American Horror Story: Murder House, Asylum, Coven

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La famosa serie antologica ideata da Ryan Murphy e Brad Falchuk fece il suo debutto sul canale statunitense FX il 5 Ottobre 2011 con una premiere che risultò poi essere la più vista della rete. Improntata sul genere horror e in tutte le sue più oscure sfumature, American Horror Story è composta attualmente da quattro stagioni la cui ultima, Freak Show, è in onda sul canale satellitare italiano FOX.

La prima stagione, riconosciuta con il sottotitolo Murder House, racconta la storia della famiglia Harmon appena trasferitasi da Boston a Los Angeles in una casa piena di segreti antichi ed un tetro passato. Fuggiti per cercare una nuova rinascita familiare, Vivien, Ben e Violet troveranno nuove inquietanti disavventure ad attenderli nella nuova dimora: si scoprirà infatti, che l’antica magione hollywooddiana costruita nel 1900, meta anche di un Tour degli Orrori, è covo degli spiriti di tutte le anime perite al suo interno nel corso degli anni.
Questa prima stagione segna l’arrivo di una grande novità nel panorama televisivo. Terrificante al punto giusto, la tensione in Murder House si affievolisce pian piano nel finale senza mai defluire del tutto. Una trama accattivante, inquietante ed inaspettata, mantiene alta l’attenzione dello spettatore che rimane spiazzato fino alla fine.

Il banner di Murder House.
Il banner di Murder House.

Asylum è la seconda stagione di American Horror Story. Come tutte le stagioni di numero pari, questa è ambientata principalmente nel passato, in particolare tra il 1964 e il 1967 nel manicomio di Briarcliff guidato con estremo rigore da Suor Jude, ex cantante di cabaret, ora donna cinica, senza scrupoli e crudele. L’istituto psichiatrico presieduto dal monsignor Timothy Howard diventa in breve tempo il nido di tutti gli orrori temuti dall’uomo: dal serial killer di donne Bloody Face, i cui crimini sono imputati a Kit Walker, un giovanotto con l’unica colpa di aver sposato una donna di colore malgrado sia ancora vietato dalla legge, fino al demonio che possederà la giovanissima ed ingenua suor Mary Eunice; fino ad arrivare alle improvvise apparizioni degli alieni ed all’oscuro passato dell’enigmatico e sadico dottor Arden, ex medico nazista, che in accordo col monsignor Howard conduce in segreto una serie di esperimenti agghiaccianti che portano alla creazione di creature violente che vagano liberamente nei boschi circostanti Briarcliff. A fermare questa serie di atrocità sarà la giornalista Lana Winters, ricoverata nell’istituto contro la sua volontà in quanto omosessuale.
Questa stagione, seguendo la linea di Murder House, ha forse il pregio di una maggiore capacità emotiva e narrativa: l’ottima plot, infatti, spazia attraverso più temi quali l’horror religioso, il thriller psicologico, la presenza di un serial killer tanto lucido quanto raccapricciante, fino al mistero extraterrestre. L’incessante atmosfera di inquietudine e pura paura accompagnano tutte le 13 puntate in un viaggio spaventoso, ma sempre attraente.

Il poster di Asylum.
Il poster di Asylum.

Coven, terza stagione, racconta le vicende di un’antica congrega di streghe di New Orleans ora caduta in disgrazia a causa della paura di queste di uscire allo scoperto ed essere soppresse da una società ancora spaventata dall’ignoto. E’ guidata da Cordelia, figlia gentile e buona della Suprema Fiona: strega capace di padroneggiare le Sette Meraviglie, ma donna egoista ed insensibile. Ambientata ai giorni nostri, i membri della congrega dovranno proteggerla da una doppia minaccia: dapprima da un’antica fazione rivale composta da streghe Voodoo a cui fa capo Marie Laveau, famosa in passato per aver posto fine alle barbarie di Madame LaLaurie, donna crudele che traeva diletto nel torturare ed uccidere uomini di colore, e, successivamente, contro un’organizzazione intenta a porre fine alla razza magica.
Coven è probabilmente la stagione che più si discosta dallo standard generale di American Horror Story. La trama timida e quasi inconsistente si perde in situazioni che ricalcano una strada più leggera e da commedia, persino quasi adolescenziale. Se da una parte è vero che, rispetto alle prime due stagioni, questa terza ha come protagoniste quattro giovani attrici, dall’altra la loro presenza non avrebbe dovuto eclissare così tanto il resto di un cast più navigato e certamente da non sottovalutare. Biasimo di ciò va quindi ad una narrativa di stagione priva di spunti inerenti allo standard della serie.

