voto del pubblico 5.0/5
voto finale 2.1/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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Vi privereste del sonno per diventare ricchi? Sembrerebbe una risposta scontata, ma è una domanda che nasconde più insidie di quanto possa sembrare. Da questo presupposto parte Deep, nuovo film del catalogo Netflix di luglio che arriva direttamente dalla Thailandia e che è stato realizzato da un collettivo di dodici registi locali. Il thriller dalle tinte fantascientifiche, infatti, riflette su un argomento che incuriosisce da sempre l’uomo, che sulle conseguenze psicologiche della privazione del sonno sperimenta già da tempo. Uno spunto interessante per un’opera che scorre abbastanza bene, nonostante una conclusione semplicistica e dei problemi nella storia, che risulta un po’ debole soprattutto nella parte decisiva. Fa piacere però vedere come dei giovani si impegnino a creare un’opera cinematografica con pochi soldi e pochi mezzi, e che un gigante dello streaming come Netflix s’impegni a dargli spazio. Proprio per questo Deep è un film interessante, che sarà particolarmente apprezzato di chi già è appassionato di cinema orientale e dei popolarissimi K-drama.

Deep: a cosa ci potrebbe portare la privazione del sonno?

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La storia di Deep ruota intorno a quattro studenti di medicina, Jane (Care Panisara Rikulsurakan), Win (Kay Lertsittichai), Cin (Fern Supanaree Sutichitwong) e Peach (Krit Jeerapattananuwong), che sono indotti a partecipare a un esperimento neuroscientifico segreto dal nome in codice “Deep”, in cui l’insonnia cronica si trasforma in una lotta per la sopravvivenza. L’inghippo? Se vogliono diventare ricchi devono rimanere svegli, mentre se si addormentano per più di 60 secondi moriranno. Quando il progetto Deep prende una piega orribile, i quattro protagonisti insonni e la sorella minore di Jane si troveranno alle prese con una scommessa disperata ed estrema che deciderà il loro destino.

Un’analisi della società moderna attraverso un approccio Sci-Fi

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Il modo in cui Deep sceglie di parlare di un tema come la privazione di sonno ha sicuramente delle tinte fantascientifiche. Gli ingredienti del classico Sci-Fi ci sono tutti, dal ricercatore crudele al microchip impiantato sotto pelle, fino all’orologio che conta i secondi che ti separano dalla morte se ti addormenti. Ma il punto di partenza della produzione del film, in realtà, è molto radicato nell’analisi della società in cui viviamo.Lo sceneggiatore Kittitat Nokngam ha commentato: “Viviamo in un’era di incertezza, un’epoca in cui il denaro è di fondamentale importanza. L’ispirazione dietro a Deep è essenzialmente ciò che dobbiamo affrontare nella realtà quotidiana. I giovani della mia età spesso devono convivere con la privazione del sonno come un ‘elemento’ della vita, e questo ci ha portato alle domande ‘Che cosa potremmo ottenere rinunciando al sonno? E se potessimo semplicemente seguire la nostra routine, privarci del sonno e continuare a guadagnarci? Perché non dovremmo farlo?’”

Il modo in cui si è scelto di sviluppare la storia, però, non è altrettanto forte come il punto di partenza. Se infatti l’idea dell’esperimento è buona, così come è interessante che i quattro protagonisti abbiano storie e motivazioni completamente diverse, gli snodi principali della storia sembrano più adatti alle pagine di un fumetto che a quelle di un film. E anche se il grande colpo di scena finale è un’idea interessante, la risoluzione del dramma in cui si trovano i protagonisti è piuttosto semplicistica e appare volutamente forzata per guidarci a un lieto fine molto soft. Bello, invece, il messaggio di amicizia al di là delle differenze che viene lanciato in chiusura, un concetto che alle giovani generazioni non si ripete mai abbastanza.

Deep: il progetto creativo di un gruppo di studenti

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Nonostante la storia un po’ debole, Deep è un progetto che merita di essere ammirato perché nasce proprio dai giovani cineasti thailandesi. Sangga Chatchairungruang della Transformation Film Co. ha raccontato che Deep è stato interamente realizzato da un gruppo di giovani studenti di cinema, supportati da un team composto da sceneggiatori e registi professionisti. Si tratta di un progetto che la casa di produzione ha sviluppato unendo le forze con l’Università di Bangkok, proprio per dare l’opportunità ad aspiranti filmakers locali di far sentire la propria voce, e di mettersi alla prova girando un film vero. Un’idea vincente, dato che l’aspetto visivo e quello registico sono i punti vincenti di Deep, entrambi realizzati con un’attenzione ai dettagli e una ricerca stilistica che ci si aspetterebbe da professionisti molto più esperti.

Deep non è un film perfetto dal punto di vista narrativo, ma è un progetto encomiabile perché nasce con il preciso intento di dare la voce a una nuova generazione di ragazzi che amano il cinema, e che sono pronti a farlo con passione.