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Sono passati tredici anni dall’uscita in sala del Gomorra di Matteo Garrone, un’opera magistrale che ribaltò il senso di raccontare la criminalità organizzata. Campione d’incassi e vincitore di svariati premi, il film tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano fu anche un successo di pubblico e critica. All’epoca Garrone era intenzionato a perseguire la strada della serialità, scelta che non venne accolta (e forse fu meglio così), ma che in seguito aprì le porte alla serie successo di Sky. Insomma, Gomorra ha gettato le basi del futuro su più livelli, dalla costruzione narrativa del genere fino alla produzione televisiva italiana. Oggi il film ritorna in una nuova veste, aggiornata e più comprensibile per i giovani. Gomorra – New Edition, questo il titolo, è stato trasmesso in prima serata su Rai3 e sarà disponibile per sette giorni su RaiPlay.

Ma cosa ha spinto il regista a rimettere mano alla sua creatura? L’averlo rivisto insieme al figlio tredicenne. Garrone ha infatti dichiarato che: “L’ho rivisto con mio figlio, era colpito e spiazzato, e mi chiedeva chiarimenti. Mi sono accorto così che non tutti capivano. Ho apportato cambiamenti invisibili, che non spiazzano lo spettatore. Ma adesso posso dire che il film è davvero finito. Non lo toccherò mai più”. Gomorra rivive, ma senza perdere la propria essenza, perché i gli interventi sono davvero piccoli e non danneggiano il film nella sua totalità; gli danno solo nuova forma.

Gomorra: un film che non è invecchiato di un giorno

Gomorra - New Edition - Cinematographe.it

Fin dalle prime scene di Gomorra – New Edition ci rendiamo conto che poco è cambiato, e senza rivedere l’originale è quasi impossibile riscontrare gli interventi del regista. Come un abilissimo chirurgo dalle mani di velluto, Garrone cuce e ricama piccole finiture. Intesse nel tessuto del racconto alcuni frammenti didascalici e rifinisce le maniche dell’abito. Un abito che nel tempo non è sbiadito, che non ha perso la sua vivacità e la forza di sorprendere. Gomorra è ancora attuale, e non per le tematiche ma per la forma. Il regista ha ragione quando afferma di essere orgoglioso di come il film ha retto nel tempo. “Rivedendolo non mi sembra invecchiato di un giorno, mi sembra un film che ho girato il mese scorso. Questo aspetto è stato per me il più importante. Dopo tanti anni ti accorgi che è rimasto contemporaneo”.

Una contemporaneità, quindi, tutta intrinseca al film: allo stile, alla regia e alla costruzione dei personaggi. Perché scendere in profondità nei meandri dell’animo umano è ancora attuale. La bidimensionalità che caratterizzava mafiosi, o villain in generale, ne rendeva vana la comprensione, l’agire nel mondo. Il conflitto, la povertà e l’emarginazione sono tematiche ancora legate al nostro presente; oggi più che mai. In poco più di un decennio, il discorso di Gomorra – New Edition è ancora tutto italiano, e non solo. Basti pensare al I Miserabili del francese Ladj Ly, per quanto qui avviene un ribaltamento e la prospettiva sia quella delle forze dell’ordine. Eppure l’occhio è puntato nella stessa direzione, all’ambiguità dell’uomo e alla banalità del male.

Con quali modifiche viene presentato Gomorra – New Edition?

Gomorra - New Edition - Cinematographe.it

Come dicevamo, il restauro è pressoché impercettibile, salvo qualche didascalia. In conferenza stampa, Matteo Garrone, ha fatto presente in quali punti è intervenuto: “Per prima cosa ho aggiunto sei cartelli all’inizio di ogni racconto per dare qualche informazione più chiara rispetto a quello che si stava per vedere. Ho aggiunto alcune inquadrature di ambienti, sempre che chiarire il paesaggio nel quale i protagonisti si muovono. Ho rimontato sette scene e fatto una cinquantina di tagli. Ho stabilizzato diverse inquadrature, oltre a inserire alcuni elementi di montaggio”. Gomorra – New Edition dopo questo rimaneggiamento ha un minutaggio di dieci minuti inferiore rispetto all’originale. La prima scena è emblematica in tal senso, in quanto vediamo il primo intervento. La didascalia si sovrappone all’immagine, comparendo in forma di battitura. Il font, forse, non è dei più azzeccati e stona leggermente con il tono del film. Ma, al di là di questo, l’effetto da macchina da scrivere ben si intreccia con il racconto; come un articolo di giornale. I tagli e gli innesti donano un senso di maggior fluidità delle scene e profondità al paesaggio. Perché più di ogni altro fattore, il contesto identifica i personaggi e permette una maggiore immersione dello spettatore, giovane o meno.

Gomorra era già perfetto in origine, un capolavoro senza tempo. Saviano, Garrone, sceneggiatori e produttori si mescolano senza soluzione di continuità. Più volti, più autori che hanno lavorato in un’ottima simbiosi. Toni Servillo, attore feticcio di Sorrentino, è la ciliegina sulla torta; il solitario che fa risplendere la sposa. Attori e gente comune donano il senso del vero, della realtà a un film profondo. La New Edition non fa altro che rendere quest’opera alla portata di tutti, anche dei più piccoli meno abituati a questo tipo di racconto. Le quattro storie che compongono Gomorra – New Edition sono le stesse: La storia di Pasquale (Salvatore Cantalupo); la storia di Totò, Don Ciro (Gianfelice Imparato) e Maria (Maria Nazionale); la storia di Franco (Toni Servillo) e Roberto (Carmine Paternoster); e infine la storia di Marco e Ciro. Storie di camorra, storie di uomini e donne.