Irriverente. Scandaloso. Politicamente scorretto. In sole due parole? BoJack Horseman, serie tv originale di Netflix creata da Ralphael Bob-Waksberg e disegnata dalla fumettista Lisa Hanawalt, nata precedentemente dal webcomic dell’artista Tip Me Over, Pour Me Out.

BoJack Horseman è uno spaccato reale sulla vita delle star hollywoodiane in chiave ironica, ambientato all’interno di un mondo popolato non solo da esseri umani ma anche da personaggi antropomorfi, ovvero persone dal corpo umano ma con testa e caratteristiche degli animali.

BoJack Horseman
BoJack Horseman

E come titolo suggerisce BoJack Horseman è un cavallo diventato famoso grazie a una sitcom anni ’90 girata davanti al pubblico, Horsin’ Around, non riuscito però a rimanere sulla cresta dell’onda dopo la chiusura della serie. Dopo 18 anni, BoJack continua a vivere della sua fortuna accumulata grazie alla sitcom e a qualche piccolo lavoretto che la sua agente, ed ex amante, Princess Carolyn, una gatta persiana rosa in carriera ma con una latente repressione nei confronti della vita che si è scelta, riesce a procurargli con molta fatica. BoJack è egocentrico e fanatico di se stesso. Non fa altro che trastullarsi nella sua villetta con piscina, di fronte alla montagna di “Hollywoo”, tracannando superalcolici e lamentandosi sui suoi sbagli, non riuscendo a fare a meno di rivedere in un loop letale i vecchi episodi della sua fortunata serie.
È costantemente seguito da una ghostwriter, Diane Nguyen, incaricata di scrivere la sua autobiografia per poter far tornare nuovamente sulla cresta dell’onda il cavallo, e da un coinquilino abusivo tendenzialmente inutile ma con manie artistiche nel campo del musical, raccattato in una delle sue serate deliranti, che vive sul suo divano, Todd Chavez.

BoJack Horseman
I protagonisti al completo

BoJack Horseman l’irriverente serie Netflix conquista tutti

La vita di BoJack si muove tra un produttore e una serata fatta di alcool e lustrini, mentre le battute a mitraglietta non fanno altro che dare un’idea ben precisa della Hollywood di adesso, divorata dai soldi e dai pochi contenuti, dalle baby star e i giri di alcool e droga, dove è tanto facile avere successo ed essere qualcuno, quanto cadere totalmente nel dimenticatoio. Ma non è solo il mondo dello stereotipo il protagonista di questa serie vincente sotto ogni aspetto. Tra i vari set di una pubblicità e di un film, si nasconde anche il lato più carnivoro delle produzioni e delle agenzie, trattando registi e attori come carne da macello, dove idee e storie sono la merce di scambio per il favore del pubblico pagante. Ad ogni nuova tendenza, proprio come un guardaroba, si è subito pronti a rifare tutto da capo, buttando gli attori e registi come capi sgualciti. In tutto questo il modo di fare di Bojack è un continuo scudo contro la realtà attuale. Nel suo essere così spocchioso, emergono anche moltissimi dei suoi punti deboli e delle incertezze create dallo stesso ambiente in cui vive, come non riuscire a distingue l’amore dall’essere al centro dell’attenzione, e questo succede con la temporanea ossessione nei confronti della seriosa e razionale Diane, già fidanzata con un altro enorme nome dello showbiz Mr. Peanutbutter, un labrador giallo un po’ troppo svampito e giocherellone con il quale BoJack è sempre stato in conflitto in quanto divenuto famoso grazie ad una sitcom rivale e molto simile a quella sua, ma nonostante questo la fama di Mr. Peanutbutter non è ancora tramontata; o il non essere mai riuscito a ottenere la parte nel film su quello che è stato il suo idolo da bambino, Secretariat, famoso cavallo da corsa americano, reinterpretato all’interno della serie come un corridore che ha fatto la storia non solo per la sua bravura ma anche per i complotti legati alla sua figura.

BoJack Horseman

Ironico e smaliziato, gli episodi di BoJack Horseman, 24 completi in due stagioni più uno speciale di Natale, si alternano tra scene di vita quotidiana del protagonista e stralci del mondo delle star attuali, sfruttando nomi reali, portandoli anche sullo schermo, come Andrew Garfield, o proponendo versioni antropomorfe che rispecchiano qualche caratteristica del personaggio, come Quentin Tarantolino.  La serie in pochissimo tempo è riuscita a conquistare il 100% dei Rotten Tomatos americani, diventando un vero e proprio tormentone, acclamato non solo dal pubblico ma anche dalla critica. E insomma, se c’è qualcuno che sa prendere per bene in giro gli americani, quelli sono proprio gli americani stessi.

BoJack Horseman

La particolarità di BoJack Horseman non risiede solamente nell’essere una di quelle serie animate politicamente scorrete che trova direttamente il suo posto assieme a serie capisaldi come I Simpsons, I Griffin, Futurama, American Dad e tante altre, ma anche nella sua originalità e raccontare direttamente, con le stesse voci dei protagonisti, il lato più oscuro dell’altra medaglia di Hollywood. Inoltre, è immensa la fitta rete di star, dal mondo della televisione a quello del cinema fino ad arrivare al campo musicale, che questa serie è riuscita a riunire sotto di sé. Oltre al doppiaggio dei protagonisti, come Will Arnett per BoJack, Aaron Paul per Todd o Amy Sedaris per Princess Carolyn, moltissimi attori hanno prestato la loro voce per personaggi secondari come Stanley Tucci, Olivia Wilde, J.K. Simmons, Rachel Bloom, Angela Bassett, o attori che hanno prestato non solo la loro voce ma anche il loro volto in chiave animata, Naomi Watts, Paul McCartey, Daniel Radcliffe. Le stesse musiche di alcuni episodi sono curate da un gruppo indie rock d’eccezione, The Black Keys.

Rinnovato per una terza stagione pronta ad arrivare nel 2016, BoJack Horseman è una di quelle serie perfette per farsi una risata o per avere un momento di pausa, cercando qualcosa di non troppo impegnativo ma che faccia comunque appassionare e divertire con gusto.

Non potrete fare a meno anche solo di una singola puntata di questa serie, parola di Cinematographe.

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