voto del pubblico N/A
voto finale
3.8/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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Presentato nella sezione Orizzonti Coreani alla 19esima edizione del Florence Korea Film Fest, Best Friend è una pellicola sudcoreana che tratta della nascita di un’amicizia molto particolare. Diretto dal regista Lee Hwan-kyung, il film tratta anche del delicato tema della politica e di come viene vissuto in prima persona dai personaggi del film.

Best Friend: la storia di un’amicizia oltre le apparenze

Best Friend Cinematographe.it

Nel 1985 Lee Eui-shik (Oh Dal-soo) torna in patria dopo il suo esilio politico. Il presidente coreano incarica Kim (Kim Hee-won) e la sua squadra di far perdere a Lee il favore del popolo, perché potrebbe diventare un pericoloso avversario nelle imminenti elezioni presidenziali. Il politico viene posto agli arresti domiciliari perché gira voce che sia comunista. Nel frattempo, Dae-kwon (Jung Woo), che sta spiando i manifestanti – che il governo quindi classifica automaticamente come comunisti che mettono in pericolo l’ordine pubblico -, riesce a portare a termine un grosso lavoro, quindi Kim lo rende il leader della squadra che è incaricata di spiare Lee Eui-shik.

Dae-kwon si trasferisce proprio accanto al politico e lo origlia giorno dopo giorno. Lee sta effettivamente pianificando il suo annuncio ufficiale per le elezioni presidenziali. Dae-kwon e la sua squadra cercano di trovare prove incriminanti contro il politico, e quando non ci riescono, le falsificano per nasconderle segretamente nella casa di Lee. Ma le cose si rivelano non facili come previsto. A peggiorare le cose, Lee cerca di conoscere il suo nuovo vicino. Dae-kwon viene quasi beccato innumerevoli volte. Tuttavia, quando conosce un po’ meglio il suo vicino, non solo attraverso le cimici, ma anche perché ha alcune conversazioni con lui, deve presto chiedersi se quello che sta facendo è davvero nel migliore interesse del suo paese d’origine.

Best Friend: non solo un film sulla politica

Best Friend

Best Friend non vuole essere un film eccessivamente politico, infatti è una commedia che si concentra sull’inizio di un’amicizia piuttosto sfortunata. La storia è inventata ma utilizza come base molte circostanze reali dell’anno 1985. Il film fa un buon lavoro usando momenti drammatici per ritrarre un momento difficile in cui la democrazia non era ancora realtà. Allo stesso tempo, cerca di farlo in modo molto spensierato. Soprattutto, Best Friend vuole essere una commedia che colpisce con il suo umorismo e questo funziona, grazie anche al netto contrasto con i momenti più seri, che possono essere piuttosto tragici.

Nel 1985, Chun Doo-hwan era il presidente della Corea del Sud, e ci furono molte proteste studentesche per la democrazia nel paese. Il presidente fece etichettare questi studenti come comunisti, in modo da potersene sbarazzare. Erano spesso tenuti prigionieri in condizioni crudeli o addirittura torturati. Nello stesso anno si svolse anche il National Security che affrontò l’argomento un po’ più intensamente. La disperazione che la lotta apparentemente senza speranza contro un regime dittatoriale comporta è onnipresente anche in Best Friend, e gioca anche un ruolo importante in ciò che rende possibile in primo luogo l’amicizia tra i due protagonisti così diversi. Perché l’ingiustizia e il sangue freddo, che il governo mostra non rifuggendo nemmeno dall’omicidio, fa riflettere Dae-kwon sul fatto che stia combattendo dalla parte del bene, dopotutto. Fin dall’inizio, non c’è dubbio che l’eroe vivrà il suo momento catartico.

Best Friend: quando la commedia si unisce al dramma

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Quando vediamo Dae-kwon che cerca di raccogliere prove contro i critici del governo, la scena è quasi comica e mostra la sua determinazione quasi fanatica. In seguito entra in contatto con una coppia di spie apparentemente incompetenti che propongono delle idee assurde su come Lee, che è agli arresti domiciliari, possa effettivamente essere in contatto con i suoi amici politici. E così, ad un certo punto, anche il fruscio di una borsa viene interpretato come un codice Morse. L’umorismo è una chiave importante per il regista, come mostra una scena in cui le due spie irrompono in casa di Lee per poi essere sorpresi dal ritorno della collaboratrice domestica. Ciò che segue è un gioco a nascondino in casa, che ci ricorda molto una commedia teatrale.

I set sono ben scelti e sembra di essere davvero negli anni ’80. Questo vale anche per la musica, e ci sono molti titoli citati che sono stati banditi perché i loro testi potevano essere interpretati come comunisti. Qui diventa chiaro che non solo è necessario conoscere la cultura pop di quel tempo, ma che molte battute si perdono nella traduzione. Tuttavia, l’umorismo sa come conquistarci grazie anche alle performance degli attori. Jung Woo in realtà interpreta un ruolo piuttosto serio. A questo punto va chiarito che nell’ultima parte del film, ci sono alcuni colpi di scena ed eventi che sono estremamente tragici e ci ricordano più un dramma / thriller politico. Tuttavia, il regista sul finale torna sul suo focus comico. Sebbene questo mix possa risultare interessante, il cambio di tono potrebbe anche essere fastidioso per alcuni spettatori.

Best Friend sarebbe dovuto uscire nel 2018. Ma poi, durante il movimento #MeToo, ci sono state accuse contro l’attore Oh Dal-soo, quindi l’uscita del film è stata posticipata. Oh è stato scagionato dalle accuse, e anche se la sua carriera è stata rovinata dalla diffamazione, potrebbe persino tornare in auge. Grazie a lui e al messaggio incoraggiante sull’amicizia e la lotta per la democrazia, il film riesce a dare il giusto spazio a questi temi importanti, nonostante alcuni buchi nella trama. Anche se il mix di commedia e dramma non sempre colpisce nel segno, alla fine rimane comunque la sensazione di aver partecipato in qualche modo alla storia del film.