GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE - FILMISNOW

VOTA IL FILM ORA!

Spesso il cinema decide di cimentarsi con fatti realmante accaduti, traendo da questi ispirazione. Alle volte il risultato si dimostra sorprendente, altre nullo. È questo il caso del noir in questione, Dark Crimes, che fa ricorso a storie troppo romanzate, tanto da scardinare il fattore credibilità che li contraddistingue.

Dark Crimes (2016), thriller diretto da regista greco Alexandros Avranas è ispirato a un articolo del 2008 dal titolo True Crime. A postmodern murder mystery, redatto dal giornalista del The New Yorker David Grann.
Lo scritto contribuì nel rimettere in luce un caso di cronaca molto curioso iniziato nel 2000 quando in Polonia, nelle acque del fiume Oder, fu rinvenuto un cadavere torturato e incaprettato. Le indagini non diedero risultati soddisfacenti fino al 2003, anno in cui il commissario della polizia di Breslavia si convinse che dietro all’omicidio ci fosse uno scrittore, Krystian Bala, e che il suo primo libro, Amok, fosse una confessione. L’autore è attualmente in carcere con una pena di venticinque anni.

Di cosa parla Dark Crimes? La trama del film con Jim Carrey, ispirato a una storia vera

Dark Crimes
Dark Crimes © Bartosz Mrozowski

Polonia. Un vecchio caso irrisolto che ha dell’incredibile. La registrazione di una videocassetta e tutto ricomincia. Tadek (Jim Carrey) è un poliziotto tra i pochi onesti rimasti nel paese, con moglie e figlia. Trova un collegamento tra un vecchio caso di omicidio ancora irrisolto e il romanzo di uno scrittore Kristov Koslov (Marton Csokas),che semnra avere un collegamento con il caso. Convinto di aver scovato il colpevole si trova invischiato, tra poliziotti corrotti e prostitute, in un’intricata indagine.

Dark Crimes – Grigiore assoluto dal risultato monocorde e insoddisfacente

Dark Crimes
Dark Crimes © Bartosz Mrozowski

Così come appare descritta la trama risulterebbe accattivante e lo è, peccato per il risultato, decisamente insoddisfacente. Minima se non nulla,  la suspense dell’indagine in corso o l’ansia fino all’epilogo, privo naturalmente di qualsiasi forma di pathos.

Dark Crimes è grigio, blando, decisamente monocorde. Permane lungo tutto il racconto l’incapacità  di mantenere un ritmo umanamente sostenibile e persino di dare un minimo di caratterizzazione ai suoi personaggi. Se non fosse per il suo interprete principale Jim Carrey – attore di grande talento, capace di immedesimarsi in molteplici ruoli, dal comico al drammatico – non susciterebbe alcun interesse neppure il suo personaggio. Difatti, il racconto sembra partire bene ma si allenta già dopo i primi quindici minuti. Inoltre, la grigia fotografata dell’ambientazione polacca, non acuisce una cupezza e tensione della narrazione già di per sé inesistenti, ma trasforma tutto a semplice stereotipo.

© Bartosz Mrozowski

Il ritmo della narazione anch’esso inesistente non contribuisce nell’acuire la tensiva caratteristica tipica del genere thriller. Il talento di un attore illustre come Carrey sprecato in malo modo, in un film di un regista che nel 2013 aveva trionfato a Venezia per la regia di Miss Violence, vincitrice del Leone d’argento. Altra nota interprete del film Charlotte Gainsbourg nel ruolo di una prostituta, vittima di abusi. Di quest’ultima viene focalizzata l’attenzione solo sul suo aspetto fisico – lato dell’attrice già ampiamente presente in Nymphomaniac, di Lars von Trier – a discapito di una trattazione più incisiva dell’aspetto psicologico del personaggio. Il regista greco non utilizza neppure quello che poteva essere un punto a suo favore, ossia un buon cast (oltre a Jim Carrey e Charlotte Gainsbourg anche il rumeno Vlad Ivanov, nel ruolo di un poliziotto corrotto). Un film, insomma, del quale si può benissimo fare a meno.

Distribuito in Italia da 102 Distribution è disponibile dall’8 Marzo 2021 su Amazon Prime Video.