Totems: recensione della serie disponibile su Amazon Prime Video 

Produzione e cast internazionali per una serie TV di spionaggio che si affida a due protagonisti seducenti e a una pletora di sconfinamenti in altri territori: l’avventura; il romance. Eppure, non funziona.

Totems ci porta nel 1964, in piena guerra fredda. Francis Mareuil (il francese naturalizzato canadese Niels Schneider) e Lyudmila Golubeva (la siberiana Vera Kolesnikova) hanno due volti che emanano eleganza e struggimento, un grande talento ciascuno nel proprio campo – lui è un brillante ingegnere aerospaziale; lei una pianista virtuosa –,  alle spalle due padri ingombranti e davanti a sé il compito di condurre una missione di spionaggio: il primo, per l’intelligence francese, dalla parte degli Americani; la seconda, per conto del KGB.

Il loro incontro genera elettricità amorosa, prima silente e poi, nel tempo, sempre più corposa, ma il compimento del desiderio erotico è osteggiato dal disallineamento ideologico e dall’invischiamento coniugale dell’ingegnere, sposo infelice di Anne – ma, a dispetto delle apparenze, non del tutto disinteressato alla moglie né indifferente alle richieste borghesi di conformità – e padre di Paul.

Totems: la tradizione della letteratura di spionaggio adattata al piccolo schermo

In dialogo con il genere di riferimento – la spy story –, Totems aumenta il volume dell’intreccio narrativo sovrapponendo al plot spionistico e alla ricostruzione d’epoca la catena adrenalinica dei continui rovesci avventurosi e la vicenda romantica di un Romeo e una Giulietta del Novecento bipolare. Tuttavia, l’adesione al modello della narrativa di spionaggio, benché da una parte fornisca un ancoraggio certo, dall’altra disattende, nella sua replica di un paradigma libresco, un principio drammaturgico fondamentale, di antica paternità greca: l’unitarietà, se non del tempo e del luogo, almeno dell’azione. 

Lo spessore romanzesco della serie, creata dai francesi Olivier Dujols e Juliette Soubrier e disponibile in otto episodi su Amazon Prime Video dal 20 maggio 2022, complica la fruizione scenica e finisce per demotivare lo spettatore, reso esausto da sequenze narrative dilatate nel ritmo, ma disorganiche rispetto all’articolazione della storia, frammentata e affatto approfondita nei suoi nuclei fondanti. 

Totems: una spy story di alta qualità esecutiva, ma con poca attenzione alla scrittura

I personaggi principali godono di allure personale, ma mancano di sviluppo, partono e restano figurini nelle mano di un marionettista che li scaraventa a destra e a manca – nell’Europa ora dell’est; ora dell’ovest – senza concedere loro il tempo della maturazione, e non solo quella dei loro sentimenti reciproci, ma anche di personalità definite sì dal ‘genio’ individuale, ma anche dall’esperienza, dalla risposta ambientale, dalla soggettività che si esprime attraverso il tratto singolare del sé come reazione a ciò che accade.  

Esclusi un paio di capolavori (Fleabag; La fantastica signora Maisel), Prime Video si dimostra un distributore attento alla qualità tecnica dei suoi prodotti, ma nel complesso disinteressato all’autorialità della scrittura, a processi creativi che rifuggano le regole da manuale e assecondino un’autentica necessità espressiva. Totems non fa eccezione: è un racconto seriale freddo, che avanza sospinto da un congegno che non può incepparsi, uno scheletro che procede meccanicamente (e artificiosamente) fino a un finale che non chiude, ma lascia presagire una continuazione che non riconosce urgenza. È questo il suo limite maggiore: l’impossibilità di debordamento, la previdibilità persino degli scenari futuri, quelli ancora da scrivere. 

Totems, con Lyudmila Golubeva e Niels Schneider rispettivamente nei panni di Lyudmila e Francis, è un’originale Prime Video, disponibile alla visione dal 20 maggio 2022. Gli episodi sono otto, ciascuno composto da circa 50 minuti.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 2

2.5

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