Big Game – Caccia al Presidente: recensione

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In uno sperduto villaggio nelle foreste finlandesi c’è un’usanza molto particolare, al compimento del tredicesimo anno di età i giovani vengono lasciati per due giorni nel bosco, ed armati di arco e frecce dovranno tornare con la testa di un animale, segno del passaggio dall’infanzia all’età adulta. Anche Oskari è tenuto a sostenere la prova, ma per lui c’è un peso in più, l’eredità di un padre “grande cacciatore” con cui fare i conti. Ma quello che il giovane tredicenne dovrà affrontare sarà peggio delle prove che la foresta doveva presentargli… infatti si ritroverà invischiato in un complotto per uccidere il Presidente degli Usa. Così tra spietati terroristi ed agenti doppio-giochisti, Oskari sarà costretto ad affrontare una prova ben più grande di quella che si aspettava… una vera e propria caccia grossa.

Big Game – Caccia al Presidente è un vero e proprio inno agli anni 80 – 90, o per meglio dire, a tutti quei film a metà strada fra Indiana Jones e il filone complottista conditi da tanto di quell’action da risultare a volte senza senso. Tratto dal romanzo omonimo di Dan Smith, Big Game è un film di poche pretese ma a tratti divertente, anche per le sequenze trash di cui la pellicola abbonda, a farla da padrone troviamo il giovane Onni Tomilla nel ruolo del tredicenne Oskari che armato di arco e frecce diventerà, forse, la più improbabile guardia del corpo dell’uomo più potente del mondo, il Presidente degli Stati Uniti, interpretato da un convinto (anche troppo) Samuel L. Jackson.

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Una scena di Big Game con Samuel L. Jackson e Onni Tomilla

Jalmari Helander porta sul grande schermo una storia vista e rivista che vede il Presidente cadere vittima di un complotto che lo porterà a perdersi tra le impervie foreste finlandesi, Big Game è un inno al trash e a quei film che hanno cresciuto un’intera generazione, fatti di scene improbabili e trame con tanti di quei buchi narrativi da poterci tranquillamente sguazzare. Indubbiamente la pellicola non è un capolavoro e ricorda tanto quei B-movie della domenica pomeriggio in cui prima o poi tutti siamo incappati regalando più di qualche risata e sicuramente molti “WTF”. Se non altro l’action è di buona qualità, certo al limite dell’inverosimile, ma indubbiamente divertente da vedere, la sequenza del congelatore usato come polifunzionale mezzo di trasporto è indubbiamente una delle scene più trash che si possano vedere su uno schermo cinematografico.

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Onni Tomilla è Oskari

In finale Big Game – Caccia al Presidente non è un film impegnato ne uno dei migliori, noi lo consigliamo? Nì! Nel senso che indubbiamente non è un film per cui andare al cinema, ma è sicuramente un ottimo passatempo per quello afose domeniche pomeriggio in compagnia di una bibita ghiacciata, patatine e Samuel L. Jackson alle prese con terroristi e foreste finlandesi.

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