Il poster di Coven.
Il poster di Coven.

Un cast che presenta attori ricorrenti in tutte le stagioni, è probabilmente uno degli elementi più riconoscibili di American Horror Story. Gli eccezionali attori si prestano, di stagione in stagione, ad interpretare personaggi dalle sfaccettature sempre diverse e complesse.
Jessica Lange è sicuramente la star di AHS: interpreta tre personaggi ugualmente forti quanto dissimili. E’ Constance Langdon, la sofisticata e sarcastica vicina di casa della famiglia Harmon in Murder House; è suor Jude in Asylum e Fiona Goode in Coven. La grandezza del Premio Oscar è evidente: le sue interpretazioni mutabili aderiscono perfettamente ad ogni incavo dei suoi personaggi.
Sarah Paulson, partita in sordina con un piccolo ruolo in Murder House, diventa protagonista ammaliante in Asylum nel ruolo della giornalista senza scrupoli, ma sfortunata Lana Winters e della strega Cordelia Goode in Coven, direttrice dell’istituto sempre in combutta con una madre assente e dispotica. Le prove attoriali della Paulson raramente deludono.

Jessica Lange e Sarah Paulson, qui nei ruoli di Fiona e Cordelia Goode in AHS Coven.
Jessica Lange e Sarah Paulson, qui nei ruoli di Fiona e Cordelia Goode in AHS Coven.

Evan Peters, giovane attore statunitense già visto al cinema nel ruolo del Quicksilver di X-Men: Giorni di un Futuro Passato e in Kick-Ass di Matthew Vaughn nel 2010, è una rivelazione: dal disturbato Tate Langdon al Frankensteiniano Kyle Spencer passando per l’incompreso Kit Walker, Peters è un’esplosione di espressività e dramma.
Frances Conroy, presente in piccoli ruoli ricorrenti nelle tre stagioni, ci regala delle interpretazioni tanto teatrali quanto la sua formazione attoriale. L’attrice statunitense, con pacatezza e precisione interpreta Moira O’Hara, la domestica di casa Harmon in Murder House, l’Angelo della Morte in Asylum e la stravagante strega Myrtle Snow in Coven.
Infine Lily Rabe, onnipresente in tutte le stagioni trova nel suo ruolo di Sorella Mary Eunice il suo personaggio più riuscito ed inquietante. E’ anche Nora Montgomery, prima proprietaria della casa infestata e l’eccentrica Misty Day in Coven.

Evan Peters, Lily Rabe e Frances Conroy qui nei ruoli di Kit Walker e Suor Mary Eunice in Asylum e Moira O'Hara in Murder House.
Evan Peters, Lily Rabe e Frances Conroy qui nei ruoli di Kit Walker e Suor Mary Eunice in Asylum e Moira O’Hara in Murder House.

I personaggi presenti in due stagioni sono molteplici e ugualmente meritevoli di menzione:
Denis O’Hare è Lawrence “Larry” Harvey in Murder House e il maggiordomo Spalding in Coven.
La giovane Taissa Farmiga è l’adolescente frustrata Violet Harmon e la strega dotata e innamorata Zoe in Coven.
Dylan McDermott è il virile Ben Harmon in Murder House e il terribile Bloody Face Jr. in Asylum.
Zachary Quinto, apparso solamente nelle prime due stagioni, è l’omosessuale Chad in Murder House e lo spietato Dr. Thredson in Asylum. Per quest’ultima interpretazione si è guadagnato una ben meritata nomination agli Emmy Awards.
Altri attori degni di nota, ma presenti soltanto in una stagione sono: Connie Britton presente in Murder House nel ruolo di Vivien Harmon; James Cromwell e Joseph Fiennes rispettivamente Dr. Arthur Arden e Monsignor Timothy Howard in Asylum e le new entry nella terza stagione, Emma Roberts nei panni della strega Madison, Angela Basset e l’immensa Kathy Bates nei ruoli di Marie Laveau e la sanguinaria Madame Delphine LaLaurie.

Un prodotto televisivo valido come American Horror Story vanta anche una sigla da tema penetrante. Composta da dal progettista del suono Cesar Davila-Irizarry, dal musicista Charlie Clouser ed ideata da Kyle Cooper mostra con una fotografia pungente ed una musicalità malinconica e cadenzata gli elementi più riconoscibili della singola stagione. Qui di seguito vi mostriamo gli opening titles di Murder House:

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