RomaFF10 – Freeheld: recensione

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Il 26 Giugno 2015 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza storica, l’allargamento del diritto matrimoniale a tutti gli americani, coppie omosessuali comprese. 10 anni prima quando le unioni civili facevano il loro timido passo nell’America dei piccoli centri due giovani donne, Laurel e Stacie, combattevano una battaglia per la parità dei diritti. Tratto dall’omonimo documentario di Cynthia Wide che vinse il Premio Oscar nel 2008, Freeheld è la storia di Laurel Hester e Stacie Andree, due donne innamorate pronte a combattere contro tutto e tutti per veder loro riconosciuta una cosa semplice ma potente: l’uguaglianza.

Freeheld: una storia che colpisce al cuore

Laurel è un detective di Ocean County – New Jersey, da 23 anni si occupa della sicurezza dei cittadini del piccolo centro nei dintorni dello stato di New York. Durante una partita di pallavolo conosce e si innamora della giovane Stacie, ragazza caparbia e timida, dopo un anno di storia decidono di andare a convivere e diventare legalmente una coppia di fatto. Ma la felicità dura poco, Laurel scopre di avere un cancro terminale ai polmoni, superato lo shock iniziale la detective vorrebbe che una volta deceduta la pensione statale andasse alla sua compagna e che la casa che ha visto crescere la loro felicità non le venisse portata via; una richiesta semplice dopotutto che però il consiglio comunale della città non approva. Inizia così una battaglia per vedere riconosciuti i diritti della coppia proprio nel momento in cui la guerra della Hester contro la malattia sembra essere persa. Ad unirsi alla coppia ecco Dane Wells, collega e amico di Laurel e l’attivista per i diritti LGBT Steven Goldstein.

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Peter Sollett (Tutto Accadde in una Notte) porta sullo schermo una storia drammatica oggi più attuale che mai, Freeheld è un colpo al cuore, indubbiamente non brilla per originalità, ma riesce comunque a toccare le corde più profonde del nostro cuore, merito anche di una sceneggiatura (scritta da Ron Nyswaner, già autore di Philadephia) che riesce ad alternare momenti comici e drammatici in un susseguirsi di un’altalena emozionale che non lascia scampo. La storia di Laurel e Stacie ti afferra allo stomaco riuscendo a commuovere in maniera diretta e genuina, niente scene romanzate, solo la verità di un amore incredibile a cui viene negato il più semplice dei diritti: quello dell’uguaglianza.

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Ellen Page ed il regista Peter Sollett

Freeheld ha dalla sua parte anche un cast eccezionale: Julianne Moore nel ruolo di Laurel Hester è perfetta, convincente e commovente, ricca di forza nonostante la malattia che la divora; ad interpretare Stacie Andree la meravigliosa Ellen Page che riesce a convincere grazie ad una prova attoriale da nomination all’Oscar. La Page è struggente nel ruolo di Stacie, fragile e delicata ma sorretta da una forza che scioglierebbe anche il cuore più duro. A sollevare l’enorme macigno emozionale un bravissimo Steve Carrell nel ruolo di Steven Goldstein, divertente e folle attivista per i diritti LGBT, un personaggio eccessivo e sopra le righe che strappa più di qualche risata facendoci respirare dal dramma della storia.

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