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Ambientato nel Paleolitico superiore, Alpha – Un’amicizia forte come la vita racconta il primo legame tra uomo e lupo, che diventerà il suo più fidato alleato (oggi questo ruolo spetta al cane). Il giovane Keda è a caccia di bisonti della steppa insieme al suo gruppo, ma durante l’attacco viene sbalzato in aria e separato dal suoi simili. Per lui, giovane e inesperto, inizierà una vera e propria lotta contro gli elementi naturali per cercare di sopravvivere. In questa esperienza di vita non sarà da solo. Ad aiutarlo e guidarlo ci sarà un lupo grigio, che è rimasto ferito. Keda lo accudisce e lo cura fino alla sua completa riabilitazione, stringendo con l’animale uno stretto legame d’amicizia.

Dopo un lungo prologo, la storia di Alpha – Un’amicizia forte come la vita inizia finalmente a prendere forma. Nato da un’idea del regista Albert Hughes (fratello di Allen, già dietro la macchina da presa con Broken City e La vera storia di Jack lo Squartatore), il film si propone come il classico racconto di formazione. Keda (interpretato dal giovane attore australiano Kodi Smit-McPhee, già visto in Blood Story e Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie) deve compiere dei riti di passaggio per entrare nel gruppo di cacciatori e procacciatori, che vanta tra i suoi membri anche il padre e lo zio. Il ragazzo, però, è tutt’altro che brutale con le sue prede, come invece dovrebbe essere un uomo del Paleolitico.

Alpha – Un’amicizia forte come la vita: un racconto di formazione condito da buoni sentimenti

Alpha - Un'amicizia forte come la vita Cinematographe.it

Poco indomito, Keda non mostra però alcun segno di timore quando si avvicina al lupo ferito e abbandonato. Come due cani solitari, i due iniziano a legare: il giovane uomo si prende cura di lui, e l’animale lo ringrazia lasciandosi addomesticare. Giocano, comunicano e sviluppano un linguaggio tutto loro. Il giovane lupo, abituato a sopravvivere insieme al branco, comincia a fidarsi del ragazzo, dando vita a uno dei legami più solidi nella storia dell’umanità. L’intreccio narrativo ricorda quello del film d’animazione Il viaggio di Arlo, dove però i ruoli erano ribaltati: il baby dinosauro proveniva da un branco civilizzato, mentre il piccolo d’uomo è la bestiolina di cui lui si prendeva cura.

Non bastano i maestosi paesaggi che fanno da sfondo al film – che tuttavia risultato creati con la computer grafica – né il tenero legame che si instaura tra uomo e animale. Pur partendo da buoni spunti, Alpha – Un’amicizia forte come la vita ha un canovaccio già visto. Manca soprattutto il pathos, e in una pellicola dove la premessa è avventuristica e ricca di pericoli, è un’occasione sprecata. A differenza del disneyano Arlo, nato per far sorridere e riflettere i piccoli quanto i grandi, il film di Hughes prende fin troppo seriamente il compito del racconto di formazione, senza tuttavia trasmettere nulla.

Alpha – Un’amicizia forte come la vita: un film dove manca il pathos

Alpha - Un'amicizia forte come la vita Cinematographe.it

Non c’è l’emozione descritta nei romanzi di Jack London, dove il mondo selvaggio viene mostrato senza tralasciare alcun particolare, e gli animali (anche lì cani e lupi) sono i veri protagonisti delle storie. L’intento di Hughes non è neanche animalista, poiché si limita semplicemente a raccontare qualcosa, omettendo però lo spirito avventuristico come un’opera del genere richiederebbe.

Insomma gli elementi per un buon film c’erano tutti, e sicuramente potevano essere sfruttati al meglio in Alpha – Un’amicizia forte come la vita, al cinema con Warner Bros. dal 6 dicembre 2018.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione