Ero una popstar: recensione del film Netflix

La recensione di Ero una popstar, la commedia romantica Netflix disponibile sulla piattaforma streaming dal 16 settembre 2022.

Quando era un ragazzo Vince (Ed Skrein) era il leader ossigenato, conosciuto come Vinnie D, di una delle boy band più famose di tutta l’Inghilterra, ora non lo è più. Tutto ha un inizio e una fine, soprattutto il successo. Lui ora non ha più nulla il mano, ha solo il desiderio e la forza di tornare a suonare, davanti al pubblico ma non è così facile. Bussa di locale in locale, nessuno ha bisogno di lui; è molto difficile ricostruirsi una carriera quando si è diventati una meteora della musica e quando una tragedia ti ha spezzato il cuore. Parte da qui Ero una popstar, in originale I used to be famous, un film drammatico scritto e diretto da Eddie Sternberg e prodotto da Collie McCarthy, che arriva su Netflix il 16 settembre 2022.

Ero una popstar: un racconto di amicizia, di un legame profondo che vive di musica

Vince non ha un lavoro che può definirsi “normale”, nulla al di là del desiderio di ritornare ai fasti di un tempo, nel mondo della musica, ha debiti che lo opprimono e c’è qualcosa del suo passato che lo tormenta, qualcosa che ha distrutto o almeno modificato per sempre il rapporto con sua madre – un qualcosa che lo spettatore scoprirà a poco a poco. Forse per questo Vince si è aggrappato al sogno di ricominciare sul palco, scrivere e cantare canzoni, suonare e far battere i cuori del pubblico all’unisono con le note del suo strumento. Visto che i locali sono blindati per lui, inizia a portare i suoi strumenti per strada è lì che incontra il giovanissimo Stevie, un ragazzino autistico (Leo Long) con un grande talento per le percussioni, che preso dal ritmo inizia ad andargli dietro suonando un cestino delle immondizie. Tutto è chiaro, loro si capiscono e parlano la stessa lingua. Nasce così un inaspettato sodalizio tra i due che dà vita ad un gruppo, nonostante la differenza d’età, nonostante la madre del ragazzo sia contraria proprio perché teme che sia troppo stressante per lui.

Ero una popstar – che prende ispirazione da un cortometraggio pluripremiato e omonimo cortometraggio del 2015 – è un racconto di amicizia, di un legame emotivo ed artistico, è la storia di uno che si rimette in carreggiata nonostante tutto, nonostante il successo di ieri, le sconfitte personali e lavorative, e di un ragazzino che durante il loro primo concerto viene preso in giro perché considerato altro rispetto alle solite (e noiose) popstar. Il loro è un viaggio di rivalsa, di crescita e di ricerca del proprio palco per essere ciò che si è.

La tenera e delicata storia di Stevie e di Vince che purtroppo a tratti sa di già visto

Ero una popstar_Cinematographe.it

L’errore di Ero una popstar è di seguire strade già battute e quindi rischiare poco, usa schemi e costruzioni viste spesso, strizza l’occhio alla retorica. La sceneggiatura segue un percorso già battuto e per questo non c’è mai la sorpresa di scoprire qualcosa di nuovo. Il film su Vince e su Stevie è pieno di buoni sentimenti che straripano tra una note e l’altra, è un racconto di persone che fanno del bene e si fanno del bene, di musica e sulla musica che muove il mondo di persone che scelgono e decidono. Il duo insegna che bisogna avere ambizione e mete da raggiungere, che bisogna crederci fino alla fine. Ci troviamo di fronte a una pellicola delicata che alle volte però cade in qualche scelta banale. Il punto di forza è sicuramente la relazione tra i due protagonisti, da una parte Vince che, nonostante il dolore, le cadute, è pronto ad abbracciare Stevie ed è pronto a capirlo, comprenderlo come fosse un fratello, dall’altra parte c’è il ragazzino che è molto più maturo dell’amico. Stevie vive di musica, l’unica cosa che lo cura e lo salva quando si sente sopraffatto, si mette da parte perché il bene del suo compagno di musica è più importante del suo. I due si capiscono, si parlano e alla fine in un modo o nell’altro diventano la versione migliore di sé.

Un film che avrebbe potuto fare di più

Ero una popstar è un film tenero che però avrebbe potuto fare e dare qualcosa in più. Si tratta di un’opera che avrebbe potuto fare un lavoro ancora migliore e più profondo nella scrittura per dare maggior originalità alla storia.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 3

2.8

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