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Michael Dowse, regista di film come Take me home tonight e il recente Stuber, torna con un buddy movie fuori dagli schemi, reclutando uno dei protagonisti di Una notte da leoni, per un film che cerca di portarne il tono goliardico, scanzonato e irriverente all’interno di un poliziesco molto sui generis. Il film è distribuito da Netflix sulla sua piattaforma e segue la scia del successo di Spenser Confidential, unendo action e commedia, benché in questo caso con una maggiore quantità di comicità spicciola.

Coffee & Kareem porta sullo schermo la strana accoppiata tra il poliziotto bianco James Coffee e il dodicenne afroamericano Kareem Manning

Coffe & Kareem - Cinematographe.it

Ambientato nella Detroit dei giorni nostri, Coffee & Kareem vede Ed Helms nei panni dell’ufficiale di polizia James Coffee appena entrato in una relazione con Vanessa, una donna che ha un incontrollabile figlio di dodici anni da un legame precedente. Kareem è infatti un aspirante rapper afroamericano, che odia i bianchi e non riesce ad accettare la nuova relazione di sua madre. Un giorno Coffee va a prenderlo a scuola cercando di entrare in un buon rapporto con lui, ma il ragazzino escogita un piano per far in modo che il poliziotto lasci sua mamma, cercando di ingaggiare un gangster locale per spaventarlo. Durante l’incontro però assiste alla tortura e uccisone di un poliziotto corrotto, da qui James e Kareem creano una strana alleanza che si tramuta in una rocambolesca avventura per combattere il malaffare locale, proteggere Vanessa dalle minacce dei criminali e stanare la corruzione che si nasconde all’interno del dipartimento di polizia. Nel cast oltre a Ed Helms troviamo Terrence Little Gardenhigh, Taraji P. Henson, Betty Gilpin e RonReaco Lee.

Coffee & Kareem si basa su una comicità frivola e delle dinamiche già viste, nonostante la chimica tra i protagonisti

Coffe & Kareem - Cinematographe.it

Le premesse potrebbero essere quelle di una buona commedia irriverente sviluppata per intrattenere e dare contemporaneamente qualche stilettata ad alcuni stereotipi della nostra società, purtroppo però il lavoro di Michale Dowse finisce per scadere in una comicità molto spicciola e stantia. Il film cerca di far ridere con un utilizzo marcato e scontato di battute volgari, ma finisce vittima di una serie di cliché che vengono alimentati proprio mentre si cerca di ribaltare i luoghi comuni. Fortunatamente è evidente che Coffee & Kareem non abbia particolari pretese e non si prenda troppo sul serio, tuttavia la sceneggiatura su cui si basa è fin troppo banale – nonostante un ritmo abbastanza incalzante fatto d’azione ed episodi rocamboleschi – e la visione scorre stancamente, proponendo una serie di gag che sanno di già visto e non riescono a far ridere sinceramente. Il plot più che scorretto risulta poco ispirato, reggendosi in maniera eccessiva su dialoghi scurrili e violenze sensazionalistiche che vorrebbero impressionare lo spettatore. Ne deriva un lavoro che può farsi guardare distrattamente se si è alla ricerca di qualcosa di frivolo – complice anche la breve durata di poco più di un’ora e venti – ma che non riesce mai a centrare gli obiettivi posti in partenza.

L’unione di poliziotto bianco e ragazzino afroamericano poteva essere sfruttata in maniera fresca e frizzante, invece l’interazione tra i due personaggi arranca costantemente con dinamiche trite, strappando non più di qualche sporadico e stiracchiato sorriso. Un peccato perché la chimica tra Ed Helms e il giovane Terrence Little Gardenhigh c’è e si nota nel corso del film,  i due protagonisti ci mettono la loro carica ma vengono imbrigliati da uno script che non riesce a valorizzarne la bravura e che al contrario li frena. Questo accade anche con i personaggi secondari che risultano macchiettistici e privi di incisività, con la parziale eccezione della villain Watts, fulcro degli sporadici episodi più riusciti di divertimento.

Il film di Michael Dowse non riesce ad avere una sua identità e cerca la risata con una sceneggiatura debole ed espedienti scadenti

Coffe & Kareem - Cinematographe.it

Il film gioca più volte sul ricorso all’equivoco ma lo fa con espedienti molto canonici e scontati – privi della necessaria verve – divenendo prevedibile e non riuscendo mai ad essere dissacrante come vorrebbe. C’è anche un tentativo di lavorare sul tema del razzismo e su certi abusi di potere perpetrati negli Usa da parte delle forze dell’ordine, eppure anche questi momenti vengono mal gestiti con uno svolgimento che li banalizza, senza creare quell’ironia intelligente che servirebbe ad un film del genere affinché diventi pungente. Anche il ricorso a situazioni che si rifanno ad argomenti a sfondo sessuale diviene eccessivo – soprattutto con le reiterate uscite volgari fuori luogo messe in bocca a Kareem  – le quali dimostrano come il film ricorra ad umorismo terra terra che cerca di acchiappare lo spettatore in maniera semplicistica, ma che ormai ha fatto il suo tempo. Le sequenze d’azione sono poi costruite in maniera casuale e confusionaria, divertendo solo in alcuni tratti sporadici e cercando troppo spesso di far leva su di una violenza comica esageratamente carica.

Coffee & Kareem è dunque un prodotto d’intrattenimento scarsamente riuscito, che vorrebbe rifarsi a classiche commedie poliziesche degli anni ’80 come Arma Letale e 48 ore, ma che manca di una sua identità, non riuscendo né ad attualizzare lo spirito degli eighties né ad omaggiarlo, offrendo così una comicità e un’azione trascurabile e modesta.

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