Truth Seekers: recensione della serie tv Amazon Prime Video

L'ingegnere di installazioni a banda larga Gus affianca alla sua normale attività lavorativa quella di “cercatore di verità nascoste”, tra case infestate, anime possedute e bizzarri fenomeni paranormali.

Il principale motivo d’attrazione riguardante Truth Seekers – la cui prima stagione è stata rilasciata per intero da Amazon Prime Video il 30 ottobre – non è tanto il fatto di appartenere al sottofilone orrorifico dei cacciatori di fantasmi, quanto quello di essere stato creata dal duo Nick Frost-Simon Pegg (qui coadiuvati da Nat Saunders e James Serafinowicz). Come a dire che gli 8 episodi della serie tv britannica sono essenzialmente un prodotto per iniziati, ovvero già conoscitori della comicità goliardica della coppia e del loro bislacco e poco omologato modo di narrare.
Gli amanti della cosiddetta Trilogia del cornetto (L’alba dei morti dementi, 2004; Hot Fuzz, 2007; La fine del mondo, 2013) troveranno senza dubbio pane per i loro denti: un tripudio di british humour, lo stesso che, dopo aver messo alla berlina horror, poliziesco e fantascienza, attacca ora il sottobosco del thriller paranormale. Eppure, tra i sopraccitati titoli e Truth Seekers, sembra esserci un non trascurabile scarto di tono e intenti, tale da rendere il risultato finale non del tutto efficace e qua e là insoddisfacente.

Truth Seekers: sono solo fantasmi

Truth Seekers - Cinematographe.itAmbientata a Coventry, la serie segue le curiose attività di Gus, di giorno ingegnere delle telecomunicazioni e di notte youtuber fanatico di storie raccapriccianti riguardanti spiriti, entità e apparizioni di vario genere. Le due attività, a dire il vero, finiscono spesso col coincidere, soprattutto quando nella sua vita entrano a gamba tesa lo stagista Elton John (“Sapevo che Elton John non è il tuo vero nome. Qual è?”, “Lionel Richie”) e la sprovveduta Astrid. Senza entrare troppo nel dettaglio – una vicenda come questa è a fortissimo rischio spoiler – il mal assortito gruppo si troverà di fronte a svariati e improbabili casi, che metteranno a dura prova le loro certezze.

Nonostante gli episodi siano essenzialmente autoconclusivi, tra cani fantasma esorcizzati, soldati trasformati in macchine radio, gatti giganti e bambole possedute da serial killer guadagna via via sempre più spazio anche una trama orizzontale che attraversa tutta la stagione, incentrata su un villain-guru in stile Scientology animato da torvi e discutibili intenti. Truth Seekers funziona più come piccolo dramma spaventoso (un po’ alla stregua dei mai dimenticati Piccoli Brividi) che come congegno comico, e questo alla lunga diventa in parte un problema: si resta spesso a metà strada, e per questo vengono meno il mordente necessario e il ritmo per sorreggere l’intero arco narrativo.

Gli emarginati che salveranno il mondo

Truth Seekers - Cinematographe.itChiunque si aspetti, quindi, l’arguzia tipica del dinamico duo Frost-Pegg rischia di restare parzialmente deluso. Tuttavia, la serie possiede dei momenti di genuino spavento, si avvale di un cast perfettamente in parte (con menzione d’onore per il padre scontroso e rompiscatole interpretato da Malcolm McDowell) e cerca di approfondire per quanto possibile le personalità di ogni singolo carattere. Ci sono la ragazza insicura ma famosa sul web, il nerd solitario che nasconde un trauma, il genitore emarginato, il giovane timido che si fa carico dei problemi altrui… tutti riuniti per dare vita alla solita compagine scalcagnata di eroi improvvisati che salveranno (a volte loro malgrado) il mondo.

Piena zeppa di teorie cospirazioniste (che in realtà sembrano un paradiso del buon senso e della ragione rispetto alla maggior parte dei feed dei social media al momento), Truth Seekers si fa notare anche per l’esibito citazionismo, che parte dai prevedibili X-Files e Ghostbusters per arrivare a Doctor Who e al carpenteriano Essi vivono (argomento di uno dei tutorial realizzati da Helen). Ciò permette, qua e là, di distrarsi da filoni che mal si intersecano tra loro, impantanandosi in soluzioni depotenziate e approssimate. La sensazione è che resterà poco di Truth Seekers, sia nella mente dei neofiti che in quella dei fan. Nulla a cui una season two un po’ più convinta e compatta non possa eventualmente rimediare.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 2

2.7