – bene che dipende da ognuno di noi e da precari equilibri – , il film di Cabello è una riflessione semplice ma estremamente puntuale sugli affetti e il creato, i legami e il cosmo. Tra canti, preghiere, meraviglie naturali e animali parlanti, Il cammino di Xico ritrova quindi nella deliziosa vena adorabile del legame di un cane con la sua padrona la componente emotiva che senza dubbio sa come comunicare e far emozionare i più piccoli. Dall’altro lato trova il coraggio e la spinta fervente di pronunciarsi su questioni globali e urgenti. Trovando proprio in questo equilibrio naturale la sua proposta più convincente e piacevolmente riuscita.