I Pionieri: recensione del film di Luca Scivoletto

Dal 13 aprile 2023, prodotto da Fandango e Rai Cinema, arriva al cinema la commedia adolescenziale I Pionieri, adattamento scritto e diretto da Luca Scivoletto del suo omonimo romanzo.

È l’estate del 1990. In un piccolo paese della Sicilia, le vacanze dei dodicenni Enrico (Mattia Bonaventura) e Renato (Francesco Cilia), protagonisti de I Pionieri, lungometraggio d’esordio di Luca Scivoletto al cinema dal 13 aprile 2023, non si prospettano per nulla entusiasmanti. Il primo, figlio di comunisti convintissimi, dovrebbe passare un mese nelle sezioni di partito col padre e vicesegretario regionale Michele Belfiore (Peppino Mazzotta) secondo volontà della madre (Lorenza Indovina); mentre l’altro, anche lui fervido pro-URSS tanto da preferirla nel tifo ai mondiali al posto dell’Italia, come sempre andrà in cascina dai parenti.

Stanco dei soliti battibecchi a casa e delle regole imposte da un’educazione rigorosamente in linea col partito (no dialetto, no Reebok, no Nintendo, no feste a casa dei figli di chi vota Democrazia Cristiana) è soprattutto Enrico a spingere Renato alla fuga ribelle e andare nei boschi limitrofi per rifondare come si deve l’Associazione Pionieri Italiani, gloriosi scout ormai estinti del PCI. Per loro sta per affacciarsi l’unica occasione di compiere un gesto doppiamente rivoluzionario: dimostrare ai genitori di sapersela cavare da soli e, nella rigida visione politica di Renato, dare nuova linfa alla storica organizzazione definitivamente chiusa nel 1978.

I Pionieri: dura vita (comunista) nella Sicilia del 1990

Tratto dall’omonimo romanzo di Scivoletto, edito in Italia da Fandango Libri, e prodotto da Rai Cinema e Fandango, I Pionieri è una parabola di formazione sulla scia dei classici generazionali come Stand By Me, che racconta con tono nostalgico e profonda tenerezza per i suoi giovani protagonisti la fine di un’epoca e degli anni ‘80, in un anno cruciale, il 1990, della Storia internazionale: la caduta del Muro di Berlino un anno prima, l’inizio della Guerra del Golfo, il Nobel per la pace a Gorbačëv, la riunificazione della Germania Est con quella Ovest, i Mondiali di Calcio vinti dai tedeschi.

Tra ribellione dodicenne e svolte politiche

i pionieri

Ma sono piuttosto le vicende interne all’allora PCI con l’epocale svolta di Occhetto (lo scioglimento del Partito e la conseguente nascita del Partito Democratico della Sinistra), a risaltare maggiormente nell’immaginario politico e sociale che fa da sfondo all’adolescenza di Enrico, la cui esistenza è segnata dai comizi dai toni accesi partecipati dal padre vicesegretario e dai poster rossi con falce e martello che lo perseguitano sin da piccolo, e da dialoghi fantasmatici che scambia col suo omonimo Enrico Berlinguer (Claudio Bigagli), il quale gli appare quasi in sogno nei suoi giorni nella natura, nella quale troverà anche, per la prima volta, l’amore.

Protagonista è così quel rito di passaggio di allontanamento dalle figure genitoriali escludente l’autorità che la sceneggiatura curata da Eleonora Cimpanelli, Pierpaolo Pirone e lo stesso Scivoletto rende divertente nel suo scambio dialettale e nella sua avvolgente aria un po’ fumettistica, costruendo un film souvenir semplice e grazioso incentrato sul significato universale della crescita. Lasciandosi cullare dai rumore dei ricordi ma ben attento a non cedere mai alla mesta malinconia.

I Pionieri: conclusioni e valutazioni

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Dai sentori siculi e memoriali de La Mafia Uccide Solo d’Estate di Pif, I Pionieri è un coming-of-age che inserisce i suoi giovani protagonisti in un’anno chiave sia della politica italiana di sinistra che internazionale, dandogli una forte connotazione adulta senza per questo snaturare la loro anima teen e ribelle pronta a esplodere. Grazie allo sguardo nostalgico e concretamente amorevole del regista, il film regala divertimento nel voler esplorare (esasperandoli) i conflitti e le visioni contrapposte fra il nucleo dei genitori e dei figli, e quelle interne a entrambe, marcando soprattutto la comicità dialettale e la caricaturalità di certi atteggiamenti stereotipici del sud. Emergono fra le altre (perché giustamente valorizzate) le interpretazioni dei giovanissimi Mattia Bonaventura, Francesco Cilia, Danilo Di Vita e Matilde Fazio.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 3

2.8