Contagious – Epidemia mortale: recensione

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I mostri del cinema (mostri veri, non di bravura) da Nosferatu ad oggi si sono evoluti più e più volte, regalandoci pellicole classificabili come autentici gioielli della cinematografia mondiale oppure tonfi clamorosi. Quando viene utilizzato il termine “zombie”, “non morto”, “morto vivente” o più finemente (e recentemente) “contagiato”, nella mente del cinefilo scatta qualcosa: un misto tra terrore e curiosità nello scoprire se l’industria cinematografica è riuscita a produrre qualcosa di originale oppure è rimasta ferma sullo standard classico con una pellicola che potrebbe finire nel dimenticatoio dopo pochissimo tempo. Per nostra fortuna, Contagious non rientra nell’ultima categoria.

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Una terribile epidemia ha colpito gli Stati Uniti, trasformando le persone in zombie. Il virus, sconosciuto all’uomo, riduce gli infetti a cacciare carne fresca dopo pochi giorni dal contagio. Dopo che Maggie, sedicenne orfana di madre, viene aggredita e contagiata il padre decide di proteggerla ad ogni costo, condividendo con lei le sue ultime settimane di vita.

Il ritorno sul grande schermo con un ruolo da protagonista per Arnold Schwarzenegger (qui in veste anche di produttore) è totalmente fuori dallo standard a cui siamo abituati a vederlo: un ruolo intenso, drammatico, profondo, una vera sorpresa che regala un’interpretazione degna dei più grandi attori drammatici hollywoodiani; al suo fianco, Abigail Breslin si riconferma come una delle più grandi (e giovani) attrici statunitensi. L’opera prima del giovane regista Henry Hobson è uno zombie-movie lontano dal canone classico, dove l’orrore presente all’interno del nucleo familiare viene affrontato in modo approfondito utilizzando una tematica di finzione e rendendolo il più reale possibile. Contagious è un film molto lento, totalmente privo di azione e orientato esclusivamente al drammatico; la splendida fotografia di Lukas Ettlin (già apprezzata nella serie TV “Black Sails” e nell’horror “Non aprite quella porta – l’inizio” )  vanta tonalità fredde e desaturate (dove il grigio domina sulle scene in esterni contrapposto alle tonalità calde del marrone presenti all’interno della casa) che unite alle musiche di David Wingo creano la giusta atmosfera per tutta la durata del film.

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Una scena del film

Se cercate il classico zombie-movie da popcorn e tanta azione state lontani da Contagious, se invece cercate l’innovazione all’interno di una tematica che ha già detto tutto, allora questo film fa sicuramente per voi, regalandovi una storia drammatica che probabilmente vi farà fare non pochi paragoni con malattie purtroppo reali e sempre più presenti.

Piccola curiosità: in originale il film si intitola “Maggie” come la protagonista della pellicola; la scelta di cambiare il titolo in “Contagious – epidemia mortale” risulta essere semplicemente una trovata di marketing per attirare pubblico.

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