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In uscita come evento speciale il 17, 18 e 19 febbraio il docufilm di Walter Veltroni Fabrizio De André & PFM – Il concerto ritrovato che porta al cinema lo storico concerto a Genova del 3 gennaio 1979. Al documentario hanno preso parte Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Lucio Fabbri, Roberto Colombo – la formazione della PFM protagonista con De André di quella tournée – Dori Ghezzi compagna di una vita del cantautore e altri testimoni di quell’avventura. Una produzione Sony Music, realizzata da Except e distribuita da Nexo Digital.

Due mondi agli antipodi: Fabrizio De André e la PFM. Il primo cantautore intellettuale “sempre in direzione ostinata e contraria”, che si ispirava a francesi come Georges Brassens o agli americani come Leonard Cohen e Bob Dylan, così ancora vivo nella memoria collettiva, così amato anche dalle nuove generazioni; i secondi una band rock progressivo che girava il mondo assorbendo numerose influenze che ancora oggi infiamma i palchi di tutta Italia. Quando la PFM propose a De André di fare un tour insieme, rielaborando musicalmente alcuni suoi brani, il cantautore accettò entusiasta: un’accoppiata che fece storcere il naso a molti perché troppo diversi tra di loro e troppo distanti i loro pubblici. Ma come spiega Dori Ghezzi nel documentario: “Tutto quello che era rischioso o improbabile per Fabrizio andava bene.” E storia fu.

Fabrizio De André & PFM – Il concerto ritrovato – Un viaggio nel tempo

Fabrizio De André & PFM – Il concerto ritrovato, cinematographe.it

In Fabrizio De André & PFM – Il concerto ritrovato Walter Veltroni consegna al pubblico il concerto a Genova del 1979 recuperato dopo 40 anni. A salvarlo dall’oblio Pietro Frattari che filmò lo spettacolo quella sera nella maniera più discreta possibile, con poche luci e pochi mezzi data la difficoltà di De André di accettare con serenità che il concerto venisse registrato per non perdere spontaneità. Il cantautore, infatti, non amava la tecnologia come viene spiegato dalla compagna con un simpatico aneddoto all’inizio del film. Un documentario che si apre con una sorta di lungo prologo durante il quale la PFM, Dori Ghezzi, David Riondino che apriva i concerti, Guido Harari fotografo ufficiale della tournée e altri testimoni si lasciano andare ai ricordi, alla memoria di un periodo magico, in lungo e largo per l’Italia, tra le contestazioni del pubblico – come succede a Roma e a Napoli – litigi, ubriacature e risate.

Fabrizio De André & PFM – Il concerto ritrovato, cinematographe.it

Franco Mussida, chitarrista e fondatore della PFM, nel silenzio quasi religioso del teatro parrocchiale dove facevano le prove, parla dell’alchimia, della simbiosi che si venne a creare tra quegli scatenati ragazzi e il cantautore italiano per antonomasia. Di Ciccio, Djivas, Riondino e Ghezzi, invece, su un trenino verso Genova si confrontano sugli episodi più significativi e gli aneddoti più divertenti: De André che prese quasi le difese di chi lo contestava a Roma, invitando gentilmente un piccolo gruppo di loro ad andare sul palco ed esporre le loro ragioni; De André che per provocarli sostituisce “Arrivederci” con “Vaffanculo” in una strofa di Amico fragile; De André che si “stordisce” prima di ogni concerto o sotto effetto di un acido somministratogli a tradimento da un ragazzo in un bar si mette a correre come un pazzo in mezzo a una campagna inseguito dalla PFM e Dori Ghezzi.

Un viaggio nel tempo tra registrazioni audio delle interviste a De André e PFM, ritagli dei giornali dell’epoca e numerose foto di Harari, alcune iconiche con Fabrizio De André steso per terra attaccato a un termosifone perché infreddolito e con la febbre alta o quella ufficiale della tournée con la PFM e il cantautore che, incapaci di mettersi in posa, divertiti canzonavano il famoso fotografo.

Fabrizio De André & PFM – Il concerto ritrovato – Un regalo per vecchie e nuove generazioni

Fabrizio De André & PFM – Il concerto ritrovato, cinematographe.it

Un viaggio che culmina con la visione integrale del concerto a Genova il 3 gennaio 1979: il restauro affidato a Paolo Piccardo e Lorenzo Cazzaniga ha reso possibile un ascolto cinematografico 5.1 dei brani, conservando, così, ogni aspetto di originalità storica e performance musicale. Questo contribuisce a restituire tutta la magia di quella sera: La canzone di Marinella, Bocca di rosa, Via del campo, Amico fragile, Il pescatore, La guerra di Piero. Sono solo alcuni dei brani indimenticabili riarrangiati dalla PFM la cui intuizione si rivelò arguta dando vita a uno dei tour più importanti della storia della musica italiana.  De André nella sua classica “posa”, con la sua chitarra, seduto, con il leggio d’avanti, che accende ogni tanto una sigaretta e beve da una bottiglia di vetro, brano dopo brano racconta le storie dei “suoi” ultimi, delle puttane, degli assassini, dei peccatori, delle anime pure. I testi autografi di De André scorrono sullo schermo caricando ancora di più di pathos un’esibizione che rischiava di essere perduta per sempre. Un documento importantissimo per far rivivere a chi c’era l’emozione di uno spettacolo unico e far sentire alle nuove generazioni che hanno incontrato Fabrizio De André sulla loro strada l’abbraccio delle sue parole, della sua musica.

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