50 Sfumature di Grigio: recensione

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Ben due anni di attesa, casting da reality show con conferme e smentite, trailer sospirati ed agognati e sale con prenotazioni di mesi per il film evento del 2015, che arriva finalmente nelle sale mondiali. Stiamo parlando di 50 Sfumature di Grigio film di Sam Taylor-Johnson tratto dal caso letterario e trilogia E.L. James qui anche in veste di produttrice. Anastasia Steel è una giovane ed ingenua studentessa universitaria che si ritrova, per puro caso, ad incontrare il giovane miliardario Christian Grey, un uomo magnetico ed affascinante che fin da subito mostra interesse per la giovane donna; la stessa Anastasia sembra essere irrimediabilmente attratta dal misterioso ed affascinante uomo. I due iniziano ad uscire insieme ed Ana sembra sempre più incapace di resistere a Christian. Travolta dalla passione la giovane capirà che i gusti sessuali di Grey sono particolari. Ormai troppo coinvolta per tirarsi indietro, Anastasia verrà a patti con se stessa e con l’animo tormentato ed oscuro dell’affascinante Christian Grey.

50 Sfumature di Grigio
Una scena dal set

Il libro è stato un caso letterario con milioni di copie vendute e folle urlanti alla notizia di una trasposizione cinematografica, siamo sicuri che il film avrà altrettanto successo più per il nome che porta dietro che per l’effettiva validità della pellicola. Sam Taylor – Johnson dirige un film che sinceramente è di una noia abissale e poco importa se le scene di sesso “estremo” sono tante, 50 Sfumature di Noia… pardon.. di Grigio è un film pesante che, a parte qualche risata dovuta all’assurdità di qualche scena, non provoca nulla, il totale vuoto. A soffrire di più è la sceneggiatura stile romanzetti Harmony,  talmente tanto patinata da ricordare la commedia anni 90 stile Pretty Woman, ma che vira per una versione V.M. 18, gli stessi personaggi sono talmente tanto stereotipati da essere palesemente finti, Anastasia Steel è la classica ragazza ingenua acqua e sapone che inciampa e arrossisce ogni 3 x 2, assolutamente vergine (manco i classici Disney) che per tutto il film continua a mordersi il labbro, un personaggio che fa rimpiangere (ma non tanto) Bella Swan di Twilight, e un po’ dispiace perché Dakota Johnson sembra anche bravina ma poco si può fare quando ci si ritrova tra le mani un personaggio tanto insulso; dall’altra parte c’è Christian Grey che più finto non si può, uomo ricco e affascinante che suona il pianoforte e ti porta a cena con un elicottero, un passato tormentato che quasi sicuramente è il motivo per cui ha in casa una “stanza dei giochi” con fruste, manette e catene. A dare volto – e fisico – a Christian troviamo Jamie Dornan, un bravo attore che abbiamo apprezzato nella serie inglese The Fall ma che in 50 Shades of Grey trasmette veramente poco. Insomma siamo davanti alla vecchia storia degli opposti che si attraggono, ma non possono amarsi… o forse si… e poi di nuovo no, a volte sembra di trovarsi in un tira e molla da soap opera.

50 Sfumature di Grigio
Mr Grey aspetta Ana al suo elicottero

Purtroppo per la pellicola non aiuta nemmeno lo stile tecnico, una fotografia talmente tanto patinata da ricordare davvero un film porno, con ambientazioni al limite del ridicolo in cui si passa dall’appartamento tipico dell’universitario, in cui si beve vino nelle tazze, ai bicchieri di cristallo di Mr Grey che vive in un loft che ostenta opulenza e pomposità. La stessa colonna sonora è, per quanto interessante, sparata come in un video di Nicki Minaj, a volte eccessivamente buttata a caso e decisamente fuori contesto. In finale 50 Sfumature di Grigio è un gioco che non vale la candela e poco importa dei record al botteghino che verranno sicuramente infranti, la pellicola oltre a sbadigli e qualche risata non trasmette nulla, nemmeno durante le tanto chiacchierate scene di sesso.

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