Uno splendido errore: recensione della serie TV young adult su Netflix

Dal romanzo di Ali Novak del 2014, Uno splendido errore è una serie Young Adult che mescola romanticismo e malinconia. Dal 7 dicembre 2023 su Netflix.

Adattamento del romanzo del 2014 di Ali Novak, Uno splendido errore (in originale My life with the Walter boys) arriva su Netflix con i suoi dieci episodi a partire dal 7 dicembre 2023. Il genere, l’etichetta cucita addosso con una certa precisione, è quella di Young Adult. Il riferimento è letterario, ma l’eco di queste storie non ci ha messo molto ad arrivare anche al cinema e in tv/streaming, con seguito palpabile di pubblico. La narrativa Young Adult (YA) si posiziona a metà strada tra l’infanzia e l’età adulta, in termini di sensibilità e pubblico di riferimento. Adolescenza, amore e malinconia; la formula è semplice, immediata e molto empatica. Vale anche in questo caso. Creata per la tv da Melanie Halsall, nel cast Nikki Rodriguez, Sarah Rafferty, Marc Blucas, Noah LaLonde e tanti, tanti altri. Davvero tanti.

Uno splendido errore: nuova vita, nuova famiglia, nuovi amori

Uno splendido errore cinematographe.it recensione

A Silver Falls, Colorado, Jackie (Nikki Rodriguez) ci arriva nel modo peggiore. Ha una vita soddisfacente a Manhattan, una famiglia che ama e che la ama. Solo che una brutta sera Jackie perde, in un colpo solo, papà, sorella e mamma (celebre stilista) in un incidente. Uno splendido errore non si concentra sulla tragedia, preferendo esplorare quello che succede dopo: come Jackie, mesi dopo il trauma, altrove, lontana mille miglia dai fantasmi del passato, prova a rimettersi in sesto. Più che misurare l’impatto dell’imprevisto cambio d’ambiente sulla protagonista, la serie fa il contrario, mostrandoci in che modo la vitalità (ferita ma non piegata) di Jackie tira fuori il meglio da chi le sta accanto. Fidatevi, è un sacco di gente.

La accoglie la famiglia Walter. La capofamiglia si chiama Katherine (Sarah Rafferty), è veterinaria ed è stata, a suo tempo, la migliore amica della mamma di Jackie. Ha un marito contadino/allevatore proprietario di un bellissimo ranch e di molta terra a Silver Falls, George (Marc Blucas). George e Katherine hanno tanti figli. Una decina, figlio più figlio meno, con’evidentissima sproporzione di genere. Tutti maschi o quasi. Jackie è abituata agli agi della grande città, al prestigio e a un tenore di vita più che benestante. Il clan Walter non è povero, per niente, anche se un problema con le bollette c’è. Ma è molto numeroso, con poco o niente spazio per l’intimità. Non è facile abituarsi a una vita così diversa, arrivata in maniera tanto brutale. Fortuna che c’è l’amore.

Dei tanti fratelli Walter, a conquistare Jackie sono – contemporaneamente ed è questa confusione la miccia sentimentale di Uno splendido errore – Alex (Ashby Gentry) e Cole (Noah LaLonde). Caratteri diversi, per niente complementari. Alex è introverso, sognatore, un po’ secchione e vagamente possessivo. Cole è l’ex quarterback, la fantasia neanche troppo nascosta di ogni donna eterosessuale nel raggio di chilometri. Strafottente, pessimo a scuola, non proprio un esempio nei rapporti con le donne, ma con una profondità e una malinconia che non possono lasciare indifferenti. Jackie è presa da entrambi, contemporaneamente, non avverte la necessità di scegliere in un senso o nell’altro, provocando scompiglio in famiglia e in città. Cole e Alex si guardano in cagnesco. Nel frattempo, George e Katherine hanno un problema con il ranch. Mentre Will (Johhny Link), l’unico Walter che ha lasciato il nido, scopre quanto difficile sia costruirsi una vita adulta insieme a Haley (Zoë Soul).

Tanti personaggi da approfondire, forse troppi

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Difficile parlare di lieto fine, se la posta in gioco è quel particolare tipo di perdita. Ma Jackie ci prova lo stesso, a ritagliarsi il suo posto al sole. Uno splendido errore fa la cosa giusta e contemporaneamente sbaglia. Evita, saggiamente, il morboso compiacimento del trauma sbattuto in faccia allo spettatore, preferendo saltare direttamente al momento in cui, raccolti i cocci, la protagonista deve imparare a misurarsi con la nuova realtà. Peccato non cerchi, neanche per un momento, di scavarne l’intimità. Per capire quanto, di elaborato e risolto, ci sia nel suo dolore. La leggerezza di Jackie, l’ostinazione a non lasciarsi travolgere dal passato accettando la confusione (sentimentale) del presente, è il frutto di un coraggiosissimo lavoro interiore? O è una colossale mistificazione, una pericolosa negazione? Difficile rispondere.

Ha la giusta luce negli occhi e una fragilità interessante, Nikki Rodriguez, anche un’attitudine alla leadership che si sposa bene con le necessità del personaggio. La storia le appartiene, ma non è da sola. Uno splendido errore porta alle estreme conseguenze il concetto di cast allargato. Il clan Walter è numeroso, forse anche troppo per le possibilità di spazio e tempo offerte dalla serie. Ma è chiaro che una gerarchia esiste, nonostante tutto. Dei due spasimanti/fratelli coltelli, convince di più il fascino tormentato di Noah LaLonde e del suo Cole, quarterback con un’anima. Anche perché al personaggio è concesso un arco più strutturato rispetto alla platea di fratelli.

Incertezza e confusione sono parole che si sposano bene alla narrazione Young Adult, purché si sappia tenerle a bada. La confusione sentimentale di Jackie è una rappresentazione abbastanza onesta dello stato delle cose nel cuore di una giovane donna che comincia a camminare da sola. La riluttanza a esplorarne l’intimità violata dal trauma, il poco tempo a disposizione per definire la personalità delle tante, tante, persone che le stanno accanto, aggiunge un’utleriore livello di confusione, meno gradito e non così necessario. Paradossalmente, oltre i giovani adulti e i cuori in subbuglio, il racconto funziona meglio quando deve definire sfide e perplessità nella vita dei grandi. Quelli veri. L’amore e le preoccupazioni della coppia di indaffaratissimi genitori Marc Blucas e Sarah Raffery (soprattutto lei). L’ansia di realizzazione sentimentale e materiale, economica, di Johnny Link e Zoë Soul, Will e Haley. I loro problemi, la storia sa capirli e affrontarli con criterio. Funziona meglio in periferia che in centro.

Uno spendido errore: conclusione e valutazione

Uno splendido errore Netflix - Cinematographe.it

Per ovviare alla scarsità di tempo a disposizione, rapportata al gran numero di personaggi, Uno splendido errore punta su un meccanismo narrativo consolidato: parte dallo stereotipo (il quarterback, l’introverso, la cheerleader, la ragazza di città) per avvicinarsi preogressivamente a una visione delle cose più onesta. C’è un certo livello di prevedibilità, nel finale, che non giova alla causa della serie. La freschezza dei volti, il mix di malinconia e romanticismo, in una parola il sapore di già visto della confezione – non esiste un obbligo morale a sperimentare – la aiuteranno a trovare il suo pubblico.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 2

2.4

Tags: Netflix