Due Uomini Quattro Donne e Una Mucca Depressa: la recensione

Con Due Uomini Quattro Donne e Una Mucca Depressa Anna Di Francisca dirige un film leggero, spensierato e godibile, in sala dall'8 giugno con Mariposa Cinema!

Il protagonista di Due Uomini Quattro Donne e Una Mucca Depressa è Edoardo (Miki Manojlovic), musicista all’apice del successo ma assediato da una profonda crisi esistenziale, una crisi che lo allontana dalla moglie, lo spinge ad abbandonare la sua professione e a riflettere sulla sua esistenza.

Edoardo ha una figlia di nome Alice con la quale ha un rapporto quasi inesistente, cosa che lo scorna e lo sfibra, nonché uno stato di salute sempre più a rischio visto il suo stile di vita molto gaudente. Del resto vivere a Roma non è che sia il rimedio ideale per chi soffre di stress! Ecco perché Edoardo decide di lasciare la Caput Mundi per andare nel sud della penisola iberica a trovare il vecchio amico Emilio (Eduardo Fernandez).

La trasferta si rivelerà fonte di sorprese e novità nella grigia e tormentata vita di Edoardo, dal momento che sotto la spinta di Emilio, il nostro protagonista si troverà a dover guidare il coro della parrocchia, a corto di idee e qualità. Del gruppo fanno parte alcune donne tutt’altro che banali o prevedibili: l’affascinante neodivorziata Julia (Maribel Verdù), Manuela (Gloria Munoz) donna in carriera piena di problemi, Victoria (Laia Marull) donna piena di paure ed infine Marta (Ana Caterina Morariu) figlia di Manuela e madre single.

Edoardo si troverà in un microcosmo leggermente bigotto e ciarliero, sicuramente autoreferenziale ma non per questo privo di vita, novità, sorprese per il protagonista, depresso e demotivato.

Due Uomini Quattro Donne e Una Mucca Depressa e la differenza tra commedia all’italiana e quella francese o spagnola

Esiste sicuramente una differenza non da poco tra il principio di “commedia” presente in Francia o Spagna e quella italiana. Mentre la seconda infatti sovente si concentra su maschere, macchiette, stereotipi e su un’analisi sovente pratica e realistica di ciò che ci accade nella disgraziata vita di tutti i giorni (Goldoni e il suo Arlecchino docet), questa commedia, diretta con mano sapiente dalla pur italiana Anna Di Francisca è in perfetta linea con quelle atmosfere al limite del fiabesco, ambientate in posti fuori dallo spazio o dal tempo, care appunto alla tradizione d’oltralpe e spagnola.

Tuttavia Di Francisca (sceneggiatrice e regista originale e garbata) vi inserisce in modo chiaro l’elemento molto italico della guerra tra i generi, senza lasciarsi sfuggire la possibilità di infierire sull’universo maschile.

due uomini quattro donne e una mucca depressa

A partire dal protagonista Edoardo (un simpaticissimo Manojlovic), sorta di anima in perenne pena e in ricerca di qualcosa di accessibile e invisibile, per poi passare al confuso Carlos (Nerì Marcoré) o al timido Emilio, gli uomini sono ancora messi sulla graticola.

Tutti e tre danno infatti un’immagine ben poco virile o glorificante del cosiddetto “sesso forte” e questo alla lunga è uno dei piccoli difetti di un film che è meno naif e spigliato di quanto ci si aspetterebbe o si desidererebbe.

Di Francisca infatti in certi momenti si limita a eseguire il compitino, senza sorprendere lo spettatore ma accontentandosi di mettere in scena una spensierata ma poco frizzante commedia. Ecco che quindi anche in Due Uomini Quattro Donne e Una Mucca Depressa ancora una volta le donne sono sì problematiche ma fantasiose, imprevedibili e in fondo allegre, innamorate della vita, mentre gli uomini o sono fragili o immaturi o sperduti come navi senza vento a favore.

Due Uomini Quattro Donne e Una Mucca Depressa: l’arte della leggerezza di Anna Di Francisca

Due Uomini Quattro Donne e Una Mucca Depressa

Il deja vu è quindi sovente dietro l’angolo, e diventa talvolta palla al piede di un film che, dato l’ottimo livello del cast, forse aveva bisogno di più coraggio, più poesia e meno auto-celebrazione da parte della regista italiana.

Il tutto, sempre sublimato dalla bella fotografia di Duccio Cimatti e dalle musiche di Paolo Perna, porta infatti a riflettere sull’eccesso di autocompiacimento di genere (tipicamente femminile non ce ne vogliano le lettrici) per il quale la controparte non sa elevarsi e rimane legata a stereotipi narrativi a volte francamente evitabili. Ma elevarsi poi da che cosa? Due Uomini Quattro Donne e Una Mucca Depressa resta quindi una commedia che non sa chiarire sempre le sue intenzioni: leggerezza e fantasia o seriosità mascherata da commedia?

Tuttavia Due Uomini Quattro Donne e Una Mucca Depressa rivela anche la maestria di Di Francisca nel dirigere e unire personaggi, dialoghi, situazioni senza mai strafare, prendersi troppo sul serio o appesantire la narrazione, e forse ci permette di riscoprire quanto il cinema sovente debba essere più leggerezza, più spensieratezza e tranquillità e non per forza qualche cosa di profondo, arzigogolato o complicato.

Il cinema è anche evasione e quella offerta da questa tutto sommato piacevole commedia vale sicuramente il prezzo del biglietto, a meno che non siate come Edoardo: sempre alla ricerca di problemi o artificiosità per riempire una vita pretenziosa.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 2

2.7