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Gunjan Saxena – The Kargil Girl, del 2020 e disponibile su Netflix dal 12 Agosto, è un film che ripropone la figura centrale di una donna valorosa all’interno di un contesto militare. Ambientato alla fine degli anni ’80, troviamo come protagonista del racconto Gunjan Saxena (Janhvi Kapoor), una sognatrice che si prefissa come obiettivo quello di sorvolare i cieli e svolgere il ruolo di pilota di elicotteri. Contro il volere di sua madre e della società che impone una determinata condizione della donna lavoratrice e forzata a crescere in fretta per prestarsi al matrimonio combinato, Gunjan studia per entrare a far parte della marina aeronautica. La sua forza di volontà la porterà a risultati ragguardevoli, prestando servizio per tutta la guerra del Kargil nel 1999. Grazie al suo operato, ora vi sono oltre 1600 donne operative nell’aeronautica militare indiana.

Gunjan Saxena – The Kargil Girl: tutta l’attenzione è rivolta ad un unico arco narrativo ben delineato

Gunjan Saxena – The Kargil Girl, Cinematographe.it

Una produzione originale Netflix travolgente. Il tono e il ritmo del film vengono scanditi da una protagonista motivata e pronta ad affrontare difficoltà di ogni tipo: dai requisiti per accedere all’addestramento militare alle prove fisiche sfiancanti, sino alla convivenza forzata con cadetti dell’altro sesso, all’interno della base militare di Udhampur, nello stato federato del Jammu e Kashmir. Janhvi Kapoor ricopre una parte sottile, che richiede un certo quantitativo di emozioni trattenute e una passività apparente nelle interazioni col prossimo. La sua performance viene rafforzata da un altro elemento di spicco all’interno di Gunjan Saxena – The Kargil Girl: Pankaj Tripathi nel ruolo di suo padre, Anup Saxena.

Il rapporto fra padre e figlia è straordinario, intesto come fuori dall’ordinario e dagli schemi preconfezionati utili per ideare una storia di formazione tradizionale. Si prende come riferimento il concetto di volo in uno spazio sconfinato, in un terreno mai esplorato da nessuna donna, e lo si applica in una dimensione umana. Anup evita di cadere nei tranelli dell’omologazione imposta, e continua a rimanere ancorato a quell’idea di sacrificio e determinazione crescente, rinvigorita da sua figlia. La forza del film risiede nella condivisione delle loro paure ma anche delle speranze che non conoscono limiti e vicoli ciechi. La figura paterna esercita un’influenza rigenerante per il corpo e lo spirito di una giovane combattente, e lo si avverte sin dai primi istanti in cui ci vengono presentati i due personaggi.

Non c’è spazio per il patriottismo, quando ci si dedica al perfezionamento delle proprie capacità

Gunjan Saxena – The Kargil Girl, Cinematographe.it

Una qualità aggiunta della pellicola, oltre a limitare il budget nelle sequenze d’azione ed occuparsi maggiormente della tridimensionalità di Gunjan, è il distanziamento dalla glorificazione di un paese in guerra. Sharan Sharma, incaricato di scrivere e dirigere il film, sceglie di posizionare i patrioti prevalentemente nelle retrovie; il percorso compiuto dall’aspirante pilota è ricco di spunti di riflessioni interessanti, nel momento in cui viene confinata in una realtà in cui si è soggetti a molti giudizi e critiche, specialmente una donna che veniva vista come estranea tra i soldati. Lo scontro diretto non avviene solamente nel campo di battaglia, tra truppe nemiche, ma anche durante le la formazione accademica e le missioni di prova. Nel ritrovarsi nei panni di Gunjan, si può comprendere il dolore e il sofferenza interiore di una cadetta estremamente in gamba che non viene accettata per le sue capacità.

Il film predilige una narrazione serrata, senza parentesi stucchevoli e spazio per la contemplazione; ogni ostacolo viene messo in totale evidenza, per stimolare le abilità attoriali della ventireenne Kapoor. Sensibile, all’apparenza innocua e priva di personalità, si cimenta in una parabola ricolma di slanci emotivi e prese di coscienza, finendo per rinvigorire le sue motivazioni e sviluppare una corazza contro i tentativi di beffe immotivate. Il titolo Netflix convince per la cura nei dettagli e una regia che si affeziona facilmente al rapporto centrale padre-figlia, nonostante la presenza invadente di canzoni originali – ma molto gradevoli nella loro composizione – che definiscono gli atti specifici della storia.

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