“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, diceva zio Ben al giovane Peter Parker; Xavier ne ha fatto un motto per i suoi X-Men e gli Avengers ci hanno costruito due film da incassi stratosferici. Insomma, quando si tratta di Marvel – cinema o tv che sia – l’alto senso di responsabilità per il “dono ricevuto” è sempre una costante… almeno fino ad oggi… perché oggi è arrivato Deadpool e il motto va modificato in “Da grandi poteri derivano grandi squilibri mentali“.

Wade Wilson è un mercenario, un cattivo che “sistema” quelli più cattivi di lui. La sua vita cambia quando incontra Vanessa, l’amore della sua vita, ma la felicità non è per sempre e Wade scopre di avere un cancro in fase terminale e l’unico modo per trovare una cura è affidarsi ad una società non governativa che lo sottopone ad un particolare esperimento. Ma nulla va come dovrebbe, e il processo lo trasforma in un mutante con fattore rigenerante ma dal volto e corpo orrendamente sfigurato. Con il nuovo nome di Deadpool il mercenario inizierà la sua vendetta verso l’uomo che lo ha sfigurato.

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Deadpool e Testata Mutante Negasonica

Deadpool: convince il nuovo anti-eroe targato Marvel

Ci sono voluti ben 5 anni per riportare Deadpool sullo schermo e, dopo l’osceno cameo in X-Men Le Origini: Wolverine, il film di Tim Miller è una ventata d’aria fresca. Dopo aver sbancato il botteghino Usa arriva anche in Italia l’anti-eroe per eccellenza fatto di battute volgari, allusioni sessuali e follia allo stato puro, ed è questo a rendere il film della 20th Century Fox un vero e proprio spasso fatto di tante risate e action degno di questo nome. Una vera e propria rivoluzione quella di Deadpool che vede Miller infrangere tutte le regole dei classici cine-comics trasformando quello che poteva essere un x-man in un personaggio logorroico e irriverente ridefinendo il concetto di anti-eroe visto fino ad ora. Deadpool è una conferma immediata fin dagli esilaranti titoli di testa, Miller scherza, gioca e ironizza su se stesso, il personaggio e l’intera pellicola infrangendo in maniera irriverente e politicamente scorretta anche la tanto famosa quarta parete. Vediamo così Wade interagire con il pubblico, deridere e sbeffeggiare il mondo Marvel e sfottere in maniera pesante gli stessi Jackman, Fassbender e McAvoy arrivando a “massacrare” anche se stesso.

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Deadpool in una scena del film

Deadpool è soprattutto Ryan Reynolds, riuscito finalmente a trovare il suo posto nel mondo attraverso un personaggio che “spacca”, volutamente sopra le righe e palesemente psicopatico ma irresistibile; ottima prova anche per i comprimari che vedono la bellissima Morena Baccarin nel ruolo di Vanessa e il cameo di due X -Men d’eccezione, il gigantesco Colosso parodia di se stesso e del “sogno di Xavier” e la giovane Testata Mutante Negasonicaun nome fichissimo – fino ad arrivare ad Ajax controparte, poco spiritosa, del nostro protagonista. Che poi ammettiamo, per quanto bravi, i comprimari sono un contorno allo stratosferico personaggio che per tutto il film incalza e provoca risate a non finire, anche nei momenti meno opportuni tutto è funzionale, tutto Deadpool-centrico e tutto decisamente spettacolare.

Deadpool (Ryan Reynolds) reacts to Colossus’ (voiced by Stefan Kapicic) threats.
Deadpool “incontra” Colosso

Definire Deadpool il film dell’anno è forse eccessivo ma ammettiamo che è uno di quelli che ci ha entusiasmato di più, merito anche di Tim Miller, riuscito a trasporre sullo schermo il personaggio di Wade Wilson senza tralasciare quelle caratteristiche che lo rendono uno dei personaggi più amati della Marvel e non dimenticando i dettami fondamentali del filone cinematografico come l’azione e gli effetti visivi. Ovviamente anche nelle scene action l’irriverenza di Deadpool la fa da padrone giusto il tempo per scollarci dalla poltrona e ridere di gusto.

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