Evelyne tra le nuvole: recensione del film di Anna Di Francisca

Un film che denuncia il conflitto tra natura e nuove tecnologie attraverso le visioni di quattro donne

La recensione di Evelyne tra le nuvole: una commedia rosa dalle linee fantasy

Evelyne tra le nuvole è una commedia italiana diretta da Anna Di Francisca, in concorso per la sezione FrameItalia della trentesima edizione di Sguardi altrove Film Festival, distribuito dall’Orange film, in uscita in tutte le sale italiane dal 30 marzo 2023.

Evelyne tra le nuvole; Cinematographe.it

Evelyne tra le nuvole, film diretto da Anna Di Francisca, racconta la storia di Sofia, proprietaria di un agriturismo sull’Appenino Reggiano, ai piedi di Pietra Bismantova. Sofia, interpretata da Eleonora Giovanardi, conduce la sua attività praticando una filosofia naturalista, lontana da tutto ciò che il progresso tecnologico ha reso necessario. Il suo agriturismo è meta per chi desidera giorni di quiete lontano dal chiasso delle realtà urbane, dalla velocità di tempi dentro i quali, spesse volte, viene smarrito il senso di se stessi, dalla fretta che genera indifferenza e cecità. Un agriturismo che vive con quello che la natura offre; una cura rispettosa per gli animali, fonte di cibo, e conoscenza delle erbe coltivate come medicine per l’anima e la mente. A interrompere l’equilibrio a dir poco idilliaco, è la notizia che a breve sarà collocato un ripetitore telefonico che andrà a sconvolgere le scelte di Sofia mutando le ragioni e le finalità per le quali la stessa aveva ristrutturato il casale di famiglia. Alla bellezza e al silenzio di una natura, fino allora preservata all’invadenza tecnologica, prevale il senso di un progresso che invade e stravolge i ritmi lenti di una vita bucolica e contemplativa.

Evelyne tra le nuvole: l’indipendenza e l’istinto di femminilità tanto differenti quanto affini

Evelyne tra le nuvole; Cinematographe.it

Un film che denuncia il conflitto tra natura e nuove tecnologie attraverso le visioni di quattro donne, Sofia proprietaria dell’agriturismo, Violante Placido, donna completamente fuori contesto che percorre nell’Appennino Reggiano sognando Dubai; Claire Nebout, pittrice francese che sogna di potersi sconnettere dal mondo intero, lontana dal “caos” di una città come Parigi e alla ricerca di libertà interiore, mentale e fisica e infine Lucia Vasini, una maga capace di interpretare i dolori e i desideri delle donne. Sfumature diverse di più femminilità, ma come ribadito dalla regista, a loro modo avanguardistiche e straordinariamente indipendenti e forti.

Una commedia che incontra linee decisamente fantasy, un genere riconducibile al film proprio per la dimensione surrealistica della proposta; fuga da un mondo continuamente “connesso” per abitare luoghi che riconducono l’individuo verso un se stesso in pace con ciò che lo circonda. Dolente è la riflessione sull’incapacità di adattamento, uno scontro tra chi procede e chi invece vuole indietreggiare. La vera protagonista è la donna, figura poliedrica e molteplice, contemplativa e dinamica: 4 donne più 1, la “tecnologia”, astratta ma tangibile, presente e insidiosa.  

Evelyne tra le nuvole; 
Cinematographe.it

Vi è comunque un feel green, non solo dal punto di vista paesaggistico ma anche metaforico; donne in erba che hanno fatto delle loro passioni un lavoro, che, a prescindere dal fine e dalle aspirazioni, accomuna la femminilità che viene raccontata. Una regista donna che costruisce metafisicamente con altre donne, una visione nella visione senza banalizzare la ricerca tutta femminile, corrispondente ad un’affermazione delle proprie competenze ed a un ruolo che riconosca equità e dignità sociale e culturale.

A completare il cast Antonio Catania, Gilbert Melki, Andrea Roncato e Marco Maccieri. Evelyne tra le nuvole, presentato in anteprima al cinema Arlecchino di Milano per la categoria FrameItalia in concorso a Sguardi Altrove Film Festival 2023, è disponibile dal prossimo 30 marzo 2023.

Evelyne tra le nuvole: conclusione e valutazione

Una commedia rosa dalle linee fantasy, la cui trama centralizza il conflitto tra natura, tecnologia e indipendenza femminile. La regia di Anna Di Francisca, conferma la sua capacità di interazione e comunicazione senza, però, nessuna particolare ricerca stilistica per un completamento cinematografico di maggior effetto e sofisticazione. Una componente scenografica importante, dovuta ad una ricerca caricaturale della tecnologia, a servizio di un cast molto amato dal pubblico del cinema italiano. Una direzione artistica che si completa di dettagli tecnici validi, forse troppo disciplinati e scolastici ma, che contribuiscono alla realizzazione di un film che nei suoi parametri convince. Una pellicola che non riserva alcun impegno e alcuna aspettativa al di fuori della leggerezza tipica della commedia all’italiana.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 2
Emozione - 2.5

2.5