Come diventare grandi nonostante i genitori: recensione

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Prendete il regista di Tre metri sopra il cielo e di Oggi sposi, Luca Lucini; lo sceneggiatore dei film di Checco Zalone, Gennaro Nunziante ed aggiungeteci una produzione Disney che ha lanciato nella mischia i protagonisti della sua serie TV Alex & Co. Senza dimenticare un pizzico di buon senso che ha inserito nel cast anche Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno e  Matthew Modine (Full metal jacket, Stranger Things – l’attore americano di turno). Mescolate bene, lasciatelo in produzione per almeno 3 mesi senza particolari aspettative di riuscita ed ecco pronto davanti ai vostri occhi Come diventare grandi nonostante i genitori.

Alex (Leonardo Cecchi), Emma (Beatrice Vendramin), Nicole (Eleonora Gaggero), Sam (Federico Russo), Christian (Saul Nanni) e Davide (Emanuele Misuraca – unico vero e proprio musicista del cast) sono liceali con una prorompente passione per la musica. La nuova preside (Margherita Buy – Io e lei, Le fate ignoranti), sembra a tutti i costi voler remare contro i sogni dei ragazzi: non ammette distrazioni dallo studio, abolisce l’utilizzo della sala di musica e, quando viene indetto un concorso musicale per band emergenti, fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote ai suoi talentuosi studenti.

Come diventare grandi nonostante i genitori: storia di una produzione malconcepita, più che malfatta

Come diventare grandi nonostante i genitori

Basteranno caparbietà e voglia di fare per portare a termine un’impresa che sembra impossibile? Non è così difficile rispondere; soprattutto se c’è anche la nuova bellissima compagna di scuola (Chiara Primavesi) arrivata dall’America che ti fa rincitrullire a mo’ di Bambi.

Meglio ancora se ha come padre un ex talent scout in depressione interpretato da Matthew Modine , accompagnato da una moglie sua collega e esperta (a quanto pare) di psicologia adolescenziale (una ritrovata Giovanna Mezzogiorno – Basilicata coast to coast, La finestra di fronte – tornata sulle scene dopo più di un anno durante il quale ha voluto godersi la neo-maternità).

Come diventare grandi nonostante i genitori: troppe domande che non trovano risposta

Come diventare grandi nonostante i genitori

La domanda che sorge spontanea è: perché la Disney ha quasi occultato la sua produzione facendo scrivere e dirigere la storia di Come diventare grandi nonostante i genitori a due personalità di un calibro (relativo) come quello di Lucini e Nunziante; e, soprattutto, puntando sul nome di questi ultimi e degli attori ingaggiati nascondendo il loro marchio?

Davvero la Disney ha bisogno di simili sotterfugi per portare ancora più soldi nelle sue casse? Spacciando un film per ragazzini come un prodotto fruibile anche da una coppia di 30enni che non sanno cosa fare un sabato sera? Un film la cui fase conclusiva riflette sulla genitorialità non potrà mai essere il pretesto per qualificarlo come “una pellicola sperimentale adatta ad una fetta di pubblico ampia ed eterogenea”.

Come diventare grandi nonostante i genitori

Fare un film per ragazzi (tra l’altro su temi motivazionali e critici per l’età della fetta di pubblico a cui Come diventare grandi nonostante i genitori è realmente destinato) non significa potersi permettere il lusso di chissà quanti ciak in meno e tagli di montaggio con sync improbabili. Non si possono ottenere buoni risultati cercando di vendere specchi per le allodole. Il pubblico non è ignorante: se gli propini uno specchio con fregi barocchi ma con la superficie riflettente corrosa e malmessa, puoi star sicuro che non crederà mai all’oggettività del volto che gli si vuole imporre come veritiero!

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