Amore & altri rimedi

“Ti amo non per chi sei tu, ma per chi sono io quando sto con te.”(Gabriel Garcia Marquez). Dalla frase appena citata potrebbero venire fuori tantissime interpretazioni. Potremmo ricordarla come il punto di vista dell’aurore sull’amore o, invece, riconoscere in quelle parole una perfetta definizione dell’egoismo. Resta difficile penetrare nell’ambiguità dell’espressione di Marquez e scovarne un senso che possa davvero valere per tutti, per ogni tipo di relazione. Dopo aver visto Amore & altri rimedi, film del 2010 diretto da Edward Zwick con Anne Hathaway e Jake Gyllenhaal, e soprattutto dopo aver assistito al cambiamento che comporta la scoperta dell’amore nel personaggio interpretato da Gyllenhaal, ci sembrerà (forse!) aver capito di cosa volesse parlare Marquez: l’amore ci cambia, ci permette di scoprire chi siamo, rivela la parte migliore di noi.

Amore & altri rimedi – un film sulla paura di essere amati da chi amiamo da morire

Amore & altri rimedi

Alle volte, chi ci ama guarda dentro di noi in un modo nuovo, fino a che non iniziamo a specchiarci davvero nel riflesso dentro gli occhi di chi ci guarda in quel modo e cominciamo a riconoscerci in quell’ombra fatta delle parti migliori di noi. Quell’ombra non è che chi siamo sempre stati. È quell’ombra di se stesso che Jamie (Gyllenhaal) ha imparato a conoscere accanto a Maggie (Hathaway), non potendo quindi più fare a meno di lei. Il film, come molti altri del genere (niente di originale in questo!), si apre con una lunga caratterizzazione del protagonista maschile, un donnaiolo pronto a impartire lezioni di seduzione ad amici o fratelli più sfigati (una sorta di nuovo “Hitch”) e dotato di grande parlantina, abilità che lo rende un infallibile venditore. Mentre lavora come rappresentante per un’industria farmaceutica e cerca in un tutti i modi di convincere un dottore ad acquistare i prodotti della Pfizer, incontra Maggie, un uragano di intelligenza, seduzione, sensibilità e schiettezza.

Inizia tra i due una frequentazione senza alcun impegno, in cui è Maggie a dettare le regole.  L’amore, tutte le volte che ci si offre e ci permette di costruire qualcosa insieme a qualcuno, è un’esperienza diversa, un mondo da vivere sempre nuovo. Il sentimento che matura piano piano porta i due protagonisti del film ad immergersi consapevolmente in una storia d’amore diversa dal comune, lontana da qualsiasi idea di favola e perfezione, che sicuramente sarà destinata ad incontrare più di una difficoltà. Maggie, infatti, è affetta dal morbo di Parkinson.

Amore & altri rimedi

Film sentimentali del genere, in cui uno dei due protagonisti è affetto da una qualche malattia, ne esistono tantissimi, ne potremmo citare una lista infinita. Amore & altri rimedi sicuramente non apporta alcuna novità a questo tipo di film, ricalca perfettamente le linee narrative guida di altre pellicole simili, più storie d’amore che film sulla realtà della convivenza con una malattia. Senza pretese da grande cinema, la pellicola di Zwick è perfetta per chi è amante del romantico e per chi non ama troppo sentimentalismo (di sicuro non ci commuove come Sweet November, con Charlize Theron e Keanu Reeves, o Autumn in New York, con Richard Gere e Winona Ryder, e non raggiunge la profondità di Scelta d’amore – La storia di Hilary e Victor, con Julia Roberts e Campbell Scott).

Nelle battute degli attori e nella trama del film convivono e si alternano toni da commedia romantica e tinte da commedia demenziale. Amore & altri rimedi, tra l’altro tratto dal romanzo Hard Sell: The Evolution of a Viagra Salesman scritto da Jamie Reidy, è un film sulla paura di essere amati da chi amiamo da morire, è una storia di formazione che attribuisce all’amore la chiave di ogni cambiamento, è un prodotto che non convince pienamente, ma nel complesso risulta piacevole. Jake Gyllenhaal, in un ruolo che gli è valso la nomination ai Golden Globe per miglior attore in una commedia, non può che essere credibile nell’interpretazione di un frenetico e intraprendente donnaiolo e piacerci nel momento in cui, innamorato, lo vediamo pendere dalle labbra di una sola ragazza, una Anne Hathaway a momenti arrabbiata, a momenti fragile, sempre bellissima nella freschezza di un viso giovane e pulito.

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