voto del pubblico N/A
voto finale 3.2/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Sonoro
Emozione
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Frank Miller: American Genius è il documentario diretto e creato da Silenn Thomas, produttrice di 300 e Sin City – Una donna per cui uccidere, interamente dedicato a Frank Miller, uno dei fumettisti americani più geniali e apprezzati di sempre, ritenuto tra i big di questo particolare medium. Tra le sue opere più famose ricordiamo Batman: Anno uno, Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro, Sin City e molte altre. In particolare, il film racconta l’intera carriera dell’autore dai difficili inizi agli ultimi progetti, ripercorrendo tutto il suo sfavillante portfolio artistico. All’interno della realizzazione c’è anche modo di parlare di alcuni momenti salienti della sua vita e di riportare le opinioni di altri suoi colleghi (e non solo) con tantissimo materiale che è stato raccolto in ben 4 anni.

Frank Miller: American Genius appartiene alla selezione ufficiale della 16esima edizione della 16ma Festa del Cinema di Roma. Durante l’evento, inoltre, che c’è stato anche un Incontro Ravvicinato con Frank Miller, durante il quale sono state poste parecchie domande al fumettista. Non si sa ancora se la pellicola in questione debutterà nelle sale del nostro paese, ma la prossima occasione per vederlo sarà al Lucca Comics, dove Miller è di nuovo stato invitato come ospite speciale.

Frank Miller: American Genius – un linguaggio fortemente grafico, come si addice ad un fumettista

Frank Miller

Frank Miller: American Genius segue, in un lunghissimo e stratificato viaggio, Frank Miller attraverso convention, fiere ed eventi in tutto il mondo, a partire dal Lucca Comics & Games del 2016 per poi proseguire in altre parti del globo. In particolare, il documentario ha un punto di forza per nulla scontato: è totalmente incentrato sul noto fumettista, affrontando l’artista sia in chiave artistica che umana. Il risultato è un buon compendio su una delle figure più impattanti dell’universo dei fumetti, specialmente perché si avvale di un linguaggio che si adatta perfettamente alla situazione. A livello strutturale, infatti, il film fa uso di didascalie, layout particolari, vignette e anche font tipicamente provenienti dall’universo dei comics. Ovviamente, in questo è fondamentale anche lo studio dettagliato delle opere di Miller stesso.

Ciò viene fatto sia dal punto di vista prettamente grafico, con bozzetti, disegni originali, ma anche per ciò che concerne il lato contenutistico, con analisi approfondite dei lavori dell’autore e su quanto impatto hanno avuto per la cultura americana e non solo. A margine, inoltre, sono molto utili i passaggi in cui viene mostrato Frank Miller mentre disegna, il sistema migliore probabilmente per capire come fluiscono le sue intuizioni artistiche. Nonostante ci sia questa impostazione fortemente legata all’immagine, all’interno del lungometraggio ci sono anche molti testi, dettagli, concetti che vanno un pochino a cozzare con l’impostazione, per così dire grafica. Ciò si soffre, in particolar modo, a causa di una lunghezza forse eccessiva della pellicola che a tratti risulta ridondante e didascalica.

Frank Miller: American Genius si avvale dell’importante contributo di artisti provenienti da tutto il mondo, che, in occasione di questo documentario, hanno parlato del creatore di 300 non solo mettendo in evidenza la sua eccentricità e genialità, ma anche gli aspetti legati alla sua vita privata. Quest’ultima è incastrata nel film in maniera non ordinata ed è veicolata agli spettatori anche grazie ai racconti del protagonista stesso, che affronta diverse tematiche, dai suoi difficili inizi nel mondo del fumetto, al suo rapporto con il pubblico, fino ad arrivare ai suoi problemi con l’alcolismo che hanno logorato il suo fisico.

In particolare, questi temi seguono una scia anti climatica rispetto alla rigida struttura cronologica che è stata invece adottata per descrivere la carriera di Frank Miller. Anche in questo caso, come nell’accostamento tra immagini e testi, si avverte una certa confusione, soprattutto perché non vi è nessuna linea guida ai contenuti della pellicola. Ciò avrebbe probabilmente contribuito a fornire uno schema maggiormente chiaro della situazione e si sarebbe legato in maniera più diretta all’altra parte più tradizionale e organizzata della realizzazione.

Frank Miller: American Genius – una struttura multiforme ed eclettica con troppe informazioni veicolate

Frank Miller

Il problema principale che funesta la pellicola, però, è un’eccessiva ambizione che ha portato l’autrice a riportare sul grande schermo fin troppi dettagli ed elementi legati all’artista americano. Ciò di per sé non sarebbe un ostacolo se non fosse per il fatto che il pubblico, con tutto questo contenuto, rischia di non capire perfettamente dove il messaggio del documentario vuole andare a parare. Ciò si verifica in particolar modo nei momenti in cui il protagonista parla a ruota libera, saltando da un argomento all’altro e confondendo inevitabilmente gli spettatori. Ovviamente tutto questo cerca di riprodurre l’eclettica e multiforme mente di Miller stesso, non tenendo conto, però, che tale soluzione risulta fin troppo complicata da gestire: imbrigliare il pensiero e la filosofia di un autore di questo calibro non è per nulla semplice.

In generale, in base a quello che abbiamo avuto modo di vedere, Frank Miller: American Genius sembra essere pensato per un pubblico variegato e quindi anche per coloro che non conoscono effettivamente il personaggio alla perfezione. Lo si capisce dall’attento studio dietro la carriera della figura fumettistica, ma anche dall’approccio così tanto didascalico e scolastico per così dire. Ci sono però alcune eccezioni: ci sono infatti dei momenti specifici in cui si accenna a delle vicende personali del fumettista che, se non si ha una conoscenza approfondita del protagonista, si rischia di non seguire perfettamente a causa di spiegazioni che accennano solamente alle questioni senza andare in profondità. È il caso ad esempio dello scandalo che lo ha additato come criptofascista per alcune sue posizioni discutibili.

Ad ogni modo, nonostante i tanti problemi sia strutturali che prettamente narrativi, la realizzazione fornisce un quadro di Frank Miller che è piuttosto esaustivo, se si tiene conto che comunque si affrontano parecchi temi, argomenti e riflessioni legati alla sua figura, senza poi escludere l’analisi di tutta la sua carriera artistica. Di per sé non è per nulla semplice riportare la storia di un personaggio così tanto complesso e il tentativo, per quanto non sia uscito perfettamente, è da apprezzare.

Frank Miller: American Genius è un documentario molto ricco che celebra la figura del noto fumettista americano sia dal punto di vista artistico che umano. Nonostante questa particolare attenzione al personaggio e il particolare approccio registico al materiale, vi è un’eccessiva dose di informazioni con la quale il pubblico viene bombardato, senza nessun ordine o struttura particolarmente riuscita. Per tale motivo, il lungometraggio perde di efficacia, nonostante i buoni propositi.